.:::OninO:::.                                          …comunicazione, giornalismo e innovazione

>>> venerdì, febbraio 28, 2003
 
>>> Chiuso per neve

Fra meno di 4 ore mi sveglierò per andare a sciare. Prometto di postare sabato. Sempre che l'uomo delle nevi non mi rapisca (o un gatto delle nevi non mi stenda)...

dal flusso di onino 01:19 | commenti (1) | + -
>>> mercoledì, febbraio 26, 2003
 
>>> Non viviamo in un film. Attenzione

Brian Lowry sottolinea come la tv americana (ma in parte accade anche in quella italiana) stia velocemente limando il confine fra reale e fiction. Un numero sempre maggiore di format televisivi che volevano fare informazione si piegano alle leggi del mercato e si modellano verso un framing d'intrattenimento per rendere più godibile al pubblico la propria offerta. D'altra parte un altrettanto crescente numero di fiction televisive vengono prodotte su storie reali e perlomeno in ambienti e situazioni storiche estremamente verosimili e coerenti con "l'attuale" dello spettatore. Sempre più spesso eventi prettamente mediali e non reali entrano a far parte dei notiziari televisivi. 
Il pericolo è quello che lo spettatore venga a perdere la sua "competenza" a distinguere in maniera immmediata quali situazioni sono reali e quali no, avendo così una percezione confusa e non lineare dello stato delle cose. Forse Lowry esagera
. Forse no.

Trista Rehn, the "star" of ABC's "The Bachelorette," said last week that the producers' priority was to make a satisfying TV show, not meticulously document what happened -- a trade-off she clearly accepted in exchange for her several hours of fame.

As these programs proliferate, the public finds it harder to discern where entertainment ends and real news begins

...news is frequently described in entertainment terms, as if news must be tied to the appropriate movie analogy so people can digest it.

Gabler argues that entertainment values have grown so pervasive, news, politics and pretty much anything else must conform to them or risk irrelevance -- an environment that elbows serious news aside.


dal flusso di onino 21:44 | commenti | + -
 
>>> La concorrenza non è garanzia di qualità e varietà

Questa la conclusione a cui arriva Janet Kolodzy analizzando il mercato statunitense dei media. Il giornalista del Christian Science Monitor reputa che la discussione sui prossimi cambiamenti nelle regole dell'ownership da parte della FCC stia dando troppa importanza a chi porta le notizie al consumatore piuttosto che al consumatore stesso. e in quattro e quattr'otto smonta una delle leggi alla base del libero mercato.

It's time to admit to the public what most people in the trenches of the news business already know: competition doesn't bring quality and diversity. Competition brings profits to shareholders and overhyped, underreported, mediocre journalism to the public.

The issue is not who owns the media; it is what they do with it. The First Amendment becomes the shield to fend off any calls for government regulation. So news consumers get the media equivalent of the Corvair - uninformative at any speed. The FCC needs to assert its role as the news-consumer protection agency, safeguarding the public who get the news, not the people who deliver it.

dal flusso di onino 21:44 | commenti | + -
 
>>> Questo nel cestino. Questo anche. Quest'altro pure.

I reportage dei giornalisti CNN (e non solo) dai vari fronti di guerra dovranno passare una sorta di censura che imprimerà una decisa partigianeria alla copertura mediatica degli eventi. In questo caso dell'eventuale seconda guerra del golfo. Questa la dura critica di Robert Fisk dalle colonne dell'Indipendent:

CNN's man or woman in Kuwait or Baghdad – or Jerusalem or Ramallah – may know the background to his or her story; indeed, they will know far more about it than the "authorities" in Atlanta. But CNN's chiefs will decide the spin of the story.

CNN, of course, is not alone in this paranoid form of reporting. Other US networks operate equally anti-journalistic systems. And it's not the fault of the reporters. CNN's teams may use clichés and don military costumes – you will see them do this in the next war – but they try to get something of the truth out. Next time, though, they're going to have even less chance.

the system of "script approval" that has so marred CNN's coverage has got worse. In a further and even more sinister message dated 31 January this year, CNN staff are told that a new computerised system of script approval will allow "authorised script approvers to mark scripts (ie reports) in a clear and standard manner. Script EPs (executive producers) will click on the coloured APPROVED button to turn it from red (unapproved) to green (approved). When someone makes a change in the script after approval, the button will turn yellow." Someone? Who is this someone? CNN's reporters aren't told.

dal flusso di onino 21:43 | commenti | + -
 
>>> Un Casarini americano, ecco cosa ci vuole!

Se quello che dice spiritum corrisponde a realtà, cioè che Casarini sia un buon comunicatore, sembra che anche i movimenti pacifisti statunitensi ne abbiano bisogno. Qualcuno chiama la CloneAiD.

Of 414 stories on the Iraqi question that aired on NBC, ABC and CBS from Sept. 14 to Feb. 7, Tyndall says that the vast majority originated from the White House, Pentagon and State Department. Only 34 stories originated from elsewhere in the country, he says.

Similarly, a check of major newspapers around the country from September to February found only 268 stories devoted to peace initiatives or to opposition to the war, a small fraction of the total number.

dal flusso di onino 21:42 | commenti (1) | + -
 
>>> Ma Berlusconi conosce l'HTML?

Perchè il presidente della Corea del Sud sì. Il 70% dei Sud Coreani hanno una connessione a banda larga. Il mercato IT ha una fetta del 10% nell'economia Sudcoreana. Il giornale sudcoreano on-line OhmyNews è il più potente al mondo.
Ministro Stanca, SVEGLIA!!


dal flusso di onino 21:40 | commenti (1) | + -
 
>>> Slate critica il multilateralismo del NYT. Perchè?

E' forse obbligatorio per una testata giornalistica composta da tante singole teste pensanti convenire verso un'unica posizione riguardo la situazione irachena? E' maldestro non schierarsi ufficilamente? E' deprecabile presentare più punti di vista?
Jack Shafer
sei sicuro che la risposta debba essere sì a tutte e tre le domande?
dal flusso di onino 21:39 | commenti | + -
 
>>> Blogging and journalism

Qualche link veloce veloce sull'argomento. Visto da punti di vista diversi e secondo schemi concettuali diversi:
- quello di Dave Winer
, a capo del progetto di blogging interno ad Harvard
- quello sul giornalismo peer to peer di Don Park
- quello del grande J.D. Lasica




dal flusso di onino 21:37 | commenti | + -
 
>>> Una variante danese ai News Aggregator

E' quella proposta da un portale danese, ma che presto sbarcherà ance in Germania, Francia e Gran Bretagna. Una srta di copia e incolla dai vari siti di informazione. Un collage per mano dell'utente.

dal flusso di onino 21:34 | commenti | + -
 
>>> Arrivo!

Guardando le stat ho visto che in molti siete arrivati in attesa dei miei soliti post notturni, ma ieri sera non ho avuto ehm... occasione... di postare. Mi riprometto di farlo oggi nel tardo pomeriggio in serata!

dal flusso di onino 11:36 | commenti | + -
>>> martedì, febbraio 25, 2003
 
>>> Per ogni blog un puntino. Puntinismo blogreale?

Io l'ho fatto. Fatelo anche voi. E' facile e immediato e secondo me utile. Intrecci fra reale e virtuale. Se quello che sta crescendo nella blogosfera italiana è una collaborazione degna di nota, secondo me conviene mettere un puntino. Il perchè? Reti di conoscenze. Intelligenze collettive virtuali che possono guadagnare spazio nella prossimità fisica.
Ma non è l'unico utilizzo.


dal flusso di onino 01:40 | commenti (2) | + -
 
>>> Non è bello ma mi faccio pubblicità lo stesso...

Ebbene ci ho provato. Provato e riprovato. Non sono riuscito a trattenerlo, soffocarlo, distrarlo, ammutirlo, nè ammutinarlo. Si è ancora una volta fatto sentire e ho dovuto, voluto dargli la possibilità di esprimersi. Di avere un suo blog dove scaraventare fuori le sue facezie. I suoi stream of consciousness. Le sue cose. Ebbene da poco anche la mia seconda personalità ha un blog. Derviscio urticante.
Nulla di serio.


dal flusso di onino 01:35 | commenti (1) | + -
>>> lunedì, febbraio 24, 2003
 
>>> Non si può risparmiare sulle vite dei reporter di guerra

Chris Cramer, presidente della CNN, è anche il presidente onorario del neonato International News Safety Institute che si occupa della sicurezza e della salvaguardia dei giornalisti. In questo articolo sul Guardian, Cramer pone delle questioni di massimo rilievo riguardanti l'impiego di giornalisti al fianco delle truppe nella eventuale prossima guerra contro Saddam. La responsabilità della sicurezza di tali giornalisti ricade solo sul Pentagono? E se così fosse vi è il reale rischio che ciò abbia conseguenze con l'imparzialità della loro copertura informativa? Non dovrebbero essere in primo luogo i datori di lavoro a permettere ai loro reporter di affrontare la situazione nel miglior modo possibile, pagando loro corsi di addestramento ed un equipaggiamento che riduca al minimo i rischi? Come affrontare la nuova posizione di massimo rischio dei giornalisti nelle guerre odierne ?
Da parte su la  CNN ha speso un milione di dollari per la salvaguradia dei suoi giornalisti e Cramer denuncia che vi sono altre testate che invece manderanno allo sbaraglio i propri reporter.

The Pentagon, to give it credit, has been offering specialist training for journalists who will be accompanying the troops. But there are more journalists being deployed than will have been on the training courses. The onus of responsibility cannot rest with the Pentagon alone. It lies with those of us who deploy our staff into war zones. As I see it, all serious news organisations have a moral and ethical responsibility to ensure that their staff are trained and protected. Equally importantly, organisations such as these cannot provide a true and impartial news service if they cower in the face of lethal aggression.

It is tragic and depressing that some other news organisations are unwilling to take the financial risk to protect their staff.


dal flusso di onino 17:39 | commenti | + -
 
>>> Perchè!? Il Wi-Fi lo avrò solo nei sogni (e lo sapevo)

I Contrappunti dell'egregio signor Mantellini non fanno altro che confermare il mio timore. In Italia il wi-fi è un sogno degli utenti tenuto in stato comatoso forzato da imprenditori troppo potenti e da uno stato poco innovatore.
Non è che si riesce a organizzare qualcosa per sensibilizzare il Ministro Stanca???

Dei soggetti che dovrebbero tutelare gli interessi dei consumatori in questa partita meglio non parlare. Tutti ne conosciamo i nomi, dal Ministro delle Comunicazioni ai membri della Authority. Brillano come al solito per la loro latitanza. E a dire il vero non di latitanza si tratta ma di una vera e propria ormai usuale scelta di campo. Anche se il campo non e’ - come dovrebbe essere – quello di coloro che li hanno eletti.

E cose come queste, ahimè, non succederanno mai nel nostro "Belpaese"... :(
dal flusso di onino 17:37 | commenti | + -
 
>>> Qualcuno non sa contare

E' noto che le cifre di manifestanti dichiarate da questura e dagli organizzatori divergono sempre non solo fra loro ma anche dalla realtà. Tanto è vero che è buona scorciatoia informativa sommare le due cifre e dividerle per due per ottenere un numero verosimile di partecipanti. Però a tutto c'e' un limite. E questo articolo del NYT diverge parecchio da quanto avevo sentito sino ad oggi. O quantomeno dichiara il vero, ma in maniera subdola. Infatti afferma che in Europa hanno manifestato contro la guerra più di un milione e mezzo di persone. Come se qualcuno mi chiedesse quanto costa l'ultima BMW e io rispondessi "mi pare più di 400euro"....

Even though momentum behind the demonstrations didn't grow until a month ago, after Secretary of State Colin L. Powell's presentation to the United Nations, more than 800,000 people turned out in 150 rallies in the United States last weekend, from 100 in Davenport, Iowa, to an estimated 350,000 in New York City. In Europe, more than 1.5 million protested.

dal flusso di onino 17:36 | commenti | + -
 
>>> La BBC è andata dal make-up artist

Come ristrutturare un sito di informazione in maniera user-friendly senza stravolgerlo completamente. In un articolo dell'Online Journalism Review scoviamo il pensiero guida che è stato costante sottofondo al nuovo sito della BBC. Una linea che dovrebbe essere seguita da molti giornali italiani nelle loro edizioni on-line.

“When a user approaches an object such as light switch or a control panel on a car, they form a mental model and anticipate what that object will do. It’s fair to say that, until now, our site hasn’t offered enough of these clues. It hasn’t given an instant system model to the user. In part, it has been a mess, to be honest.”

...the individual journalist will have more responsibility for producing the whole package, including bespoke multi-media and interaction opportunities for the user. Tailored audio, video and entry points to the interactive “Talking Point” area (re-labelled “Have your Say”), will be placed at story level. Users will be driven to these features by editorial incentives and guides, not offers of functionality (who responds to “click here to have your say on ten different subjects”?).

dal flusso di onino 17:35 | commenti | + -
 
>>> E se Totti imparasse a dribblare i giornalisti?

L'intera squadra dei Red Sox ha assistito ad un breve corso su come interagire con i media. Fatto in un vera scuola, non in una sorta di CEPU americano. Il tutto per migliorare l'immagine di una squadra di baseball che è anche una vera e propria impresa con 14 milioni di persone come bacino di utenza. Non dire bugie ai giornalisti, non infuriarsi con i giornalisti, mantenere lo stile che contraddistingue la società, sapere quando è meglio non lasciare dichiarazioni e così via. Che sia il caso che anche il calcio italiano si adegui?

The Sox decided it was time to give the fellas some instructions on how to deal with the carnivorous Knights of the Keyboard who've covered the team so thoroughly, critically, and sometimes contentiously through the years.

Johnny Damon, who knows what it's like to play in Kansas City where there's no one to hear a tree falling in the forest, said, ''Whatever the media has to say, they're going to say it. We have a lot of superstars on this team and people want to know about them. I've been coached well enough on this. You just speak the truth and don't run from any problems.''

''I give honest answers and admit when I'm wrong,'' added Trot Nixon. ''But sometime we're not in the best mood and sometimes you guys aren't, either.'

dal flusso di onino 17:34 | commenti (1) | + -
 
>>> Il blog rafforza la propria identità

Non è la prima volta che lo sento. L'ho già letto da tante parti. E se tanti indizi costituiscono una prova, eccone un altro.

dal flusso di onino 17:33 | commenti | + -
 
>>> Qualcuno odia il Blog Aggregator

Riporto il terzo commento alla news di Blog-it che riportava la nascita del Blog Aggregator, siccome non è tanto visibile:

di Anonymous su 24/02/03
Sono totalmente critico nei confronti di questi sistemi per aumentare l'audience dei blog tra i bloggers. Appena si parla di numero visite e numero commenti, il blog si trasforma e si estremizza come tutte le cose della rete che iniziano bene e..
Liberi di partecipare o no, certo.. ma questi sistemi non avvicinano ai blogs chi non è un blogger.. non funziona così, l'ingranaggio si sovraccarica e si rompe. Aggregator è una "United Blogzine of www" fatta di fuffa spicciola, con una cosa in comune con gli altri sistemi come blogbar e le varie top100.. più click, soprattutto a chi la gestisce.. Così si arriva ai soliti bannerini e dialer sui blog.. Siamo ad un bivio, non imboccate la strada sbagliata..



dal flusso di onino 17:31 | commenti (1) | + -
>>> venerdì, febbraio 21, 2003
 
>>> Perchè essere oggi reporter di guerra è diverso?

Interessantissima intervista al reporter di guerra del NYT Scott Anderson, il quale illustra perchè oggi è molto diverso fare il suo mestiere rispetto a 15 anni fa. Perchè nel 1982 in Salvador bastava avere scritto sulla giacca o sull'auto "TV" o "Prensa" (stampa) per passare indenne in mezzo a qualunque campo di battaglia, mentre dai giorni della Bosnia ti sparano addosso. Ancora prima che al nemico.

There was a time," he observed recently in the New York Times magazine, "when war reporters were mostly spared the carnage because both sides wanted their stories told. But in the last 15 years as warring factions began to prey more and more on civilians, it no longer served them to have massacres reported to the outside world."

dal flusso di onino 17:45 | commenti | + -
 
>>> Allora Talbot non è antipatico solo a me...

Due autorevoli giornalisti, Russ Smith del WSJ e Mark Glaser dell'OJR, partono secchi ed acidi il giusto contro il signor Salon, ossia David Talbot, il fondatore dell'e-zine in punto di scomparire a causa di, sentite bene, 81 milioni di dollari di passivo. Devo dunque compiacermi di condividere da tempo tale antipatia nei confronti di quel superbo individuo che ha un pochino sopravvalutato il ruolo di salva-democrazia del suo giornale on-line e che non ha invece saputo valutare per niente come procedevano i conti in banca. Se vuole continuare a tenere la redazione del giornale, nonostatnte tutti i problemi, in uno dei palazzi più belli di San Francisco, dovremmo da subito capire che tipo è. Insomma se questa volta nessun imprenditore filantropico vorrà gettare a Salon una ciambella di dollaroni di salvataggio, come dice Glaser, le lacrime dagli occhi non mi scenderanno di certo.

dal flusso di onino 17:45 | commenti | + -
 
>>> Marc Canter a tutto campo. Idee e fatti

Marc Canter, ex Macromedia man e amico di Paolo Valdemarin, ci illumina su numerosi argomenti in questa intervista ad opera di Jonathan Peterson. Oltre che di Flash, di TV interattiva, di User Interface e del futuro della creatività nelle comunità create dalla rete, Canter parla anche di blog, open standard e edge-power. Insomma non può che piacermi:

We think of blogging as a form of personal publishing. Media and Communications are merging with personal publishing.

Broadband Mechanics is building new kinds of tool and tool environments which will enable average everyday people to create and maintain new kinds of on-line communities which integrate, aggregate and provide appropriate levels of customization to media, communication and personal publishing.  To help make this all happen - we'll also be promoting the concept of open standards which will help all tool vendors, existing media vendors and end-users get this all to happen.

5% of the populace (probably even less) can create. The others watch, listen, read, consume. I think one of the destinies of digital technology is to enable the other 95% to express their creativity somehow.  That's the gestalt view.

Digital cameras, story telling, assembling stuff from existing content, annotating, reviews, conversations, linking topics together - are all forms of creativity.  That's what our tools are all about. There's plenty of image, audio and video editing software out there. Now is the time to integrate and aggregate media, communications and personal publishing.

dal flusso di onino 17:43 | commenti | + -
 
>>> Gli Americani on-line emigrano in Europa

Qualche giorno fa Krugman diceva che la differente percezione della situazione irachena di americani e europei era dovuta alla differente presentazione delle news al riguardo. Ieri il Josephson Institute of Ethics accusava i giornali americani di dare troppo per scontata la guerra contro Saddam. E oggi scopriamo che tutto questo sta portando molti americani a cercare notizie e opinioni provenienti da fonti europee. E i siti inglesi fanno boom.

Much of the feedback to European news web sites suggests people are no longer relying solely on the media in their own country for accurate and objective reporting. The internet has now become the home to a diversity of opinion as people choose to make up their own minds on how world situations are taking shape, no longer content with their own localised coverage.

dal flusso di onino 17:42 | commenti | + -
 
>>> AOL si vende la faccia

Per tutti i famelici pubblicitari che circolano in giro sarà ora possibile comprare come spazio per i loro prodotti nientepopodimenoche il "Welcome Screen" che viene visualizzato sui monitor dei 35 milioni di utenti de AOL ogni qualvolta si collegano alla rete.
Quando si dice vendere l'anima al mercato
...


dal flusso di onino 17:40 | commenti | + -
 
>>> Grafici a pioggia sulla Power Law di Clay Shirky

Il documento di Clay Shirky sulla distribuzione dell'audience fra i blog che ha suscitato milioni di commenti e dibattiti su ogni blog della blogosfera (o quasi) è oggi precisato e criticato con una pioggia di grafici da Kevin Marks. Rigorosamente per chi non odia la matematica.

dal flusso di onino 17:40 | commenti (2) | + -
 
>>> Devo già cambiare cellulare??

Ragazzi ho vissuto per 22 anni senza cellulare. L'ho comprato solo 3 mesi fa. Sono entrato nel mondo dei blog e ora se voglio stare dietro alle nuove mode della blogosfera devo aggiornarmi ad un telefonino con J2ME e/o fotocamera??? Voglio un piano di finanziamento del governo!!!

dal flusso di onino 17:39 | commenti | + -
>>> giovedì, febbraio 20, 2003
 
>>> Post Modernism mode OFF. Network Age mode ON

Interessante analisi di Samuel R. Smith. L'era in cui ci troviamo è la "Network Age". Prima c'era il monolotico Modernismo che dava molta importanza alle istituzioni centralizzate, monpolizzanti e dominanti, quindi il Post Modernismo che ha destrutturato e attaccato, quasi smantellato tali istituzioni ed ora arriva l'Era della Rete. Decentralizzazione e cultura/conoscenza distribuita ne sono colonne portanti, che si ergono sulle fondamenta della scienza, della tecnologia e della comunicazione.
L'analisi è lunga, ma gradevole. Qui vi riporto il passaggio chiave:

3rd Millennium culture is driven by infinitely more complex modes of science, technology, and communication than the world has ever imagined, and it only makes sense to expect that from this will emerge a social order that reflects these new relations with the material world.

For better or worse, contemporary culture is network culture, and it's important to understand that network culture is by nature distributed culture. Modernism was about centralization, but the Network is decentralized - it is ubiquitous and omnipresent, although no less rigorously structured. Our relationships with institutions were once conducted around the site of the monolith - the bank, the church, the school, the county courthouse, these were all physical places and to transact business with the agency in question, you had to transport yourself to the physical address of the institution. In today's corporate lingo, we might say that these official relationships were "institution-centric." Networked, distributed culture, though, is "citizen-centric" (though we'd do more justice to the actual character of the relationship with the term "customer-centric"). The locus of these organizational interactions depends less on the address of the building where the offices are and more on our IP addresses. The institution is everywhere there's a terminal, a critical distinction in understanding that the Network Age is polylithic in nature. This suggests profound implications for the makeup of organizations, because now you can be an active participant in any number of social activities without having to centralize yourself.


dal flusso di onino 02:29 | commenti | + -
 
>>> 1001 ricette per fare soldi con la fuffa

Rafat Ali, fondatore di Paid Content, ha illustrato in una conferenza la sua idea guida, nonchè sua profonda convinzione: che il free-content non abbia futuro. Dunque per accreditare questa sua tesi ha argomentato per contrappunto, illustrando le mille ricette del guadagno tramite contenuti.
E a proposito di ricette, ecco un esempio di come fare soldi se si ha un sito culinario:

It is going beyond that: it lets users construct their own cookbook from Meredith's massive database of recipes. Better then just downloadable, the assembled book is ordered via Kinko's, which prints it off on high-quality copiers, bind and deliver it.

Insomma andatevi a leggere il report del discorso di Ali e riuscirete a vendere in quattroequattrotto anche la vostra fuffa!
(forse sarebbe il caso di avvertire anche i tipi di Salon, vedi post qui sotto...)



dal flusso di onino 02:27 | commenti | + -
 
>>> Salon: Die another day

Da più parti si preannuncia la futura morte di Salon, una delle poche testate giornalistiche di un certo spessore che è solo on-line e non ha alle spalle alcuna major. Non ha pagato l'affitto e non guadagna abbastanza per entrare in attivo. Ha già licenziato un po' di giornalisti e altri si sono tagliati lo stipendio del 15%. Ma Patrick Hurley, vice presidente della società, pesca nella pubblicità occulta sotto l'effige di James Bond la soluzione a tutti i problemi di Salon. No, siamo seri. In realtà dice più o meno le stesse cose del capoccia Talbot, ma secondo me le dice meglio, con più stile:

"Our impending non-existence has been predicted in the press for so long and with such conviction that we considered adopting 'die another day' as a marketing slogan until the Bond franchise beat us to it," Mr. Hurley said in an e-mail message yesterday. "But perversely, Salon still has a pulse. We're still going strong because our investors understand that Salon has established the fundamentals of a solid business and that profitability will follow. And we're still in business because more and more Salon readers are signing up as subscribers after coming to the realization that the independent press -- on and off the Web -- can thrive only if readers, not global media giants or the government, help pay the bills."

Va bene essere ottimisti, ma sembrano proprio messi male...

The company has piled up an accumulated deficit of more than $80-million. By Dec. 31, it had just $169,000 in cash in the bank, down from $1.54-million at the end of 2001.

dal flusso di onino 02:26 | commenti | + -
 
>>> L'Università di Trento ci aizza i cellulari contro!

Notevole. Sul blog di Smart Mobs, l'iper-interessante libro di Howard Rheingold, vengo a scoprire che due ricercatori italiani già nell'ottobre 2002 studiavano come permettere alle aziende di spammarci meglio tramite cellulare/PDA/portatile WiFi. Tutti sappiamo che quando il nostro cellulo prende manda un segnale alla rete che identifica dove siamo. Meglio potrebbero fare periferiche come PDA e portatili collegati ad una rete WiFi o adirittura dotati di GPS bidirezionale. Ebbene sapendo dove siamo le aziende possono spammarci con maggiore precisione: sei in Via Venti Settembre? La Feltrinelli lo sa, ha un negozio lì e ti manda un SMS con l'ultimo libro in offerta. Poi magari sei anche un utente già profilato e così può aggiustare ulteriormente la mira.

dal flusso di onino 02:24 | commenti | + -
 
>>> Disfunzioni lessicali o mistificazioni volontarie?

Il Josephson Institute of Ethics accusa i media americani di stare usando espressioni lessicali improprie per indicare la guerra che si sta profilando. Infatti una ricerca indica che vi è un abuso di espressioni come "impending war", "imminent war" e "upcoming war" su tutti i media americani, espressioni che significano che la guerra è già decisa e che manca poco alla sua deflagrazione. Invece si dovrebbero usare espressioni come "potential war" o "looming war", che non racchiudono lo stesso carattere di inevitabilità del conflitto armato.

"Used by politicians, [the phrase] may be part of the political negotiation that goes on," Josephson said. "But when the journalists do it, accepting it as a given, it creates the impression that, in fact, neutral or objective people are concluding that war is inevitable."

Webster's New World College Dictionary, Fourth Edition, lists the definition of impending as "to be about to happen, be imminent" and the "now rare" definition of "to hang or be suspended." It is not a neutral word, says Josephson. A database search of U.S. newspapers and wire services, excluding letters to the editor, in the last six months uncovered 725 mentions of "impending war" in reference to Iraq. Additional searches also found "imminent war" (214) and "upcoming war" (84) in frequent use.

dal flusso di onino 02:22 | commenti | + -
 
>>> Costruttivismo blogorroico autoreferenzialoide?

Leggendo questo parte di un post di Elizabeth Lane Lawley:

Bloggers who spend a lot of time "metablogging" tend to get flak about it from readers--but in an environment as fluid as the "blogosphere," those reflections on practice and participants are incredibly powerful in shaping the environment. To dismiss them as "naval-gazing" is short-sighted. As Giddens says, "reflections on social processes (theories, and observations about them) continually enter into, become disentangled with and re-enter the universe of events they describe." This is particularly true with blogging.

mi si è dipinto davanti un dejavù di quanto sta accadendo nella blogosfera italiana. Sprazzi qui, qua, , laggiùsopra e sotto. (ah, sotto fa lo sborone e si crede l'ispiratore del tutto )
E non perdetevi alcun comments!


dal flusso di onino 02:21 | commenti | + -
>>> mercoledì, febbraio 19, 2003
 
>>> Messaggi subliminali nella TV americana

Non riesco a giustificare in nessun'altra maniera ciò che anche il NYT riporta:

Surveys show that a majority of Americans think that some or all of the Sept. 11 hijackers were Iraqi, while many believe that Saddam Hussein was involved in Sept. 11, a claim even the Bush administration has never made. And since many Americans think that the need for a war against Saddam is obvious, they think that Europeans who won't go along are cowards.

L'articolo in questione tratta dell'incredibile differenza di percezione della situazione IRAQ fra USA e Europa, indicando nella diversa presentazione delle news la responsabilità maggiore:

There are two possible explanations for the great trans-Atlantic media divide. One is that European media have a pervasive anti-American bias that leads them to distort the news, even in countries like the U.K. where the leaders of both major parties are pro-Bush and support an attack on Iraq. The other is that some U.S. media outlets — operating in an environment in which anyone who questions the administration's foreign policy is accused of being unpatriotic — have taken it as their assignment to sell the war, not to present a mix of information that might call the justification for war into question.

Esattamente l'opposto che, tramite un'altra chiave di lettura, si dice qua.

dal flusso di onino 03:03 | commenti | + -
 
>>> Carta d'identità elettronica con ketchup o ragù?

Due progetti a confronto sulla questione: quello americano e quello italiano. Ma una sola grande paura:

If EagleCheck or a system like it succeeds, it becomes eerily possible to imagine a future in which identity card readers are omnipresent, girding us in a constant mesh of surveillance. Want to pick up your car from the parking garage? Insert your identity card and forefinger in the reader first. Going to work at the office or coming home to an apartment building? Better make sure you have that microchipped card with you. Have any unpaid parking tickets anywhere in the United States? Better just stay at home.

Needless to say, this massive database would end up bursting with detailed records of all our life's activities. It would be incredibly valuable to police and create an irresistible temptation for misuse, either through corrupt officials or through electronic intrusions. I'm not saying that such a scenario is happening today. It isn't. But it's possible, and if there's another terrorist attack on the United States, all bets are off.

dal flusso di onino 03:02 | commenti | + -
 
>>> Gli esami del futuro? Due pinze sul cervello e via!

A seguito di una nuova scoperta sul funzionamento del cervello, pare che l'intelligenza sia un dato quantitativo schietto. Non incrementatbile e misurabile. In pratica fra qualche anno all'esame di maturità o ad un colloquio di lavoro non faranno altro che pinzarti il cervello, non farti alcuna domanda e rilevare quanta intelligenza c'è dentro. Un terribile determinismo. Speriamo che il quantitativo di intelligenza presente nel cervello dei ricercatori che sono giunti a queste conseguenze sia tendente a zero. Ma qui, ahimè, si cade nell'autoreferenzialità, una brutta (ma intrigantissima) bestia.
(post liberamente ispirato da questo
di Andrew Sullivan)


dal flusso di onino 03:00 | commenti | + -
 
>>> Pierino hai messo nello zainetto il blog?

Ho scovato un blog interessantissimo sul tema "Multimedialità Didattica Mediateche eLearning WeBlogs" e cioè EduBlogIt. In questo post argomenta 10 valide ragioni per cui un blog può essere un ottimo strumento educativo nelle nostre scuole, fra le altre:

1. A scuola gli studenti non amano leggere e scrivere, fuori invece lo fanno continuamente per divertimento (email, chat, navigare in Internet, ecc.); i docenti devono quindi riuscire a mettere in contatto ciò che i ragazzi fanno fuori la scuola, con ciò che si propone dentro la classe. Il weblog può farlo. Scrivere per il blog della classe, leggere per il blog della classe, è sentito come attività diversa, rispetto alla solita didattica. Un weblog è uno spazio di lavoro molto diverso dallo spazio-classe: è più libero, meno obbligante, più aperto.

5. Attraverso i weblogs gli studenti possono diventare padroni di operazioni quali: analizzare informazioni rilevanti, individuare fonti per studi e ricerche, raccogliere e vagliare criticamente materiali e siti, confrontare ipotesi, sviluppare pensiero critico e capacità argomentative.

[AGGIORNAMENTO: scopro solo ora che aveva segnalato il sito anche Gino Roncaglia. Sommo piacere convenire che le nostre navigazioni sono talvolta coincidenti nell'apprezzare le stesse risorse]

dal flusso di onino 02:59 | commenti | + -
 
>>> ZigBee!! ZigBee! ZigBee! Zigbeeeeeeeeeee!

Acchiappa due pile alkaline e mixa con un pò di WiFi. Aggiungi elettrodomestici vari, un pò di tecnologia, qualche grande nome come Mitsubishi Electric, Motorola e Philips Electronics e inizia a goderti la tua casa da Archimede Pitagorico.
Tutto questo è ZigBee. Vuoi saperne di più? Ecco articolo
e PDF esplicativo.


dal flusso di onino 02:58 | commenti | + -
>>> martedì, febbraio 18, 2003
 
>>> L'arte piglia per il culo la rete

Il Walker Art Center ha presentato una mostra on-line di opere d'arte legate alla rete. No, non statue di Bill Gates in marmo massiccio... Il titolo dell'esposizione era "Translocations" ed ecco l'opera migliore. Che, appunto, piglia per il culo il concetto di rete senza confini:

"Translation Map," by Warren Sack and Sawad Brooks, argues against the Internet's utopian promise. The work's achievement is to show just how disconnected parts of the online world still are. Before universal communication can occur, Mr. Sack said, "there are various fractures that have to be bridged."

Despite the shimmering image of the earth that introduces it, "Translation Map" is primarily a conceptual artwork designed to reveal those fractures. Here's how it works: Before each message can be delivered, its text must be translated into the language of its recipient. There are 6,000 choices, from Algonquin to Zulu. Once the message has been converted, it will also be published on the work's Web site.

Don't expect the "Translation Map" site to fill up soon with messages in different languages. The work does not use a computer program to translate a message from one language into another. Instead it finds online forums in which both might be spoken, then ships the message there with a request for human help. Whether through incomprehension or apathy, the likelihood seems that most messages will be ignored, as has been the case so far.

dal flusso di onino 01:08 | commenti | + -
 
>>> Backuppone totale globale

La storia degli States è sempre più legata all'evoluzione di internet e soprattutto di ciò che c'è dentro e lentamente sparisce. Quante pagine non esistono più? Quante parole volatilizzate? Il Congresso vuole preservare e archiviare tutto. Considera sia un patrimonio culturale di inestimabile valore. Dunque vara un piano, eccolo:

"Much of what has been created is no longer accessible," Billington said. "And much of what disappears is important, one-of-a-kind material that can never be recovered, but will be desperately looked for."

Now, with congressional approval of the plan, the library continues work with federal, university and corporate partners to develop the infrastructure needed to carry out data preservation, to build a network to manage the data, and to assemble people and set guidelines to help choose which data to save.

It's a first step toward a complete program run by the library to catalogue and preserve the country's digital information, a process expected to take up to five years.
"We are in danger of losing history itself," Billington said. "If we don't save it, chances are nobody else will either."


dal flusso di onino 01:08 | commenti | + -
 
>>> Il partito del no-comments si allarga

Vengo a sapere tramite Wittgeinstein che il partito italiano dei blog privi di commenti si allarga: oltre a Wittgenstein stesso, si sono iscritti Occuréncia e EmmeBi (non era vero, anche il buon Luca ogni tanto piglia delle sole... )
Azz!
dal flusso di onino 01:07 | commenti (1) | + -
>>> lunedì, febbraio 17, 2003
 
>>> La guerra. Occhio non vede, cuore non duole

Del tutto legittimo da parte del Pentagono emanare un regolamento per i giornalisti che seguiranno le truppe e le operazioni belliche di un'eventuale guerra in Iraq. Però sembra che i vertici militari USA non abbiano troppa fiducia nelle capacità intellettive degli "scribacchini" che si troveranno fra i piedi, se arrivano ad esplicitare una regola di questo tipo:

Visible light sources, such as flash cameras will not be allowed when operating with forces at night unless approved in advance.

No comment...

dal flusso di onino 02:11 | commenti | + -
 
>>> Il Wi-Fi. Scacco matto in dieci mosse.

Un'interessante prospettiva sull'evoluzione delle tecnologie Wi-Fi per il 2003. Condivido, condivido e condivido. Ma solo se mi permettete di modificare il primo punto:

1.The installation of hotspots will continue unabated, with a particular acceleration in Europe...

...tranne che in Italia.

dal flusso di onino 02:09 | commenti | + -
 
>>> La ricerca scientifica con la museruola

Negli USA più di 20 importanti riviste di pubblicazioni scientifiche stanno valutando di imporsi una policy che permetta ai singoli editori di censurare l'apparizione sulle proprie pagine di ricerche potenzialmente pericolose se rese pubbliche. I dubbi? Molti. Dal fatto che un editore non è uno scienziato a quelli legati al binomio ignoranza/conoscenza.

"I've studied these things for 50 years, and I couldn't make that judgment, and I don't see how editors of journals can either," said Dr. Stanley Falkow, a microbiologist at Stanford University. "The job of journals is to judge the scientific quality of things, not to act as people who censor or make these kind of decisions, which are more political than they are scientific."

Dr. Falkow called bioterrorism a serious threat, but added that agreeing to some restrictions could lead to demands for more. "I'm waiting for someone to say, 'Let's not release any genomic information' on potentially dangerous infectious agents," he said, "because that might help bioterrorists." "Ignorance is not a good defense," he said. "Knowledge is." But journal editors, in announcing the new policy at the annual meeting of the American Association for the Advancement of Science, said scientists had to hold themselves accountable for the dissemination of powerful information that can be used for good and evil.

dal flusso di onino 02:08 | commenti | + -
 
>>> Gianni!! Ahò, ma che stai addì, io son 4.5.2.beta.9

Il Department of Commerce americano pensa che sia l'ora di finirla. Ognuno di noi avrà un unico numero che ci permetterà di essere raggiunti via telefono, fax, e-mail, cellulare, istant messenger e quantaltro vi venga in mente. Non penso che quando Levy parlava di "numerizzazione" intendesse questo...

dal flusso di onino 02:06 | commenti | + -
 
>>> Linkblog, il deumidificatore del tuo blog

Il linkblog si insinua sempre più nei blog o nelle loro prossimità, e, attenzione, non è un parassita. Esempi italiani sono il minimerz di Merzlog del buon Gino Roncaglia e la Blogosfera Review news su Blog Notes dell'altrettanto buon Giuseppe Granieri.
Ma vi consiglio di non perdervi questo post
su paranoidfish al riguardo, che trova una nuova ragione per cui il suo linkblog è utile al suo blog:

Tom goes on to suggest that the real motivation behind linkblogs is twofold. Firstly, that they provide incredibly quick and cheap content for a site, which is obviously true. Secondly, he suggests that they represent links that the author believes should be seen but has not the time or the inclination to write about further

Lately, I’ve realised that the real reason I keep my linkblog going is the effect it has on my main weblog. By moving the links somewhere else, my weblog becomes much less about what other people are saying, and much more about what I am thinking and doing. This gives me more motivation to actually get on with stuff, which gives me more to write about.


dal flusso di onino 02:05 | commenti | + -
 
>>> Non poteva mancare: Google compra Blogger

Ma in molti ne hanno già parlato dicendo meglio di come le avrei dette io, cose che anche io pensavo. Quindi vi sdogano verso 4Banalitaten e Merzlog. A buon intenditore, poche parole. 

dal flusso di onino 02:04 | commenti | + -
>>> domenica, febbraio 16, 2003
 
>>> Post funzionale II

Purtroppo la redazione di Splinder sta perdendo colpi o si è coalizzata contro di me... Come ogni domenica l'archivio inizia a funzionare male e questa volta mi vengono tagliati di netto alcuni post. La mia richiesta di aiuto a Splinder fino ad ora è cascata nel vuoto, nel silenzio più totale... Questo post è funzionale alla risoluzione dei problemi sopra citati, per ora è solo un "tappullo", spero che Splinder mi aiuti.....

[AGGIORNAMENTO: anche con questo post la giornata del 13 febbraio si vede decurtata di molti post... perchè?? misteri della scienza e della tecnica!!! qualcuno mi aiuti!!! Nel frattempo se volete gustarvi tutti i numerosi post del 13 cliccate qui (link possibile solo grazie a questo post, funzionale appunto) ]

dal flusso di onino 14:12 | commenti | + -
 
prova tecnica

 

dal flusso di onino 14:01 | commenti | + -
>>> giovedì, febbraio 13, 2003
 
>>> Stato Nazionale - Cyberspazio 1-0. Palla al centro

Con un pò di amarezza Steve Bowbrick ricorda quando nel 1996 in una conferenza ad Oxford sostenne assieme a Jerry Yang, il fondatore di Yahoo,!, che in breve lo stato nazionale sarebbe scomparso per lasciare il suo posto al cyberspazio. Ricorda l'entusiasmo degli studenti di fronte a questa tesi.
Invece in questo articolo
si trova a constatare il fallimento di quella sua predizione:

Not only is the old-fashioned nation state alive and well but the virtual nation we call the net is increasingly under attack from the real world.
...the net is going to be subject to greater control and more stringent regulation than we ever imagined.

The copyright wars between the media owners and the net will be the first skirmish in the ultimate reining in of the net's cherished freedoms. It turns out that the institutions of the old-fashioned nation state are more enduring than the internet pioneers hoped.

The independent, self-governing republic of cyberspace never arrived. Its border posts were never built and its administration never sworn in. That we ever imagined that it could be now seems like a cruel delusion

Ma Steve lascia un lumicino ancora acceso, se non sarà rivoluzione, che sia almeno evoluzione:

will anything distinctive survive?

The answer, of course, is yes. The net has evolved, and will continue evolving, into a rich and complex social place: hundreds of millions of networked citizens (mostly firmly rooted to their chairs in various real nations) creating and communicating, building the next society, a "society of mind" (to borrow Marvin Minsky's phrase) composed entirely of their interactions.

It's not a fantasy to imagine that as the uncompromised freedom of the first internet decade is eroded it might be replaced by a new freedom to build and augment communities, to produce new social forms and to enrich our lives in the real world as we do so.



dal flusso di onino 19:41 | commenti (3) | + -
 
>>> Il G20 europeo. La solita frittata rigirata

Si è svolto il "IP Zurich Report: Interactive Publishing Industry Europe 2003 - 2005". In pratica 20 personaggi di un certo calibro dell'editoria on-line europea si sono incontrati e per due giorni hanno affrontato il tema dello sviluppo nel settore da oggi al 2005.
Che cosa ne è uscito? Beh, un modello di business emergerà (ma non si sa quale). Il settore non riesce ancora a guadagnare quanto potenzialmente potrebbe (ma non si sa come rimediare). Il settore è guidato da persone della generazione sbagliata (cacciarli via subito allora?). La risorsa primaria rimarrà la pubblicità (ma non si sa in quale forma). I contenuti a pagamento avranno un nuovo ruolo (ma non si sa quale). Si andrà verso una migliore integrazione fra off-line e on-line (percorrendo non si sa quale strada).

Non so voi, ma io non spenderò $840 per avere il report completo della solita frittata...


dal flusso di onino 19:40 | commenti | + -
 
>>> Tenere traccia delle discussioni. Questo il futuro degli RSS?

Freegorifero pensa che questa sia l'evoluzione naturale dei feed RSS. Partendo dalla constatazione che la discussione aperta dal documento "Power Laws, Weblogs, and Inequality" si è espansa in un numero imprecisabile di blog e in mille altre forme tramite mille altri mezzi di comunicazione (Istant Messanger, e-mail, articoli on-line...) ci illustra come sia facile perdere il filo dell'intera discussione.
E propone come soluzione l'RSS intelligente. Da non perdere.


dal flusso di onino 19:38 | commenti | + -
 
>>> L'onda d'urto di Powell si fa sentire

Analizzando gli editoriali delle maggiori testate giornalistiche statunitensi sul discorso di Powell all'ONU, si capisce che quella del segretario di stato di Bush è stata una mossa perfetta nello scacchiere interno che vede i falchi opposti alle colombe:

The number of papers characterized as ''hawkish'' rose from five to 15.  Those deemed ''cautiously pro-war'' jumped from 11 to 14. Those considered ''war skeptics'' plummeted from 29 to 11.Separately, Brookings Institution analyst Stephen Hess evaluated editorials in the 25 biggest papers. Using the papers' circulations in his calculations, he concluded that after Powell's remarks, the percentage of those papers' readers who were exposed to hawkish views rose from 47 percent to 72 percent. Several notable commentators were deeply affected by Powell, including McGrory, Noah, and Boston Globe columnist H.D.S. Greenway. In her epiphany-like Feb. 6 column, McGrory wrote that Powell ''persuaded me, and I was as tough as France to convince.''

dal flusso di onino 19:37 | commenti | + -
 
>>> Google News non è una sola, ma...

David E. Carlson dalle colonne di E-media Tidbits ridimensiona la presunta indipendenza, neutralità e imparzialità di GoogleNews, senza però affondare la lama troppo a fondo:

Well, there may not be any human intervention at Google itself, but there is plenty of it at the more than 4,000 news sites Google says it trolls to cull the stories. Every one of them, I'll wager, has editors who are deciding whether information is news and whether that news is important and how it should be played if it is important.

E un lettore rincare la dose:

The real problem with Google news is that thanks to the way it works, identifies the areas that most publications have in common..and therefore homogenises the news agenda, removing the items we have chosen to be deliberately different - the things that tend to define individual titles.

dal flusso di onino 19:36 | commenti | + -
 
>>> Il Social Forum di Firenze secondo Bruce Sterling

Mi sono imbattuto in un articolo di Bruce Sterling sull'evento che a Novembre fu al centro di polemiche interminabili qui in Italia. Ve ne lascio qualche brandello, ma fateci un passo se riuscite:

The forum is a fruitcake of every left-leaning European movement with an unredressed grievance. Pull them together, tune them all to the same URL, and make a few cell phone calls, and you can fill the streets on a moment's notice. No Global hopes to find a vivid, unifying issue in the US-led war against Iraq, and the postforum march is a dry run. If the war goes badly, demonstrations will bloom across Europe. Angry crowds could topple governments, as they did in Eastern Europe in 1989, and leave NATO as stone-cold dead as the Warsaw Pact.

I've come to Florence to see whether No Global's "tactical media" will indeed precipitate a riot. Most likely, this being Italy, the police will riot before the protesters do. When demonstrators gathered in Genoa to protest the G8 Summit in July 2001, fierce Italian cops charged wildly up five flights of stairs to beat protest organizers peaceably sleeping in the makeshift computer center. Which is to say that ultimately, the anti-globalizers and their nemeses employ the same strategy. Both groups want to avoid the hard work of convincing the population. They prefer to change the world the easy way: Attack the other guy's brain trust.

Nobody riots. That's a moral victory. Yet the march can't be called a political success. The ease of mobilizing this swarm of people is at odds with their lack of common purpose. No Global's network is porous and granular, sliding like a sand dune in the political breeze. There's no coherent demand, no one to negotiate with, no smoke-filled room in which to come to workable terms. Without a platform, No Global is all nodes and no server.

dal flusso di onino 19:34 | commenti | + -
 
>>> In India se ne fottono della libertà

Parole dure. Ma questa storiaccia le merita proprio.

dal flusso di onino 19:32 | commenti | + -
 
>>> Vendi i tuoi video. Vendili, cribbio! Italia docet

Un'idea italiana. Un'idea geniale. Permettere a tutti i cameramen free-lance di vendere i propri video su un sito. Acquirenti? RTL, TVE, BBCdigital, e molte TV italiane. E' Lulop e ne parla nientepopodimenoche E-media Tidbits!!

How can the Web be used as an independent medium for distribution of journalistic work? This issue is being discussed quite frequently here. Weblogs and moblogs (the mobile version) get a lot of attention. But what about video? Take a look at the young Italian company Lulop, which has built an international network in order to bring independent video reporters and broadcasters from everywhere in the world together. Everyone can buy and sell on this marketplace and there already is a lot of interesting and timely stuff. Low-resolution previews of the journalists' work can be viewed for free; high-quality files can be bought. It's a hard sell most of the time but RTL, TVE, and BBCdigital as well as some Italian networks have already been among the buyers. And 10,000 Euro turnover per month from content sales is really not too bad for a start-up.

dal flusso di onino 19:31 | commenti | + -
 
>>> Moblogging sul sito BBC

Joy Ito lo aveva sognato. E la BBC lo realizza. Tutti fotografi con i nostri cellulari (beh, vostri, io non ho celluli che fanno foto...)

dal flusso di onino 19:30 | commenti | + -
 
>>> Non sono bello, ma son musa ispiratrice :)

Pare che b.georg di [Falso Idillio] mi veda bene nel ruolo di sua musa ispiratrice. Mi cita come fonte dei suoi post in due occasioni ravvicinate nel tempo: qui e qui.
Mi sa che devo chiedergli le royalities...

dal flusso di onino 19:30 | commenti | + -
 
>>> L'umanità in fondo al blogger...

Ebbene si'. Lo ammetto. Sono un blogger, ma ho conservato ancora uno spicciolo di umanità. Stasera sono uscito. Oggi ho dato un esame importante. E stasera sono uscito. E tra le altre cose sono appena rientrato. Avrò il diritto di non postare cose serie?! Che lo abbia o meno per ora mi astengo da postare cose serie. Mi ripropongo di farlo domani pomeriggio. Non me ne vogliate.  E soprattutto non mi abbandonate!!!
Il tutto firmato da un prosssimo laureando.
Astenersi perditempo ;)



dal flusso di onino 03:35 | commenti (2) | + -
>>> mercoledì, febbraio 12, 2003
 

[domani esame. stasera non posso consumare neuroni. li devo preservare. posterò notte prossima ]

dal flusso di onino 00:30 | commenti | + -
>>> martedì, febbraio 11, 2003
 
>>> Nuovo sistema elettorale: proporzionale con lotteria

In Italia, secondo Pasquino, la transizione deve ancora terminare e la svolta la potrà dare soprattutto una riforma elettorale, efficace e decisa. Altro che sbarramento al 4%. Perchè guardare alla Gran Bretagna o alla Germania come modelli? Non ci siamo accorti che ci sono gli Stati Uniti d'America con il loro sistema proporzionale con premio di lotteria?
Ebbene sì: i giornalisti saranno mandati al fronte
in numero proporzionale alla diffusione della loro testata (non nucleare...) e assegnati alle varie truppe tramite estrazioni di bottoli della tombola. Pare che George W. abbia già scelto colui che dovrà bendarsi per estrarre: Giucas Casella.
Non mi stupirei se i giornalisti democratici finissero con le truppe in prima linea...

dal flusso di onino 02:20 | commenti | + -
 
>>> La commissione alla ricerca della Formula Magica

Ennesimo capitolo della saga FCC contro resto del mondo (o meglio degli USA). Prima di procedere alle modifiche sulla legge che regola il mercato dei media statunitensi, la FCC questa volta vuole provare a procedere per vie matematiche. E offre un premio al primo economista che le porti una formula scientifica oggettiva che sappia misurare accuratamente la varietà delle voci dei media in un mercato locale. Ma subito gli scettici (economisti e non) puntano il dito.

Explain to me how we can quantify something as subjective as diversity or quality.... An index is a fine idea, if you could do it, but one of the reasons we have a commission is so that the members exercise their judgment."

But to develop a similar index to measure media diversity -- a far more abstract concept -- will be trickier, economists say. The HHI is meant to assess the effect of concentration on consumer prices, whether it's toothpaste or telephone service. A diversity index would need to gauge such intangible things as freedom of speech, civic discourse, news slant or the quality of TV shows.

Where the lines are drawn is certain to generate controversy. Some critics already worry that the FCC will use a complex formula to obscure the issues and push through deregulation.

Voci di corridoio vogliono che se la matematica fallisse si è pronti a rifugiarsi nella gastromomia. A buon intenditore, poche parole..

dal flusso di onino 02:19 | commenti | + -
 
>>> La convergenza seduce anche la scienza

Questa volta non parlo di convergenza mediatica, ma di quella nata in un meeting di tre giorni a Los Angeles fra scienziati di vari campi:

Such convergence was given a name late in 2001: NBIC, for nanotechnology, biotechnology, information technology and cognitive science. The concept is new enough that researchers have not yet agreed on a pronunciation for the acronym. Some say "EN-bick"; some say "NIB-bick."

E la lobby di turno corre già verso i corridoi importanti:

convergence advocates are already laying plans to ask the Bush administration to invest hundreds of millions of dollars a year in a new program

Vedremo come andrà a finire.

dal flusso di onino 02:18 | commenti | + -
 
>>> Bloggare per imparare

Interessante post su Copyfight riguardo alla potenzialità dei blog nel campo del sistema dell'istruzione, soprattutto universitaria.

[The] social function of education often presupposes goals that do not themselves serve the interests of teaching and learning. People look to educational institutions to issue warranted certification that learners have attained particular levels of proficiency...The exigencies of quantification and standardization oblige schools to squeeze all areas of study into terms of uniform duration, testing students to ascertain their progress, assigning a one-dimensional evaluation of a student's accomplishment, and so on. These all serve the purpose of upholding the social function of the teaching institution--but not necessarily the purposes of teaching and learning.

Tutto ciò mi ricorda Illich. Ma magari sbaglio.

dal flusso di onino 02:16 | commenti | + -
 
>>> La Blogosfera fa il suo dovere. Altra pacca sulla spalla.

Su Tech Central Station l'ennesimo articolo d'elogio alla Blogosfera e alla sua crescente e felice attitudine a nutrire anche i grandi media con i suoi scoop e le sue idee. Questa volta ci va di mezzo l'asse Franco-Tedesco sulla questione Iraq. E non ne esce bene.

dal flusso di onino 02:15 | commenti | + -
>>> domenica, febbraio 09, 2003
 
>>> Post funzionale

Questo è un post di servizio. Per ragioni a me non pervenute senza di questo post i suoi fratelli nati fra il 03/02/2003 e il 06/02/2003 non appaiono in archivio e sarebbero virtualmente molto difficili da raggiungere. Le parole piegate alle ragioni della tecnica. O forse, meglio, ai suoi misteri.

 

dal flusso di onino 16:37 | commenti | + -
 
>>> Boicottato da Splinder...

O ho grossi problemi io con la mia connessione e il mio PC. O Splinder mi vuole boicottare, perdincibacco!
Risulta anche a voi che in questa home page ci siano solo i post di oggi (questo) e del 7 febbraio?
Risulta anche a voi che nella sezione archivio qui a destra i post subito precedenti a questi manchino, e si arrivi direttamente a quelli risalenti al 01/02/2003 ??
Ebbene perchè mi sono stati rapiti tutti post da 02/02/2003 al 06/02/2003 ???
Dove gli hanno portati? Io li ho trovati qui, ma voglio che tornino anche in archivio, ecchecavolo!!
 





dal flusso di onino 16:33 | commenti | + -
>>> venerdì, febbraio 07, 2003
 
>>> Convergere! No, dietrofront, NON convergere!

Una device che faccia tutto o tante device specializzate che comunichino? Due diverse maniere di concepire la convergenza. Non condivido il parere dei tipi di Moblogging che pensano che non sia convergenza (ma anti-convergenza) il non integrare tutto nelle stesse device, ma trovare il modo di integrarne diverse permettendo loro di comunicare, condividere, ed elaborare i dati in maniera "collettiva". Anzi potenzialmente questa convergenza può rivelarsi più fertile. Nel momento in cui si trovi una maniera comune, standard di permettere alle diverse device di comunicare (sia essa il wifi, il bluetooth o altro)e interagire, si può creare un sistema dai plug-in infiniti. Allo stesso modo per cui preferisco un lettore mp3 con firmware aggiornabile, in maniera tale che nuovi formati audio possano integrarsi (venendo letti) ad esso con un semplice aggiornamento, preferisco poter integrare a componenti che già ho altre device, mettendole in comunicazione, senza dover comprare una nuova device che integri fisicamente la nuova componente. Ovviamente non esiste nemmeno qui il bianco e il nero. Lentamente sarà utile e necessario che alcune device (quelle più complementari) siano integrate anche fisicamente, non potro' infatti avere 35 diverse componenti sulla scrivania o nelle tasche della giacca.
Inoltre quella che Moblogging denomina "anticonvergenza" è un sistema a mio parere più fertile per l'innovazione portata dall'edge-power, permettendo anche a piccole aziende e/o geniali inventori da garage, di creare device non dalle mille funzionalità (cosa molto dispendiosa), ma specializzate in una in particolare, facilmente integrabili a quelle che fanno altro delle grandi aziende.
Ripeto, la colonna vertebrale di tutto questo deve essere uno standard (non necessariamente imperituro e immodificabile, ma ben gestito nella sua eventuale evoluzione) aperto alla conoscenza di tutti e che a tutti permetta di integrare le proprie device.




dal flusso di onino 22:36 | commenti | + -
 
>>> Verso una genealogia del software?

Quanto i programmi del computer plasmano il modo di pensare di chi ne fa uso costantemente? Quanto riusciamo ad astrarre da questi tool in termini di nostre reali necessità? Quanto perdiamo di vista la non completa neutralità di tali strumenti? Quanto siamo consapevoli dell'umanità che sta dietro a questi programmi?
Ecco solo alcuni spunti tratti da un articolo su Ftrain
(sito che appena ho tempo voglio spulciare per bene).

I'm not really ready to answer those questions now, although they feel important to me. I do think there is room for discussing software as a form of discourse, as something that happens in a social context, something which can alienate or appeal to users according to their backgrounds, beliefs. That we are able to create the computer makes it seem possible that we could mold it into our image, that if we can imagine it, it can imagine us. In reading and writing about software for years, I feel a real need to come up with a way to talk about it that goes deeper than the review of a new release of MSWord, but does not turn into a tutorial or functional specification, a way to talk about software in the same way a literary critic discusses a text

Leggendo il pezzo mi si è resa palese una sensazione che da tempo avevo soggiacente nella mia mente, nel mio vivere quotidiano: sempre più spesso effettivamente penso con schemi spesso determinati dal mio intensivo uso del computer, sempre più spesso leggendo un libro (soprattutto in questi giorni di studio) cerco di applicare e utilizzare sul testo stampato tool propri del computer, del software. Più di una volta di fronte ad una parola inglese di cui non conoscevo il significato ho avuto l'istinto, ripeto l'ISTINTO, di clikkare col destro e grazie a babylon averne la traduzione. Alla fine ho rinunciato, andare a prendere il dizionario di inglese, cercare la parola e leggerne la definizione ormai si allontanava troppo dai miei canoni di immediatezza e efficacia in termini di costi (tempo) e benefici (comprensione). Levy denotando il polo informatico-mediatico dominante l'attuale condizione umana diceva che "il sapere informatizzato ha intento operazionale. Esso cerca la velocità e la pertinenza dell'esecuzione".
Detto questo mi sembra francamente esagerato questo stato mentale dell'autore del pezzo :

I am close to these tools, and every day I become slightly more like the machine I use. Part of this adaptation is unexpected: without wanting to, I dream of programming or see the landscape of my regular day in digital layers, ready to be peeled and blended.



dal flusso di onino 22:35 | commenti | + -
 
>>> Tre libri per tastare il polso alla rete

Ce li consiglia Michael Rogers in un articolo su MSNBC, eccoli:

- “Linked: The New Science of Networks” by Albert-Laszlo Barabasi
- “Smart Mobs” by Howard Rheingold
(lo consigliai anche io)
- “Small Pieces Loosely Joined. A Unified Theory of the Web” by David Weinberger



dal flusso di onino 22:34 | commenti | + -
 
>>> La fine del blogrolling

No, non intendo il cambiamento apportato al suo Brodoprimordiale da Carlo , ma il fatto che la navigazione ormai è sempre più orientata tramite URL conosciuti e bookmarks, oltre che tramite motori di ricerca, che attraverso i link fra siti, come il blogrolling aiuta a fare. Almeno questo è il risultato di una ricerca di IT world.

According to StatMarket, over 64 percent of Net users surveyed arrive at sites through direct navigation, compared to 53 percent a year ago. Although the uptick in direct navigation shows that users increasingly know where they want to go, that does not mean that search engine use is down, however.

In fact, Johnston said that the percent of users arriving at a site via a search engine has increased to 13 percent from 8 percent last year.

While search engine referrals are growing, it's link-to-link navigation that is decreasing, Johnston said

dal flusso di onino 22:33 | commenti | + -
 
>>> Perchè il Sun non può dire la sua?

Forte attacco di Spinsanity ad un editoriale del New York Sun. Un cane che si morde la coda...

dal flusso di onino 22:32 | commenti | + -
 
>>> Leggeri cambi di rotta

Come vi sarete accorti ultimamente ho un pochino spostato il tiro nelle mie navigazioni e conseguentemente in ciò che vi offro. Come avevo specificato nei primissimi post di questo blog (di questa straordinaria avventura direi ora), non è mia intenzione cristallizzare la "linea editoriale" del blog per non fargli perdere l'identità che sino ad oggi ha avuto. Anzi seguendo i miei interessi del momento l'identità viene rafforzata, quella fra il mio blog e me.
Ultimamente sempre più spesso mi dedico alle innovazioni tecnologiche che certo possono avere impatto sulla comunicazione on-line, ma talvolta sull'intera società. In pratica non mi dedico più solo alla comunicazione, all'informazione e al giornalismo, come era scritto in alto a destra. Da oggi aggiungo "innovazione".


dal flusso di onino 22:31 | commenti (1) | + -
 

[questa sera non riesco a postare. lo studio oggi mi ha distrutto. perdonatemi. quando si dice il peso della cultura... ]

dal flusso di onino 01:42 | commenti | + -
>>> giovedì, febbraio 06, 2003
 
>>> La partigianeria dei media: The History

Jack Shafer su Slate, dopo aver premesso che:

The crude symmetry of the left and right media critiques suggest that 1) having over-tuned their radars, partisan press critics sometimes detect media bias even where it ain't; 2) if both liberals and conservatives are partly right about the media, as I suspect they are, bias of a ideological nature should cancel itself out in the long run, nudging the press toward rough balance if not absolute fairness on the political spectrum; 3) when the left and right talk about systemic, chronic media bias, they're not talking the same language; and 4) it's hard to put much stock in what left and right press critics say because their views are so patently motivated by ideology. In other words, the intense and public biases of the press critics make them unreliable readers of press bias.

si addentra in una puntuale analisi storica della partigianeria dei media statunitensi nel corso del XX secolo. Per chi credeva che fosse solo un fenomeno recente...

[P.S. è da un po' che me lo domando: secondo voi quale è la migliore traduzione del concetto inglese/americano "media-bias"?]


dal flusso di onino 01:59 | commenti (1) | + -
 
>>> Colpo di stato negli USA!

Vittima predestinata lo stato del Delaware. Data ultima il 2010. Artefici: un gruppo di liberal-liberisti invasati, capitanati da un laureato ventiseienne in scienze politiche. Cavalcando questa moda appena mi laureo divento un invasato anche io. Vittima predestinata la Basilicata...

If successful, by 2010 an army of 20,000 will move in, ascend to power and eliminate virtually all taxes - along with nearly all government programs and regulations. No public schools, no health, welfare or social services, no liquor laws, no gun control or land use laws. Smoking would be allowed nearly everywhere, as would almost all forms of gambling and prostitution.

dal flusso di onino 01:57 | commenti | + -
 
>>> Piccoli orologi di Bill crescono

Vi ricordate l'idea degli orologi intelligenti di Bill gates presentata il mese scorso? Ebbene pare che le cose stiano andando per il meglio. Ormai la tecnologia è messa a punto, e la sperimentazione è partita:

Microsoft had to figure out how much data could be transferred in a given time without requiring so much power that the watch would have to have a large battery. It settled on a data rate of 12 kilobits per second after cleaning up the signal through a process called error correction. That's much slower than a typical analog modem -- too slow to transmit video, for instance -- but it is continuous and sufficient to personalize the watch. In a given day, for instance, more than 125 megabytes can be transferred in the radio broadcasts.

Once Microsoft had its radio figured out, it had to find ways to transmit the signal. So it secretly cut deals with FM radio stations around the country to lease the sub-carrier spectrum. That gave Microsoft enough coverage to hit about 80 percent of the country, and all major metropolitan areas.

But Microsoft found a way to personalize the watches: giving each a unique identification number. The user goes to a Web site and enters the watch number and types preferences into a template. Then, as the watch is receiving the DirectBand signals, it looks only for data associated with the ID number. Hence, your watch only stores data on the sports teams you like and discards the rest.

dal flusso di onino 01:55 | commenti | + -
 
>>> Fisk, il Giulietto Chiesa britannico

Ho trovato un riassunto dell'intervento del giornalista Robert Fisk in una conferenza ad Harvard.
Allora la CloneAid non è stata la prima a clonare qualcuno...

Explaining the motivations of the civilians, Fisk said that if he had been an Afghani, he also would have wanted to assault a European. Animosity arises from a history of self-interested Western intervention in Arab nations, Fiske said.
When asked by the audience about the United States’ reasons for attacking Iraq, Fisk said, “I think we want to invade Iraq because we want oil fields.”

He also suggested that American journalists follow the government’s international policy because they are not brave enough to challenge it. Journalists who keep in mind that Israel is a U.S. ally, he argued, create biased reports.



dal flusso di onino 01:54 | commenti | + -
 
>>> Romenesko diventa Romenesko

Il miglior sito di informazione sul mondo del giornalismo americano decide di chiamarsi come già tutti lo chiamavano. E ci voleva una diatriba legale per fare questa mossa ???

dal flusso di onino 01:52 | commenti | + -
>>> mercoledì, febbraio 05, 2003
 
>>> Google ti sparla dietro

Cerchi lavoro. Hai disperatamente bisogno di un fottuto lavoro. Finalmente una società sembra prenderti in considerazione. Per il momento nascondi il tuo passato: un paio di furtarelli per sopravivere da giovanissimo, speri di dimostrare di essere un buon lavoratore e di avere superato quei momenti. Il direttore del personale nell'incontro finale prima dell'assunzione scrive il tuo nome e cognome su google, tu vedi solo i suoi occhi spalancarsi e spuntare sul suo volto un sorriso amaro. Per te. "Signor Rossi, non mi aveva detto che aveva passato due mesi in carcere per furto!! mi spiace, non vogliamo criminali". Tutto in fumo, per quell'articolo scritto sul sito della associazione per il recupero dei minori. E pensare che lo avevi scritto per mostrare i tuoi errori ai ragazzi di oggi, sperando non ci cadessero anche loro.

Una triste storia? Beh, pare che google abbia contribuito a renderne reali molte, molte altre.

But somewhere along the path toward changing our daily lives, Google changed our concept of time as well. It has helped make our past - or oddly refracted shards of it - present and permanent. That's a radical notion for a medium usually defined by its ability to constantly update itself.

dal flusso di onino 02:36 | commenti | + -
 
>>> Il tracollo della RAI? Una geniale mossa strategica.

Ebbene sì. Tutto il rumore che qualche mese fa si è sollevato sullo stato di Mamma RAI, dovuto ai problemi del CDA, alla cattiva programmazione, alla mancanza di fondi sino ad arrivare ai recenti attacchi della stampa britannica faceva parte di un diabolico piano. Altro che "monolitico dittatore", Baldassarre è un genio del marketing. Ora che gli ascolti sono scesi, potrà guadagnare un infinità di quattrini in più grazie alla pubblicità e magari ci toglie anche il canone. Perchè? Lo spiega questo articolo del Guardian. Tra il serio (le intenzioni del giornalista) e il faceto (la mia impressione).

dal flusso di onino 02:35 | commenti | + -
 
>>> La vecchia lira (moneta morta) le prende da una moneta inesistente

Incredibile come anche se fuori corso la nostra vecchia lira sia sempre umiliata nelle maniere più paradossali. Pare che anche una moneta di un gioco di ruolo virtuale abbia più valore della pensionata lira. Ma come se non bastasse il documento economico più downloadato nel mondo riguarda l'economia di questo gioco di ruolo on-line e non l'inflazione causata dall'euro. Ci manca ancore che la congiuntura economica mondiale discenda dalle scorrerie di una banda di troll....

The exchange of goods and services in Norrathian PP, inside the game, and U.S dollars, outside, creates an exchange-rate relationship between the two currencies. Based on surveys of these market exchanges, Castronova calculated that one unit of PP was worth a little more than one U.S. penny. That technically makes Norrathian PP a "stronger" currency than the Japanese yen or Italian lira, albeit a thinner and less liquid one. (But Sony apparently could use lessons in central banking: As in real-world Japan, price deflation has hit the market for Norrathian goods.)

dal flusso di onino 02:34 | commenti | + -
 
>>> Stacca per due giorni. Anzi due più uno.

Ieri parlavo di quanti sono i canali tramite i quali noi ci mettiamo in contatto con il mondo e il mondo si mette in contatto con noi. Beh, quando viene il momento di staccare, di prendersi una pausa, è meglio avere un giorno libero in più del previsto. Il perchè lo scopriamo sulle colonne di diveintomark:

I was discussing this with my parents yesterday. Apparently my uncle used to work out of a home office, back in the day when the way to stay connected with the world was to have your own fax machine. On days when he wanted to unplug, he just unplugged the fax machine.

Here is a partial list of things I will be unplugging:

Turning off my cell phone (client knows the number)
Not checking my landline answering machine (client knows that number too)
Not checking work email (client knows that address)
Not checking personal email (client knows that address too)
Not checking backup Yahoo mail account (client knows that address too)
Turning off instant messenger program (always on during working hours)
I will also be turning off my news aggregator and not updating, tweaking, or otherwise working on any of my personal web sites until I get back.







dal flusso di onino 02:33 | commenti | + -
 
>>> Internet non sa a che santo votarsi

Sono venuto a scoprire solo oggi, perlopiù tramite un blog canadese, che un sito italiano sta facendo un sondaggio per trovare il santo patrono di internet. De gustibus...

dal flusso di onino 02:32 | commenti | + -
>>> martedì, febbraio 04, 2003
 
>>> Internet è nocivo per la pace. Parola di John Perry Barlow

John Perry Barlow, uno dei fondatori dell'EFF "a digital civil liberties union founded to fight for free-speech and privacy rights in cyberspace", si fa intervistare: argomenti caldi sono il Total Information Awareness project americano, la privacy, il file sharing e il movimento pacifista nella rete. Ebbene secondo Barlow il web non sta aiutando per nulla la causa dei pacifisti, anzi...

Actually I'm discouraged with the role of the Internet in the antiwar movement. Because so far what I see happening is that cyberspace is a great place for everybody to declaim. There are a million virtual streetcorners with a million lonely pamphleteers on them, all of them decrying the war and not actually coming together in any organized fashion to oppose it. It strikes me that existing political institutions -- whether it's the administration or Congress or large corporations -- only respond to other institutions. I don't care how many individuals you have marching in the streets, they're not going to pay attention until there's a leader for those individuals who can come forward and say I represent the organization of those individuals and we're going to amass the necessary money and votes to kick you the hell out of office. Then they pay attention. But not until. And so right at the moment it would strike me that the Internet is counterproductive to peace.

You went online and then you dust your hands off in satisfaction and that's the last you do. And I'm as guilty of this as anybody. Though in fairness I can point to EFF as being an example that that's not all I do.

dal flusso di onino 02:19 | commenti (2) | + -
 
>>> L'identità alla base della convergenza.

Mettiamoci al centro del mirino. Io, il mio corpo. Come sono raggiungibile e con quale precisione dai vari canali di comunicazione? Beh il telefono di casa identifica precisamente la mia locazione, ma a meno di essere single, non direttamente la mia persona, e comunque solo quando sono in casa. Il cellulare fa meglio, ma talvolta è spento. La connessione internet dial-up mi da un IP. Siamo già a tre canali verso la mia "identità" differenti. Posso aggiungere il UIN di ICQ, il nodo della rete aziendale corrispondente alla mia postazione e molto altro. Una serie di canali in continua espansione. Ebbene secondo Jon Udell un analisi di questa situazione è essenziale per affrontare in maniera consapevole il problema della convergenza mediatica.

Convergence does not mean that the work and home identities at the center of the figure become one. In Ozzie's Groove software, these identities are distinctly separate constructs. Each binds to its own unique set of group memberships, devices, and shared data. What has converged is not the multiple identities of the user, but the mechanisms for device federation, group formation, data synchronization, awareness of presence, and change notification

Jon Udell ci fa anche un grafico. Per i più curiosi.

dal flusso di onino 02:18 | commenti (1) | + -
 
>>> Spara alla TV, cara. Non ne posso più.

Tra l'ironico e il sorpreso Marvin Kitman cerca di rispondere ad una semplice domanda: cosa stanno facendo gli americani invece di sintonizzarsi sui canali informativi via cavo, con tutti i venti di guerra che soffiano? Insomma perchè su 67 milioni di famiglie solo un milione e mezzo guarda le news? Cosa fanno gli altri 65,5 milioni? Che ormai abbiano in odio qualsiasi servizio che racconti le mille avventure degli ispettori ONU? O le cattiverie di Saddam? Ma non hanno paura delle conseguenze della guerra?

"There are days when I could get more viewers watching me if I stood on the Grand Central Parkway banging a couple of pots and pans together," economist Dennis Ainsworth said. "An accident on the LIE could beat out CNN Headline News on some nights."

People may have given up wondering why our crack CIA has not been able to implement the standard one-bullet solution in international disputes: basically, assassinating the leader, something it was so good at in the old days, like when it came to leftist leaders such as Chile's Marxist President Salvador Allende, who managed to commit suicide, as it was said, by shooting himself 42 times in the back with a machine gun.

People also may have given up wondering why this administration can't produce real photos of weapons installations/plants, when Kennedy showed us missiles 40 years ago in Cuba.

dal flusso di onino 02:17 | commenti | + -
 
>>> L'arte della guerra.

Un moderno mecenate ha lanciato una sorta di concorso per opere d'arte digitali sul tema della guerra. Moltissime quelle raccolte. La maggiorparte pura propaganda, decisamente lontana dall'arte. Ma alcune opere degne di nota, quantomeno per l'originalità della forma e del messaggio si sono viste.

Geniale questa:

For instance the veteran digital artists Auriea Harvey and Michael Samyn, identified on the site as E8Z!, created the gamelike "Aliens." In this amusingly subversive work a blue-suited businessman is threatened by advancing rows of sheiks. As soon as the viewer shoots at the aliens, though, the game ends. The artists have distilled the entire computer-game experience into a single click. The only way to win is not to play.

dal flusso di onino 02:16 | commenti | + -
 
>>> Pane per i denti del Granieri...

Ho scovato un post autoreferenziale da leccarsi i baffi. Pluricommentato e ben "spigolato". So che potrei limitarmi a mandare una mail al guru senza informare nessuno oltre a lui. Ma non lo faccio, nella speranza che la luce possa splendere anche su di voi :) (astenersi non anglofoni)

dal flusso di onino 02:15 | commenti | + -
 
>>> Un link solo? Basta, bisogna dire NO!

Alla fine ho fatto il grande passo. Grande per modo di dire. Ebbene ho messo mano al layout funzionale del blog e da oggi non avrete un solo pseudo-permalink per un intero post giornaliero (notturno forse rende di più) fatto di tanti argomenti, ma un pseudo-permalink per OGNI argomento. Anche OninO si incammina verso il mondo dell'user-friendly

dal flusso di onino 02:14 | commenti (2) | + -
>>> lunedì, febbraio 03, 2003
 
>>> Quinto Stato rapito dagli alieni.

Si dice che quando gli alieni scendano per rapire qualcuno avvengano strani fenomeni sulla percezione e sullo scorrere del tempo. Beh Quinto Stato deve avere avuto la redazione decimata a giudicare dalla rassegna stampa di oggi: non si capisce se sia il 2 marzo o il 3 gennaio. L'unica cosa sicura è che non è il 3 febbraio.

[AGGIORNAMENTO: qualcuno della redazione deve essere passato per queste pagine, perchè ora l'errore è corretto]

dal flusso di onino 00:11 | commenti (1) | + -
>>> sabato, febbraio 01, 2003
 
>>> "LIVE FROM THE BLOGOSPHERE!" Los Angeles, February 15

Apro una colletta per spedire il sottoscritto a questa conferenza http://boingboing.net/blogosphere.html sulla blogosfera. Su ragazzi non fate i tirchi! :) Chiunque voglia contribuire mi spedisca una mail per avere il numero del contocorrente su cui versare la somma. Io ci metto i 5$ di entrata, Voi il viaggio e il soggiorno :)

dal flusso di onino 02:28 | commenti | + -
 
>>> La convergenza può costare cara.

No, non sto parlando di quella della macchina, benchè i meccanici oggi sembrino gioiellieri. Parlo della convergenza mediatica. Grandi imprese della comunicazione che ne acquisiscono altre, avendo alla fine nelle proprie manine l'intero spettro dei media. Crescono, crescon, si gonfiano come la bella bolla speculativa creata dalla new economy e poi "puff" iniziano a perdere aria, valore, credibilità. Per questo motivo, citando il valido esempio AOL, Peter Jennings ricorda quanto disse non troppo tempo fa David Geffen, ossia "Convergence just might end up being the most expensive word in history."

Steve Outing di E-media Tidbits riportando questo pensiero, non rinuncia a gettare un ciambella di salvataggio alla convergenza, prima che altri la facciano affondare:

I'll just add that media convergence on a smaller scale does not have to be so expensive or such a disaster. Convergence can also mean cooperation between unrelated media companies, where cost savings and cross-marketing have an immediate benefit. Don't let the AOL Time Warner debacle unfairly tar all convergence initiatives.

>>> Salon cambia strategia. Punta ai dollari democratici.

Da oggi potremo leggere Salon in due maniere: pagare la sottoscrizione o sorbirci degli ads degli sponsor. Nulla di male, se la testata vuole sopravvivere senza tagliare ulteriore personale (oltre ad avere già ridotto gli stipendi), questo può essere un buon compromesso. Del resto la pubblicità è diretta, non propinata di sotterfugio come con i pop-up o i pop-under, e nemmeno orrenda (quella che ho visto io).

Il fatto è che David Talbot, l'editore, ricade nel suo peccatuccio nello spiegare questa svolta. Cerca di intenerire il cuore dei vecchi lettori e di scaldare ed infervorare quello dei lettori democratici per scucire qualche sottoscrizione in più:

Salon's tough, independent voice is needed more than ever. With the Bush administration consolidating its one-party rule and a toothless media long ago abdicating its role as watchdog, the public needs alternative sources of information like Salon to stay informed and alert. This isn't partisan carping; it's the essential function of a press in a free society, and with war and economic crisis looming, it's more critical than ever. And yet docility prevails in the corpulent world of corporate media -- a passivity enlivened only by the raucous Bush cheerleading at Fox News and your local talk radio station.

>>> Venne internet che morse la TV che si mangiò la radio...

Questa "revised edition" della Fiera dell'Est del buon Branduardi, per introdurre l'ennesima ricerca sugli internauti: pare che chi usi internet, guardi molta meno Tv degli altri. Come chi guardava la TV ai suoi albori ascoltava molta meno radio degli altri. Per quel che mi riguarda è vero, da quando ho internet a casa guardo molto meno la tv. Ma poniamo l'esempio delle ore in cui bloggo, cioè dall'una alle tre di notte, di solito: ecco, cosa mi perderei in TV? Meglio che blogghi, no?

>>> I blog danno una mano alle imprese. Anzi due.

Direttamente da un articolo su E-commerce Times, ecco che i blog entrano a far parte dei tool a disposizione delle aziende per far collaborare i loro dipendenti. In pratica blog coltivatori?

Traction Software's TeamPage Enterprise Weblog software includes a permissioning structure that moderates access to content, rich search capabilities, archives and bidirectional linking to show relationships between ideas.
Moreover, Weblogs can be used as a way to augment traditional enterprise collaboration tools that provide file-level document management, whiteboards, e-mail and online meeting spaces, Simonson said.
Minneapolis, Minn.-based software developer Notiva uses Traction Weblog software for a variety of efforts, such as project management, competitive intelligence, intranet search and knowledge management, according to Tim Dawson, lead technical architect at Notiva.

>>> Il nemico del "semantic web"? La pigriza dei web-master!

Tim Berners-Lee lavora da quattro anni sullo sviluppo del web semantico e ce ne illustra le potenzilità in questa chiaccherata co Leslie Walker sul Washington Post. Alla fine, dopo averci prospettato meraviglie innimaginabili, ci vengono a dire che la maggiore difficoltà allo sviluppo del web semantico sarà la pigrizia dei web master ad implementare i tag necessari. Dubito. Dubito fortemente. Sarà che a volte uso ancor notepad per scrivere in HTML, ma dubito che la vera difficoltà sia questa.

Bob Suter, IBM's director of Web services, said he viewed the Semantic Web as an "adventurous research project" with noble goals, though he expressed skepticism that enough people would embrace its elaborate mark-up requirements to make it useful.

"The fundamental problem is people are going to be lazy about adding all this extra information to their Web pages," Suter said.

>>> "LIVE FROM THE BLOGOSPHERE!" Los Angeles, February 15

Apro una colletta per spedire il sottoscritto a questa conferenza sulla blogosfera. Su ragazzi non fate i tirchi! Chiunque voglia contribuire mi spedisca una mail per avere il numero del contocorrente su cui versare la somma. Io ci metto i 5$ di entrata, Voi il viaggio e il soggiorno

>>> La dura vita dei cacciatori: selezione personale.

Il Granieri produce la seconda parte del suo trattato sui Blog. Pone l'ennesima pietra miliare della blogosfera italiana. E con orgoglio posso affermare di essere citato ben due volte (benchè il resto del pezzo spesso sembri un killeraggio al mio modo di essere cacciatore )

il post del cacciatore classico è caratterizzato dalla centralità del link, cui si accompagna un breve commento. In altri schemi (OninO, ad esempio) il collegamento vero e proprio diventa in qualche modo opzionale, poichè nel post vengono citati ampi brani dell'articolo cui si fa riferimento. In questo caso il lettore può decidere se considerare sufficienti le "citazioni" o se, invece, proseguire verso una lettura completa.

Quando si comunica è impossibile non avere una posizione. Pur prendendo ad esempio il modello di "cacciatore bibliotecario" (ben interpretato da OninO), in cui apparentemente l'autore si limita a riportare alcuni brani e ne sintetizza altri, la presa posizione è evidente nella scelta lessicale anche quando non viene palesemente espressa. Ogni aggettivo, infatti sottintende un giudizio. E la scelta di un sostantivo, piuttosto che un altro, non è da meno.



dal flusso di onino 02:27 | commenti | + -