>>> Siamo blogger o formiche?
John Hiler in questi ultimi tre post porta avanti un suo illuminante paragone: noi blogger siamo come le formiche, agiamo come loro, cerchiamo notizie o post come loro cercano cibo, quando una notizia è appetitosa moltissimi blogger la riportano (il caso Trent Lott vi dice nulla?), così come le formiche riportano le briciole di un panino nella loro tana... ma questo è solo l'inizio. Se volete saperne di più andatevi a leggere qua, lì e laggiù
>>> I nostri sono blog o isolati?Altro illuminante paragone. Gli isolati non sono le persone sole, ma la distanza fra un incrocio e l'altro. Dove è la libreria? Due blog più in là...
it seems to me that the blogosphere is the closest thing going to the short blocks neighborhood: the population density is not nearly as oppressive as what you find on the major sites (much less old media networks.) But it's not as atomized as the world of IM. Short blocks is 50 people on the sidewalk at any given time, instead of 5 or 500. The blogosphere is 50 people on the site at any given time, instead of 5 or 5 million. (Which reminds me of Dave Weinberger's line: "On the internet, everyone is famous to 15 people.") That's a very human scale, I think -- it opens you up to new perspectives, but doesn't overwhelm you at the same time.
>>> Piccoli blog crescono. E danno da mangiare alle grosse testate.
Sono sempre più numerose le volte in cui il tam tam interno alla blogosphere arriva ai fratelli maggiori (?) e impone il proprio ritmo. Talvolta anche la propria melodia.
Steve Outing, a senior editor at the Poynter Institute for Media Studies, wrote in an e-mail, "What we're seeing more and more are webloggers breaking niche stories, and thus serving as an early warning system for traditional journalists."
>>> Bravo! Ottimo blog, 30 e lode. No, torni a Settembre.
Quale è la scrittura migliore sulla rete? Quella che cattura più lettori? Quella rapida e indolore? O quella lunga, tediosa, ma colma di informazioni? O forse il relativismo regna sovrano anche in questo campo? A me piace questo a te quello. Dissertazioni sull'argomento. In school, we read to evaluate. At work, we read for necessary information to get the job done. On the web, these models collide playfully with a need for entertainment, which is another complex matter to consider. Some people prefer short poems. Some people prefer long ones.
>>> Il meglio (e il peggio) dei media on-line 2002
L'ennesima galleria di premi di fine anno, questa volta l'autore è Mark Glaser. Vi anticipo uno dei premi, sul quale sono solo in parte (la prima) daccordo.
Biggest Scare of the Year (which became) Best New Friend of the Year: Google News, which scared the bejesus out of paid editors and news regurgitators everywhere (yours truly included) with its editor-free news page. Then, after kicking it around for a few days, we realized just how much time it saved us, how it could potentially democratize the scoop process, and how we couldn't live without it.
>>> Un anno legal-internettiano in 12 punti.
Da Microsoft, allo spam. Passano per Napster, la privacy e il cyber-terrorismo. Senza dimenticare la legislazione internazionale in merito al recente caso Dow Jones (a proposito eccone una dissertazione a cura di Victor Keegan). Insomma un gustoso riepilogo per tutti coloro che si fossero dimenticati che una avvocato, se vuole, arriva anche sulla rete. A cura di Doug Isenberg.
>>> Salon, resoconti di fine anno e la blogosphere
Ecco cosa dice Salon riguardo il mondo dei blog:
Blogs have been with us for years, but 2002 was the year that blogging as a movement came together. Everyone stopped worrying about explaining that "blog" was short for "Weblog" and defining it each time the subject came up as "a frequently updated personal Web page with new entries added at the top and older entries in reverse chronological order."
Questo è solo l'inizio. Ma in Italia siamo ancora al punto che Salon vede apena superato negli States. Io non so se sia progresso il fatto che buona parte dei cittadini di una nazione sappiano cosa è un blog, ma sicuramente sarebbe un progresso rilevantissimo per me. Decine di minuti risparmiati quando informo nuovi amici sull'esistenza di un mio blog. ..."ma allora sei un black-blog..." Lasciamo stare...
>>> Blog? Documentiamoci.
Vi propongo la lettura di questa sorta di ricerca di uno studioso dell'Università di Montreal riguardo i blog e il "personal knowledge publishing". Non ne ho ancora terminato la lettura, ma pare molto interessante.
ARRIVO, ARRIVO!!! Non accalcatevi!!!
E' un paio di giorni o più che non posto, ma non preoccupatevi sto per tornare. Il problema sono i regali di natale da fare, i bagordi da smaltire, l'esame appena superato, le noie burocratiche legate all'università, ma nulla di tutto questo avrà la meglio. Ho il mio buon "blog.txt" sul desktop pieno di link raccolti in questi giorni da segnalarvi. Domani dovrei mettere su il tutto. Un piatto molto ricco: RICCHISSIMO!
Tornate quindi con la vostra solita fame di link!
>>> I new-media come cerniera fra base e dirigenza di partito.
Analizzando il caso Trent Lott (un buon riassunto qui) lo scienziato politico Bruce Bimber della University of California-Santa Barbara, intravede nei new-media (internet e i suoi blog in testa) la nuova via tramite la quale la base del partito può informare la dirigenza delle proprie vedute.
But thanks to new media, conservatives can now chastise party leaders who play to old themes of racial discrimination, inadvertently or not. And in that way they can affirmatively promote the kind of party of inclusion, based on character and ideas, not color, race, religion, sex or ethnic background, that President Bush is pursuing and most of them want. Thanks to new media, the Lott story wasn't missed. Nor was the opportunity for conservatives to press for unbiased leadership.
>>> La prima conferenza europea sui blog. Vai a dire la tua.
A Vienna nel maggio 2003 (probabilmente il 23-24) si svolgerà una conferenza sui blog denominata "BlogTalk" alla quale ognuno di noi potrà presentarsi potenzialmente come relatore. Come? Semplice spedendo qui entro il 28 febbraio il proprio intervento, seguendo queste regole e sperando che l'apposita commissione non ci bocci. Potrebbe scapparci anche viaggio, vitto e alloggio pagati!
>>> Democratizzare la tecnica. Quinto Stato ci suggerisce un libro
Carlo Formenti, direttore di Quinto Stato, recensisce "Tecnologia in discussione. Filosofia e politica della moderna società tecnologica" di Andrew Feenberg. In breve:
Il destino della democrazia è legato alla nostra comprensione della tecnica: questa la tesi di fondo di un libro che è, in primo luogo, una lunga, appassionata requisitoria contro la convinzione che il progresso tecnologico segua percorsi lineari, determinati esclusivamente da criteri di razionalità ed efficienza.
Se vi interessa l'argomento mi permetto di consigliarvi anche: "Le tecnologie dell'intelligenza" di Pierre Lévy. Due libri sono meglio di uno.
>>> Attento a cosa scrivi sul blog I:rischi il posto.
Negli USA è già successo. L'impiegato torna a casa, e sulle basi della discussione avuta con il capo riguardo ad un nuovo progetto, posta un suo punto di vista nel suo personalissimo diario. On-line. Il capo lo becca e lo può legalmente licenziare, con l'accusa di una sorta di spionaggio. Per saperne di più non perdetevi questo pezzo sul Washington Post.
>>> Attento a cosa scrivi sul blog II:hai i soldi per l'avvocato?
Dopo il caso Dow Jones ecco un analisi di come un blogger che le spari pesanti possa rischiare molto, anzi moltissimo. Da qui la necessità di bloggare responsabilmente, un'idea che, se non ricordo male, è molto vicina a quella di Luca Sofri. Sbaglio Luca?
Blogging is one of the best things that has ever happened to freedom of expression and the press, and we should make every effort to protect its scrupulous practitioners. But freedoms come with responsibilities. Common journalistic standards of accuracy and fair play exist for good reasons, and bloggers, like the rest of us, must abide by them. By drawing attention to libelous Web content, the Australian case may force them to.
>>> Seconda puntata di "Venti anonimi spingono per la guerra".
Vi ricordate dell'articolo di Douglas Turner sulle fonti anonime usate dai media americani di cui vi parlai? Ecco che c'e' chi rincara la dose. E lo fa dalle colonne del Chicago Tribune.
>>> Resoconti e previsioni di fine anno: tutto sulle news online
Steve Outing ci presenta un esaustiva istantanea sullo stato del mondo delle news online, arricchita da interessanti e acute previsioni e calibrati suggerimenti per l'anno venturo.
>>> Giornalismo online: i 10 eventi più importanti del 2003
Un interessante sguardo a quanto successo quest'anno al giornalismo online filtrato dallo sguardo di CyberJournalist.net.
>>> Il blog di Andrew Sullivan ha elemosinato 79mila dollari!
Andatevi a leggere le sue parole. Aggiungete in fondo un mio "Bah..." e ricordate che i 20 dollari che mi ha chiesto, io me li sono tenuti. Ho fatto un'auto-colletta. Mi potrete leggere ancora e senza spendere una lira
>>> Ringraziamenti
Che dire.. Sono incredulo! Moltissimi di voi mi stanno linkando, magari me ne perdo qualcuno, ma vi voglio bene lo stesso Oggi dico grazie per il link a Carlo di http://fuoridalcoro.blogspot.com e a Gino di http://www.merzlog.com
>>> Quando gli scienziati sono conservatori e la scienza inaccessibile.
Pensate un attimo dove vanno a finire tutte le più grandi ricerche scientifiche compiute dalle menti più fervide e fertili del mondo della scienza. Finiscono in pubblicazioni specializzate, riviste settoriali, archivi elettronici di grandi università il cui accesso è limitato e in mille altri "luoghi" non esattamente a portata di mouse.
Pensate quanti siano i ricercatori totalmente inconsapevoli di stare studiando un fenomeno già approfondito da altri colleghi dei quali non sanno neanche l'esistenza.
Questo e mille altri problemi potrebbero essere risolti rendendo ogni ricerca scientifica accessibile in rete, senza costi.
La velocità con cui la scienza potrebbe progredire crescerebbe in maniera esponenziale. Ecco quello che stanno provando a fare un gruppo di scienziati.
They envision the sprouting of a kind of cyber neural network, where all of scientific knowledge can be searched, sorted and grafted with a fluidity that will speed discovery. >>> Edge-Power: forza e rischi secondo Salon
Dopo l'introduzione del concetto di Edge Power fatta due giorni fa, ecco un parere di Salon al riguardo. In breve:
When a technology begins small and has time to evolve, find its uses and build a following, it has staying power. (Look at the Net itself, whose protocols were two decades old before it became popular. Or look at how Linux, which had spent most of a decade emerging, was able to survive the hurricane of an infatuated Wall Street that swept over it two years ago and then abandoned it just as fast.) The danger here is that the dynamo of the Silicon Valley boom-bust cycle, in its hunger for Next Big Thing fuel, will seize upon Wi-Fi, blogs and Web services and then spit them out, chewed-up and spent -- before they've ever had a chance to mature and show off their potential >>> Internet libera i detenuti?
Possono i detenuti mantenere un loro sito dall'interno della prigione? Questo li aiuta a rieducarsi o a plagiare anime candide? Vietandoglielo li si priva della libertà d'espressione?
Dan Tench, a media lawyer at Olswang, says that under the European convention on human rights, prisoners have a right to freedom of expression which places the burden on the would-be restrainer to prove any material should be repressed. Mr Tench says: "There is no reason why prisoners should not have websites of their own ... it restrains unbridled government, the force of the executive just doing what it likes."
>>> I media statunitensi sono ancora "liberal". Ve lo dice Jeff Jacoby.
Ecco l'ennesimo capitolo della saga editioriale made in USA, sull'imparzialità dei media. Questa volta è il turno di un contestatore della visione "semi-conspiratoria" di Al Gore.
The hard reality, though, is that the media's few conservative institutional voices cannot hope to overpower the liberal bias that permeates the rest of the media. It is a simple matter of arithmetic. As Michael Kelly noted last week, Fox News Channel's viewers add up to about 3 percent of the ABC-CBS-CNN-NBC-PBS news audience. The Washington Times has one-eighth the circulation of The Washington Post. In the media world, power comes from numbers.
>>> Il governo spinge per l'accessibilità dei siti.
Testimoniando è possibile sentirsi giornalisti prima che uomini?Il New York Times presenta una questione dalle molteplici implicazioni etiche e professionali. Può la testimonianza di un giornalista davanti ad una corte internazionale, mettere in pericolo il resto dei reporters di guerra, sottoporli al rischio di ritorsioni? Puo' una grande testata giornalistica intimare ai propri dipendenti di non presentarsi davanti al giudice per salvaguardare la propria immagine di "indipendenza"? Puo' un giornalista che per una di queste ragioni si rifiuti di testimoniare, rischiare 7 anni di prigione?
E perchè i "peace keepers" dell'ONU e i volontari della Croce Rossa Internazionale sono protetti da questi rischi e i reporter di guerra no?
Forse una sentenza ha cambiato le cose.
>>> I Russi non si preoccupano di avere una stampa veramente indipendente e libera.Questo il risultato di un sondaggio commissionato in seguito al silenzio delle autorità sul tipo di gas usato nell'intervento al teatro moscovita in mano ai ceceni. Chi lo aveva commissionato voleva dimostrare che il popolo russo non aveva apprezzato tale silenzio e la censura imposta sui media riguardo l'argomento. Ma invece si è trovato in mano un risultato sorprendente:
The results stunned NTV's CEO, Boris Jordan. A majority of audience members backed censorship."That was an incredible thing," Jordan said recently."In 1991 when Russia was opening up, that would have been the last thing you would ever imagine. [The results] would have been 100 percent . . . to keep the state out, to let journalists censor themselves."
>>> Bloggare dalla cima di un albero.Un gruppo di attivisti-ambientalisti ha fornito di portatile e di connessione Wi-Fi una loro collega che da 8 mesi è sulla cima di un albero per evitare che la foresta che lo ospita sia abbattuta.
Anche lei avrà un blog.
Il problema è che un'altro albero, muovendosi a causa del vento, spesso rende impossibile alla ragazza collegarsi alla rete in quanto ostruisce la connessione. Abbaterlo? Sarebbe quantomeno autolesionistico per la loro causa!
>>> Internet, forse non lo sai, ma esistono anche gli anziani.Una toccante articolo di Henry Jenkins, dedicato alla madre deceduta da poco, ci presenta quali siano le immense potenzialità della rete nella vita degli anziani e ci illustra dove e come la rete sta fallendo in questo settore. Settore che fra una decina di anni non sarà più di nicchia, per ovvie ragioni demografiche.
Designing digital content for America's youth seems hot and sexy; getting predominantly young designers to develop content for seniors is like pulling teeth. In our media convergence class, my co-teacher, Chris Weaver, and I developed a project to get MIT students to interview seniors through Seniornet's local training centers and then prototype sites based on what they learned. Many students, undoubtedly spooked by the idea of spending time reflecting on what life was like after 65, dropped the class rather than complete the assignment.
E guardate un po' cosa si trova nella sezione commenti dell'articolo in questione :
The first thing I notice is the extremely small type you are using, here. You seem to value internet space to extremes, when in reality you have an endless page available. In fact, if you look at just about any commercial website, you will find the same situation -- a case of trying to load a hundred pounds of information into one screenfulIt is ironic that this article and forum use a CSS value that makes it *impossible* to increase the font size using MSIE (the most widely used browser). I hope the good professor teaches his students to use % or em, not px (as these pages use in the body text).
Ovviamente il tutto riferito alle difficoltà visive degli anziani.
>>> Copyrights e libertà intellettuale. Un punto di vista.
Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo tutto, ma trattasi di una policy atta a difendere la libertà di espressione ed ad attaccare il diritto di autore. Sembrerebbe suffragando il tutto con profonde ricerche empiriche. Sembrerebbe molto interessante.
>>> Camillo scopre che Panorama ha scoperto Andrew Sullivan
Camillo, il nuovo blog di Christian Rocca, che vi avevo segnalato per l'ottima rubrica Redazionalmente Corretto, non si lascia sfuggire un pezzo di Panorama dal titolo "Il gay più odiato di internet" su Andrew Sullivan, il blogger della colletta. In pratica Onino scopre che Camillo ha scoperto che Panorama aveva scoperto Andrew Sullivan
Edge Power. Quando il centro perde, eccome se perde.
Ecco una acutissima riflessione di Arnold Kling riguardo la potenza dell'innovazione che risiede alla periferia del sistema e non è stretta e costretta nelle mani di alcune grandi società che assomigliano a lenti e tristi elefanti conservatori.
E' un pezzo da non perdere, ma dato che alcuni di voi hanno molta fretta ,eccone alcuni estratti:
The Internet lowers the cost of the tools of communication and creativity, making them affordable to individuals and small businesses. This phenomenon might be called Edge Power, because it increases power around the "edges" of the network, in contrast with broadcast media, where power is centralized. There is a striking generation gap between media empires that were built before the Internet and those that grew up as Web businesses. Companies that were formed on the Internet treat Edge Power as a feature. Traditional media companies treat Edge Power as a bug. The Internet will reward companies that take advantage of innovation on the edge. Forward-thinking business leaders seek to create platforms that encourage such innovation, rather than retain total control. If the entertainment industry were aligned with the future, it would be designing web services to make its content accessible to third-party developers. Instead, it is trying to take the edge off of innovation.
>>> Ecco dove convergeranno i media.
Si proprio dove, non in senso figurato, ma in senso fisico. Avete visto Minority Report? Avete presente la sala ultratecnologica dove Tom Cruise ispeziona tutte le immagini generate dai precrog? Ecco qualcosa di molto simile. Sarà una redazione ultratecnologica dove le notizie saranno elaborate in maniera realmente multimediale. Una redazione dove convergeranno carta stampata, news on-line, televisione, radio, streaming e quantaltro possa esistere nel mondo del fare e fornire informazione. Una vera e propria newsroom del futuro. Il sogno di ogni giornalista. A soli 2 milioni di dollari. Il suo nome? Newsplex.
Fateci un giro ed inseritela subito nella lista dei doni da chiedere a Babbo Natale. Daccordo?
>>> Accuse shock ai media statunitensi.
Joshua Meyrowitz spara a zero. Ecco una delle bombe:
The UNH professor revealed the expensive public relations campaign that he said persuaded the American public to support the first Persian Gulf War. What galvanized America around the war, Meyrowitz said, was the televised testimony of a young Kuwaiti girl who tearfully told members of Congress she’d seen Iraqi soldiers storm Kuwaiti hospitals and remove infants from their incubators. As it turned out, the girl, named Nayirah, was the daughter of Kuwait’s ambassador to the United States. She lived in Washington, D.C., and was recruited by the high-powered Washington public relations firm Hill & Knowlton. It had received more than $11 million from the state of Kuwait under the auspices of a private group called the Citizens for a Free Kuwait, which wanted to incite the war on Iraq. After the war, several international human rights organizations checked out the incubator story and found it to be false.
>>> L'aureo vento dei banner ricomincia a gonfiare le vele (e non solo quelle) dei giornali on-line
Incredibile a dirsi, ma sembra che per un po' si possa stare tranquilli e smetterla di surriscaldarsi il cervello chiedendosi come possa sopravvivere la stampa on-line. Infatti i tanto odiati banner stanno ripopolando i monitor di tanti lettori, rimpinguando sostanziosamente le tasche degli editori on-line. E forse i giornalisti on-line non saranno più una vil razza dannata.
E mentre il Wall Street Journal si lancia in una campagna pubblicitaria che cerca di sminuire le edizioni on-line non ancora a pagamento degli avversari, il New York Times fa spallucce:
Still, the Times doesn't plan to begin charging a subscription fee to access its online editions. "I don't think there's anything broken in our model," said Martin A. Nisenholtz, chief executive of New York Times Digital. "We don't want to create a front door that would make the audience smaller," he said, adding that the Times' Web site attracts about 10 million users per month.
Inoltre è interessante anche leggere che:
In October, the Chicago Tribune launched Red Eye, a tabloid published each weekday for young commuters age 18-34. The venture is aimed at boosting readership among Generations X and Y, and relies heavily on Metromix.com, the Tribune's entertainment and events Web site. "This is a case of an Internet brand - Metromix - migrating to print," said Dennis FitzSimons, incoming chief executive of Tribune Co., which also publishes Newsday and the Los Angeles Times.
Esattamente il processo inverso di quello che era stato detto qui. Attenzione non sono processi mutuamente esclusivi.
>>> Ma servono giornalisti o Marines?Il Pentagono ha organizzato dei corsi di addestramento alla guerra per giornalisti. Temono che in un eventuale conflitto con l'Iraq possano venire utili. Come? Tenendosi fuori dai guai e non chiedendo aiuto a chi sta combattendo.
The courses are designed to teach people who sit at computer terminals, shoot photos or anchor from TV studios everything from how to blend into a crowd and how to stop a wound from bleeding to recognizing different kinds of artillery and reacting to a chemical weapons attack.The course is designed to help reporters "understand the risks and conditions associated with being with a unit," Pentagon spokesman Lt. Col. Gary Keck says. "The less time soldiers spend taking care of reporters, the more they have to get on with their mission. It's a win-win situation for us."
>>> WiFi. Lo voglio. Assolutissimamente.
Conoscevo già le potenzialità del WiFi. In particolare ero attratto dal potere essere in un parco col mio portatile e senza alcun filo ne alcun cellulare, collegarmi a velocità impressionanti alla rete. E bloggare da lì. In Italia chissà quando arriveranno le prime reti di connessioni internet WiFi. Negli States ci sono già, e molte addirittura gratuite. Cercherò di vincere una borsa di studio per un dottorato di ricerca laggiù. E magari le parole che leggerete saranno scritte più soavemente, guardando l'ochetta che si gongola nell'acqua del laghetto
>>> "Smart Mobs". Un libro che non mi perdero'. In questa intervista a puntate l'autore Howard Rheingold da un assaggio del suo libro: come i blog, il peer-to-peer, la telefonia mobile, ma soprattutto le comunità che usano questi strumenti e che intorno ad essi si strutturano, potranno modificare la realtà sociale del mondo come lo conosciamo.
Questo è un piccolo sommario del libro, che tra l'altro ha un suo attivissimo sito/blog Smart mobs emerge when communication and computing technologies amplify human talents for cooperation. The impacts of smart mob technology already appear to be both beneficial and destructive, used by some of its earliest adopters to support democracy and by others to coordinate terrorist attacks. The technologies that are beginning to make smart mobs possible are mobile communication devices and pervasive computing - inexpensive microprocessors embedded in everyday objects and environments. Already, governments have fallen, youth subcultures have blossomed from Asia to Scandinavia, new industries have been born and older industries have launched furious counterattacks.
>>> La colletta di Andrew Sullivan va avanti. Bah...
Come vi ho detto ieri Andrew Sullivan ha chiesto donazioni ai suoi lettori per far sopravvivere il suo blog. In due giorni ha ricevuto 3000 donazioni di 20$ l'una. 60mila euro. Ma lui se non arriva a 5000 donazioni smette. E spero dia anche indietro i soldi a chi già glieli ha spediti. Via posta, nelle vecchie buste, scrivendo uno ad uno tutti gli indirizzi. a mano. un ritorno alla old-economy.
Ecco cosa ne pensa Luca Sofri:
Andrew Sullivan è bravo, ma anche trombone e prevedibile. A me è sempre stato un po' simpatico e un po' no. Adesso chiede sostegno economico per il suo weblog, altrimenti chiude. Io lo leggo spesso, ma posso sopravvivere senza, se per lui è così faticoso e oneroso: e non vedo come ricevere dei soldi possa aiutarlo, se è il tempo che gli manca
>>> La nostra volontà è abbastanza per evitare di essere condizionati dai media.
Cosi' interpreto questo pezzo di Meredith Simons, ma forse sbaglio. In ogni caso per chi avesse fretta ecco due estratti.
In reality we are the people who determine what influences us. And we don't do it by slapping our hands over our ears and singing "la la la la" every time we hear a song on the radio with violent lyrics or looking away from every billboard with a music star on it. We control the media with two of the most powerful tools in America today: wallets and remote controls.If we don't watch the shows that we think are a bad influence, we can't be influenced. And not only that, but the entertainment industry itself will be influenced by the drop in income that comes with decreased viewing/listening. Programming will change if we stop watching trash. We'll get more quality shows centered on topics other than sex and creative ways to kill yourself. And the experts will stop writing about the destruction of civilization and start griping about our shoe choices
>>> Io mi vendo tutti gli scontrini, le bollette e pure la carta igenica!
Intuizione geniale. Nasce un sistema per vendere i nostri dati alle aziende. La privacy vista da un altro punto di vista
>>> Ringraziamenti
Ringrazio Luca Sofri per avermi inserito nella sua pagina dei link. Lo ritengo un onore raro. Ringrazio anche Cesare di 4 Banalitaten per avermi segnalato e linkato.
Quando la ricerca contro lo spam aiuta le bombe intelligentiIl ragionamento è forse un po' lungo, ma lineare e interessante. Yahoo ha riscontrato il problema delle registrazioni ad account di posta elettronica effettuate da programmi creati ad hoc da spammer professionisti. Questi programmi sono in grado di aprire migliaia di account di posta al giorno, per utilizzarli come "basi per lo spam". Per evitare questo problema:
"What we needed," said Dr. Manber, "was a simple way of telling a human user from a computer program."
Cosi' si contattò un ricercatore informatico:
Dr. Manuel Blum, a professor of computer science at Carnegie Mellon who took part in the Yahoo conference, realized that the failures of artificial intelligence might provide exactly the solution Yahoo needed. Why not devise a new sort of Turing test, he suggested, that would be simple for humans but would baffle sophisticated computer programs.Dr. Manber liked the idea, so with his Ph.D. student Luis von Ahn and others Dr. Blum devised a collection of cognitive puzzles based on the challenging problems of artificial intelligence. The puzzles have the property that computers can generate and grade the tests even though they cannot pass them. The researchers decided to call their puzzles Captchas, an acronym for Completely Automated Public Turing Test to Tell Computers and Humans Apart (on the Web at www.captcha.net).
La soluzione trovata è tuttora attiva nelle registrazioni di caselle di posta su Yahoo. In pratica per dimostrare di essere un umano e non un robo-spammer devi indicare che parola è scritta in una immagine storpiata. Immagine che l'uomo riesce a ricondurre facilmente ad una parola, ma l'intelligenza artificiale non ancora, o quasi...
Dove stanno le bombe intelligenti? Semplice, gli stessi personaggi implicati nell'invenzione di questo trucchetto hanno deciso di gettarsi nella ricerca nel campo della "intelligenza artificiale" e hanno perfezionato un programma che riesce a riconoscere dalle forme più distorte la forma originaria delle lettere.
Questo sistema, perfezionato e implementato sulle bombe intelligenti, permetterà di riconoscere meglio gli obiettivi militari da colpirsi. Ma non è l'unico campo di indagine:
The general technique, he said, will have many practical applications, like automated recognition of military targets or detection of trademark infringements on the Internet
>>> Sciopero dei trasporti a New York? No prenotato? AHIAHIAI!
Immaginatevi New York coinvolta in uno sciopero dei trasporti. Zero metropolitana. I ponti che collegano Manhattan alla terra ferma completamente bloccati. Il caos totale. Un evento che merita la copertura televisiva ed informativa più completa. Sia per questioni di audience che di servizio. L'ultimo sciopero di questo genere avvenne nel 1980. Ma se i nostri giornalisti non saranno a Manhattan nell'eventuale momento in cui scoppierà il blocco totale (cioè al termine delle contrattazioni), come faremo ad avere un "in-depth coverage" della situazione? Ovviamente prenotando in anticipo gli alberghi e riducendo il personale in loco per spedirlo già a Manhattan. Prevenire è meglio che curare.
>>> La prevenzione bloccata dai "Filtering Software "La Kaiser Foundation, società di ricerca sui temi della salute, dei media e del divertimento per i giovani, ha scoperto che i software che filtrano i contenuti web stanno procurando grossi danni ai giovani stessi, che ne sono il principale target. Infatti nel tentativo di evitare che contenuti pornografici possano raggiungere i ragazzi, tali programmi spesso bloccano anche la visione dei siti dove si parla di prevenzione delle malattie veneree:
In 2000 Congress passed the Children's Internet Protection Act (CIPA), which mandates that schools and libraries use filters to block pornography or risk losing their federal funding. Each institution can set the parameters of its filter however it chooses. Researchers looked at six of the most widely used filters, testing them against about 3,500 web sites. They found that when filters were set at their least restrictive setting…which blocked only pornography sites…all but 1.4 percent of health information was accessible. That filter also blocked 87 percent of pornography sites in the test. But when filters were most restrictive they blocked 24 percent of health information sites and 91 percent of pornography sites, an increase of only 4 percent points.
>>> Il suicidio e Google
A chi gli chiedeva di spendere due parole sulla questione dell'importanza economica per alcune società di essere "sputate fuori" per prime dal suo motore di ricerca, Sergey Brin, uno dei fondatori di Google, ha risposto che ci sono questioni più importanti sul rating, sulle quali si stanno concentrando:
More from Sergey Brin, co-founder of Google, speaking at Supernova: "People who are thinking about committing suicide search Google for 'suicide.' Depending on what they find, they may or may not kill themselves. There are businesses that depend on the kind of results that searchers get from Google, but that's very secondary compared to searches like 'suicide.'"
Nel mio piccolo, mi sono improvvisato aspirante suicida non anglofono, cercando "suicidio" con Google nelle pagine italiane: fortunatamente la mia era una finzione.
Il primo sito che parla in modo serio del suicidio, cercando di dissuadere il navigatore è al 12°posto
In un forum ho trovato un post sull'argomento di un ragazzo che affermava di essersi imbattuto per caso nella pagina "anti-suicidio" per eccellenza. Di cosa si trattava? Di una descrizione dettagliata delle condizioni in cui sono rimasti molti aspiranti suicidi che per poco hanno fallito nei loro intenti: paralizzati per una caduta di 6 piani non letale, e altri casi simili.
No comment.
Un esercito di "anonimi" spinge per la guerra.
Douglas Turner pone in rilevo una sorta di anomalia che sta diffondendosi fra i media americani: l'uso di fonti anonime. Anomalia perchè come dice Tom Rosenstiel, vice chairman della Committee of Concerned Journalists:
"A lot of important information would never be published without them, but recourse to this should be rare, and not routine, and when it is employed, the article should clearly say why the identity of the source or sources must be withheld. Central to our work as journalists is transparency. As you move away from sharing your information with readers, you'd better have a good reason - and you'd better share the reason with your readers."
Ed ecco un esempio di come talvolta notizie da fonti anonime risultino più diffuse di fonti accertate e trasparenti.
But the most recent and egregious item was the Nov. 18 AP story that "U.S. intelligence has concluded that an audiotape of Osama bin Laden broadcast last week is real and was recently recorded, providing the first evidence in almost a year that al-Qaida's leader is alive." On Nov. 30, European news nets carried a story, naming real, not spectral, scientists at a named Swiss research organization saying the bin Laden tape was probably a fake. The second story didn't get anything like the play of the original AP report, and so most people back home "concluded" that bin Laden is alive.
Ecco come si costruisce la realtà, dunque?
Turner vuole sottolineare cosa intende quando parla di Associated Press (AP):
We're not talking inside baseball here. The AP has fantastic political clout; it serves 1,550 American newspapers, including this one, and 5,000 stations, most of them exclusively.
Ed infine ecco la prova che i sospetti di Turner non sono proprio campati in aria:
Attribution is a way to stay out of trouble, as the AP recently found when it discovered one of its reporters regularly faked sources. It is also a way to keep a president from manipulating a news service.
>>> Andrew Sullivan: il suo blog è al lastrico. Salvarlo?Il blog di Andrew Sullivan sta per alzare bandiera bianca. Almeno che qualche benefattore non doni 20$ per leggerlo. "qualche" e' da lui inteso come il 2% dei suoi lettori. Pare che i suoi lettori si aggirino intorno ai 180.000 al mese. Facendo due calcoli si accontenta di 72 mila euro ogni sei mesi.
Vogliamo salvarlo? Lui ci dice che in tal caso "faremmo la storia dei blog". Bah...
>>> Google based economy. Lesson number one.
Quando il tuo business viene nutrito per l'85% dai visitatori che Google porta al tuo sito, l'unica cosa che puoi fare è venerare il Santo Motore di Ricerca. E guai a peccare. Ti troveresti in braghe di tela.
L'economia nell'era di Google.
>>> Il futuro? I servizi premium a pagamento. Per molti, ma non per tutti.
Fra le molte novità nei piani di AOL vi è quello di creare un centinaio di servizi premium a pagamento per compensare il declino degli introiti generati dalla pubblicità. Yahoo ha già intrapreso questa strada, ma non tutti pensano che sia la migliore strategia:
The big portals like AOL and Yahoo are still suffering declining ad revenue as the big deals struck in the dot-com bubble disappear. But somewhat smaller sites with specialized news or information content are seeing advertising grow, now that banner ads have been supplemented with bigger, more engaging formats."My advertising revenue has grown over 50 percent this year," said Christopher M. Schroeder, chief executive of Washingtonpost.Newsweek Interactive. "We don't want to risk losing that by imposing a fee."
L'intero pezzo lo trovate sul New York Times.>>> Ringraziamenti
Un grazie per avermi segnalato sul suo blog 101ism a Simone.
>>> Linux Journal dice la sua sui blog. Tecnicismi e filosofia.
Linux Journal si propone di promuovere l'uso di Linux nel mondo e in questo articolo dice la sua sul mondo dei blog. Riporto brevemente le parti meno tecniche. Per gli smanettoni rimando all'intero articolo. weblogs were delivering on the original promise of the Web, turning it from a set of static "sites" to a growing library of constantly updated and inter-linked journals [...]Linking sources and crediting them is an ethical and journalistic practice that has been a Web standard from the start. It's also a standard largely forgotten or ignored by big-time broadcasters, publishers and wannabes, who see the Net as nothing more than a plumbing system for distributing "content" to "consumers". This is why weblogs are journals and not merely "sites". It's also why Google, which ranks its findings according to the number and quality of inbound links, appears to favor blogs. [...]One should be able to write in a blog as easily as in an e-mail message--more easily, if that's possible.
>>> L'Euro è superato. La nuova moneta è il Link!
Ecco dove ci sta portando la rete. Non saranno più le monete da 4000 lire (note anche come 2 euro) a immettere il nostro sito fra i più visitati nel web, lo saranno i link. E sbocciano già le prime teorie economiche.
>>> Il TG4 fece boom con la guerra del golfo I. Che la II possa essere la rampa di lancio dei Blog?
Se guerra sarà, c'e' chi pensa che possa essere la consacrazione dei blog. Accostamento ardito, ma di sicuro non irragionevole.
A war in Iraq could be a blog watershed. Just as CNN made its reputation with live coverage from Baghdad, blogs may be uniquely suited to help cut through the fog of war by showcasing diverse accounts and opinions. [...]Blog creators are usually candid about their ideological leanings. But it is ultimately up to readers to decide which blogs are worthy of trust.
>>> Amo il TG5? Amero' anche TGcom!
Questa la conclusione di una ricerca targata Online Publishers Association. In pratica i media off-line sono capaci di timbrare la propria linea e il proprio stile nelle menti degli utenti tanto da portarli alla fedeltà anche on-line.
>>> Per tutti coloro che vogliono sapere cosa è un blog II
ecco la seconda puntata dedicata a tutti coloro che non sanno nulla dei blog o ne vogliono sapere di più. Sintetica, esaustiva e perfetta. The art of Blogging
>>> Esci dall'albergo e ti stampi ogni giornale. Futuro? No, realtà.
la PEPC Worldwide ha avuto la ottima idea di fregare il lavoro agli edicolanti. Come? Installando chioschi elettronici nei luoghi più frequentati da facoltosi manager di ogni parte del mondo. E questi chioschi cosa combinano? Beh, ti stampano in tempo reale un qualsiasi giornale a tua scelta. L'informazione, qui ora e subito.
>>> Broad-band? Non è un mercato libero, anzi è pieno di sotterfugi. Italia vero? No, USA!
Spesso sento molti miei amici vissuti negli States per qualche tempo fare apologie della libertà del mercato delle telecomunicazione oltreoceano. Ma forse si sono sbagliati. Anche là per risparmiare due lire si cercano i cavilli più astrusi. Ecco la verità secondo Paul Krugman.
>>> Ringraziamenti
Grazie a Christian per avermi citato nel suo blog
Background music: Subsonica - Radiopatchanka Leftfield & Africa Bambata - African Shox cibo matto - sci-fi wasabi Bluvertigo - Decadenza Guano Apes - Gogan
Per tutti coloro che vogliono sapere cosa è un blog.
Girovagando per la rete come mio solito ho trovato finalmente come rispondere a tutti gli amici che al mio felice annuncio "ragazzi, ho un mio blog", rimangono due secondi con sguardo attonito e mi chiedono "che cazzo è un blog?"
Penso che questa pagina sia veramente lo stato dell'arte delle definizioni di "blog". Non dovete perdervela per alcuna ragione. Ecco, per chi ha proprio fretta, degli estratti:
Blogging is using a new medium for what it is good for - connecting and interacting. Blogging is a first generation tool built on, and taking advantage of, the unique attributes of the Internet. It has been dismissed as a self-centered passing fad...and as the new model of interactive journalism, communication, and learning. This article explores the the uses, benefits, implications, and art of blogging.Benefits of blogging are numerous (which explains its rapid growth!). An overriding benefit is the democratization of information. In classic models, knowledge flow was "stopped" and administered by news sources (paper, magazines, TV). Ideas in keeping with current zeitgeist or political agendas received top billing, while unpopular (though necessary for innovation and social transformation) ideas were ignored.
ma soprattutto mi ha elettrizzato la definizione di Meg Hourihan (selezionata con ottimo fiuto fra milioni), perchè dice in inglese cio' che dissi io nel mio primo post di questo blog:
eccomi. la struttura che mi circonda è provvisoria. come le palline sull'albero di natale, non ne sono i succulenti frutti, sono provvisorie, artefatte. (ma la struttura è il natale o l'albero? o vi è un annidamento di strutture perlopiù non tutte materiali?). vi è un che di standardizzato nel produrre un blog. che sia la struttura l'elemento standard? struttura grafica con toolkit come palline dell'albero.
(come amo autocitarmi )
Penso proprio che imparero' a memoria tutto il pezzo in inglese, pronto a sbatterlo in faccia ai miei amici blog-ignorantoni.
>>> Robo-Google News vs Human-Blogger 0-2
Il blogger ed editorialista di Punto Informatico Massimo Mantellini in una intervista a Infocity segna il secondo gol della sfida Google News - Human Blogger.
Mi pare evidente che spesso il web, i motori di ricerca, certi aggregatori di news come i feed RSS o esperimenti come googlenews possano creare pericolose scorciatoie per chi si occupa di informazione. Ma sono rischi uguali per tutti, visto che ormai tutti i giornalisti, che scrivano per Internet o meno, usano il web per cercare notizie o conferme.[...]Da questo punto di vista, almeno nella mia esperienza i Blog sono un filtro molto interessante e vengono a ridurre il rumore di fondo di un web che oggi è sempre meno testuale. E la comunicazione mediata dai Blog, nella quale la parola è regina incontrastata è a ben vedere la forma più elementare di giornalismo.
>>> Spinsanity dice la sua sulla questione "Fifth Column"
Continua la diatriba fra difensori e accusatori di Al Gore. Questa volta a dire la sua sul discorso dell'ex vice di Clinton è Spinsanity, sito che si propone di essere " the nation's leading watchdog of manipulative political rhetoric"
>>> Quella di Al Gore è una mezza verità, Limbaugh non è colpevole, ma il NYT si'Ecco l'opinione di Norah Vincent sul Los Angeles Times. Anche per lui non si puo' essere "unbiased". L'importante è non sostenere di esserlo:
Radio talk show host Rush Limbaugh, scourge of liberals everywhere, may be hopelessly partisan, but he's never claimed to be anything else. He has an agenda, and he's honest about it. The New York Times is no less wildly partisan and has no less of an agenda, yet it presents itself as the tame word of God.And therein lies the real problem.
>>> Google News perde anche giocando in casa!
Paul Bausch è uno dei papà dei blog. E' uno fra coloro che hanno dato vita a Blogger. Ora non ci lavora più, ma continua ad avere idee geniali. Una di queste permette di fare vere e proprie sfide sul campo di battaglia di Google. Cosa intendo? Beh, tramite questo sua invenzione si possono inserire i due sfidanti e vedere il vincente. Chi vince? Chi compare più volte nelle pagine dei risultati delle ricerche di Google. Ecco la mia sfida: "blog" vs "google news" ed ecco il risultato : 1.blog (3,000,000) 2.google news (2,530,000)
Evvai! :)
>>> La tecnologia è la scala per la tirannia.
Robert A. Heverly pensa che negli USA si stia esagerando con i piani per proteggere il cittadino in nome della guerra al terrorismo. Banche dati, telecamere, intercettazioni tutte possibilità aperte dalla tecnologia sarebbero più in sintonia con la tirannia che con la democrazia. Il "ragazzo" va giù pesante, prevedo reazioni:
But today computers allow different government agencies to share information; information collected for one purpose is now reviewed for others. Computers analyze according to their programs, spitting out potential relationships between facts and figures. Tyranny, as much as if not more than freedom, is facilitated by the computer. And the administration's current programs have the potential for tyrannical effects.What will our government do with that information? The administration says it will use the information to keep us safe. The real question is: From whom?
e pochi giorni fa anche su Salon si parlava dello stesso problema. Con risposte dei lettori.
>>> Blog di notizie locali in decollo dagli USA: i cityblogs.
Nella conferenza sui blog di cui vi parlavo giorni fa, Jeff Jarvis sosteneva che la killer application per i blog fossero le notizie locali, ed ecco che nascono i cityblogs. Per ora solo a New York, ma i piani di espansione di John Hiler prevedono che in tre mesi siano coperte anche Chicago, New Orleans, Belfast, Houston, Tokyo, e Boston.
Questi cityblogs non solo vogliono indicare ai lettori cosa ci sia da fare in città, ma lo vogliono sapere dai lettori stessi. E a chi chiede a John perchè un internauta dovrebbe preferire un cityblog ad un grande sito sulla stessa città, lui elenca i vantaggi dei blogcity:
Personality versus Dry Descriptions Useful Recommendations versus Overwhelming Comprehensiveness Readable by Anyone versus Accessible Only to Experts Niche Coverage versus Mainstream Coverage Local Stringers versus No Followups
>>> Robo-Google News vs Human-Romenesko 0-1
William Powers analizza la nuova invenzione di Google di cui vi ho parlato giorni fa. E alla fine da ragione a noi blogger, in particolare a Romenesko e Drudgereport.
For my money, the real revolution in news presentation is happening at those Web sites that take other outlets' stories and present them with a minimum of visual or verbal ranking, in a rolling list that suggests this is more or less the order in which they came over the transom. Media people are entranced by a site called Romenesko's Media News, which does precisely this.Of course, that's just an illusion, too. There are human beings behind Romenesko and Drudge and all the other outlets of this kind that have taken off in recent years. Those sites have acquired their obsessive followings largely because there are real people, individuals of particular tastes and sensibilities, choosing and deciding how to play the stories. Without their respective eyes for news and senses of humor—two different flavors of droll—Romenesko and Drudge would be Google-esque machines: objective, but not very good company.
1-0. palla al centro
>>> Salon come Slate? Accasato sotto un grande nome?
Jimmy Guterman ha visto morire una sua creatura, Media Unspun, e consiglia ai colleghi di Salon di non esitare ad accasarsi presso qualche grande sito che non abbia problemi finanziari. Indica come modello Slate che vive tranquillamente sotto le insegne dello "juggernaut" Microsoft, senza (apparentemente) pressioni editoriali.
L'ultima mossa di Salon per risolvere una delle sue ricorrenti crisi finanziarie è stata quella di utilizzare un innovativo sistema di banner. Ieri ho fatto da cavia per voi a questo sistema. Il sito offre alcuni servizi a pagamento denominati "Premium", fra cui l'accesso a particolari articoli di solito di grande interesse. Ebbene si puo' accedere a tali servizi per un intera giornata semplicemente accentando di sorbirsi (e sorbendosi) 4 pagine di spot Mercedes. Devo dire che è un sacrificio più che accettabile per leggere gli ottimi articoli di Salon.
>>> La differenza fra Liberal e Conservative Media? Come bevono il vino.Una intervista totalmente inventata. Tra il serio e il faceto, un ironia che punge e lascia il sorriso sulle labbra.
>>> Nessuno puo' essere oggettivo. Mark Twain docet
L'ennesimo editorialista USA, Thomas Mitchell, critica la tanto propagandata necessità di oggetività dell'informazione e chiama in causa un grande vecchio, al quale dice di ispirarsi.
It is a perversion of human nature. Nobody can be truly objective. [...] Saturday was the 167th birthday of the putative father of Nevada journalism. Every time I reread a few chapters from his book "Roughing It," about those formative years, Mark Twain gives me those kick-over-the-traces ideas >>> Intervista a Rush Limbaugh
Qualche giorno prima dell'attacco subito da Al Gore, la voce della destra americana più ascoltata in radio aveva detto la sua sulla "partigianeria". Propria, dei giornali e delle televisioni.
I don't think it's possible to be unbiased if you're a thinking human being. [...]I admit my political viewpoint, and I'm proud of it, and I admit that I'm trying to persuade people. Others who have bias hide behind this cloak of objectivity, which I think is very hard to achieve and doesn't really exist
>>>L'accessibilità: unico vero e indispensabile plug-in
Antonio Capoduro è il socio fondatore del Portale Onlus (www.portale.org), una cooperativa per l'innovazione tecnologica al servizio degli invalidi. Due suoi pensieri da non dimenticare:
Il business pubblicitario è importante per la sopravvivenza di molti siti: evidentemente la maggior parte dei siti di informazione sono maggiormente interessati al mercato pubblicitario, piuttosto che alla possibilità della diffusione delle informazioni senza escludere nessuno. Si tenga presente in tal senso che un sito più accessibile dovrebbe essere anche più invitante per degli inserzionisti, poiché, appunto, è raggiungibile da un maggior numero di persone.L’opportunità di veicolare le informazioni senza limitazione alcuna è un fattore di libertà di espressione e di cultura, in una parola è democrazia. Sono convinto che si possa e si debba fare di più affinché il concetto di accessibilità diventi un bene comune della società. Questo vale per Internet, ma vale anche per tutte le cose della vita.
>>> Anche per vendere su E-bay bisogna essere buoni comunicatori
Vi volete sbarazzare di qualche vecchia cianfrusaglia? Volete vendere la vostra collezione di soldatini? Volete piazzare le vostre rane imbalsamate? Qualsiasi sia la merce trattata se volete ottenere successo nel business delle aste on-line attenetevi scrupolosamente a quanto dicono gli esperti. La cortesia, prima di tutto.
>>> I web bug insidiano la nostra tanto amata privacy
Se la InfoCom fa la spia avvertendo le sue vittime, c'e' chi ci prova senza dirci nulla. La Network Advertising Initative prova a mettere a freno il fenomeno con delle linee guida. Serviranno a qualcosa?
J.Taranto difende Sullivan che attacca Al Gore difeso da NoahRiassunto puntate precedenti: Andrew Sullivan vuole il linciaggio di Al Gore. pensa che il suo "fifth column" non sia diverso da quello del candidato democratico bocciato alle scorse presidenziali.
Timothy Noah non lincia Al Gore come invece fece con Sullivan. anzi pretende di scrivere una "etiquette of using a provocative epithet", "fifth column" appunto.
Sullivan non ci sta e replica (paragrafi TO GORE'S DEFENSE e NOAH'S COCOON)
James Taranto tenta di mettere le cose a posto con un ragionamento stringente. (paragrafo Taking the Fifth)
per destreggiarvi in questa battaglia meglio che prima vi leggiate le definizioni di "fifth column":
da britannica.com clandestine group or faction of subversive agents who attempt to undermine a nation's solidarity by any means at their disposal. The term is credited to Emilio Mola Vidal, a Nationalist general during the Spanish Civil War (1936–39).
dal Merriam Webster Collegiate Dictionary Etymology: name applied to rebel sympathizers in Madrid in 1936 when four rebel columns were advancing on the city A group of secret sympathizers or supporters of an enemy that engage in espionage or sabotage within defense lines or national borders
Al Gore contro l'ala destra dei media americani. Sarà linciato?
si definisce "l'unico parlamentare socialista del Congresso americano" formalmente è un indipendente, è Bernie Sanders. ieri ha letto l'editoriale di Paul Krugman sul NYT (che vi ho proposto ieri) e non ci ha pensato due minuti a rispondere.
so che l'inglese non sempre è "user-friendly" e quindi vi lascio anche il link di un intervento di Bernie Sanders del 17 maggio dal titolo "Il Congresso deve occuparsi del controllo delle imprese sui media" tradotto in italiano.
e poi non ditemi che non sono buono
anche Al Gore vuole dire la sua e di certo non si preoccupa a fare nomi e cognomi: Fox News Network, The Washington Times, Rush Limbaugh. Dei tre imputati dal candidato democratico bocciato alle elezioni USA del 2000 solo il primo risponde. Ma voci interne all'ala democratica stessa non ci pensano due volte a criticare il loro vecchio candidato
Il tutto sul New York Observer, ma eccone un estratto:
"..Most of the media [has] been slow to recognize the pervasive impact of this fifth column in their ranks—that is, day after day, injecting the daily Republican talking points into the definition of what’s objective as stated by the news media as a whole."
...
And during a lengthy discourse on the history of political journalism in America, Mr. Gore said he believed that evolving technologies and market forces have combined to lower the media’s standards of objectivity. "The introduction of cable-television news and Internet news made news a commodity, available from an unlimited number of sellers at a steadily decreasing cost, so the established news organizations became the high-cost producers of a low-cost commodity," said Mr. Gore. "They’re selling a hybrid product now that’s news plus news-helper; whether it’s entertainment or attitude or news that’s marbled with opinion, it’s different. Now, especially in the cable-TV market, it has become good economics once again to go back to a party-oriented approach to attract a hard-core following that appreciates the predictability of a right-wing point of view, but then to make aggressive and constant efforts to deny that’s what they’re doing in order to avoid offending the broader audience that mass advertisers want. Thus the Fox slogan ‘We Report, You Decide,’ or whatever the current version of their ritual denial is."
ed Andrew Sullivan (paragrafo The Fifth Column) aspetta che Gore sia "linciato" come lo fu lui quando pochi giorni dopo il triste 11 settembre 2001, scrisse (fra l'altro):
The middle part of the country - the great red zone that voted for Bush - is clearly ready for war. The decadent Left in its enclaves on the coasts is not dead - and may well mount what amounts to a fifth column.
Se linciaggio sarà, vi terro' informati.
>>> Chi fa la spia... non sbaglia.
qualche giorno fa vi parlavo della possibilità che Google si vendesse il database delle query effettuate a scopi commerciali. La ComScore invece va subito al sodo. Effettuando un tracking delle pagine web visitate da 1,5 milioni di persone (il loro "piccolo" campione") si propone di predire moltissimi dati economici futuri che a molti, in prima linea i fondi di investimento, fanno decisamente gola. Ed ha già messo a punto il suo primo colpo:
Last month, the company estimated that Amazon.com would report third-quarter sales of between $839 million and $851 million, exceeding analysts' consensus estimates of $807 million. Two weeks later Amazon.com announced third-quarter revenue of $851.3 million.
Per saperne di più, leggetevi l'articolo sul Chicago Tribune >>> Blogville è uomo?
C'è chi si chiede se nel mondo dei blog ("Blogville??") esista un "gender gap", una sorta di maschilismo congenito sia quantitativo che qualitativo. La risposta? Banale: gli uomini parlano di politica e di guerra, le donne della loro vita... Cosi' negli States secondo Lisa Guernsey del NYT, ma da noi la situazione è diversa? Si', certo che si'! Ecco un elenco di link a blog "femmina" italiani (copiati e pastati dal blog di Mim*mina):
Acido Folico Aglaja La Cri Fata Karabina Galline si nasce La Pizia Luna Paris Cannes Sonechka Tulipano Giallo>>> Mente a mente.Metodo di comunicazione indipendente dal corpo.
I was assigned to work on a project online with a programmer in a different part of Urbana-Champaign. We worked for months without meeting. We'd use instant messaging, which on Plato displayed a message in real time, keystroke by keystroke. My partner was obviously brilliant but an incredibly bad typist. It was excruciating, waiting for each letter. He constantly made mistakes. When I finally met him, I was stunned: he was a quadriplegic and had been typing with a stick held in his lips..:::ME:::.
giornata interlocutoria. ma una cosa è certa, lo spagnolo non fa per me... ma forse mi sbaglio
Background Music DJ Marky Audio Architecture