.:::OninO:::.                                          …comunicazione, giornalismo e innovazione

>>> martedì, aprile 29, 2003
 

>>> Perchè il Social Software sta finalmente esplodendo

Risponde nientepopòdimenoche Marc Canter:

But, more important, I think and hope it's because the central idea behind emergent social software is now becoming acceptable: We're beginning to think that letting groups start without rules, letting people organize themselves as they see fit at the moment and in that context, is actually a good idea and not just a waste of time, a hippy dream, or a threat.

dal flusso di onino 01:50 | commenti | + -
 
>>> Primo dopo numero primo. L'ipotesi di Riemann

Volete vincere un milione di dollari? Basta che riusciate a trovare la dimostrazione che dimostri la correttezza scientifica dell'ipotesi di Riemann, ossia di come si possa prevedere dopo quanti numeri dall'ultimo numero primo compaia il successivo. Se invece non pensate di riusirci, ma la questione vi affascina, sono appena usciti negli USA tre libri che affrontano l'argomento (ma non risolvono la questione) in maniera differente e alla portata dei più.

>La versione romanzata del problema:
Prime Obsession: Bernhard Riemann & the Greatest Unsolved Problem in Mathematics
by John Derbyshire
Joseph Henry Press, Washington, D.C., 2003

>Per chi non sa distinguere una radice quadra da un logaritmo:
The Riemann Hypothesis: The Greatest Unsolved Problem in Mathematics
by Karl Sabbagh
Farrar, Straus and Giroux, New York, 2003

>Un interessante parallelo fra musica e numeri primi:
The Music of the Primes: Searching to Solve the Greatest Mystery in Mathematics
by Marcus du Sautoy
HarperCollins, New York, 2003













dal flusso di onino 01:08 | commenti | + -
 

>>> Machine-to-Machine integration

Del tipo:

Consider this professional scenario: you're driving to the airport when the hazard warning system in your radar detector picks up an accident ahead. It notifies your GPS-enabled in-car navigation system, which checks wirelessly with the highway patrol's computer and confirms that there is a delay. Recomputing your route, it sends your new travel time to your PDA. The PDA discovers that you won't make your flight so it wirelessly contacts a server back at your office, which rebooks you on a later flight while alerting the limo service that is booked to pick you up. Within minutes, a voice message is delivered back to your car reassuring you that you don't need to drive aggressively to make up time as everything has been taken care of. All of the technology to make this happen exists today; it just needs to be integrated. *

 

dal flusso di onino 00:46 | commenti (2) | + -
 

>>> Gibson: o il blog, o i romanzi.

Ancora due settimane.
Poi William Gibson chiuderà il suo blog. Deve mettersi sul suo nuovo romanzo e non pensa di riuscirci se continua a bloggare. Perchè, dice, scrivendo ogni giorno ciò che li frulla per la testa lo porta a scaricare nei post la carica problematica che detengono le questioni che lo assillano. Questioni che solitamente riversa nei sui romanzi.
La condizione "always on" che un blog aggiornato giornalmente impone viene riversata sul cervello dello scrittore cyberpunk:

"If I expose things that interest or obsess me as I go along, there'd be no need to write the book," Gibson said. "The sinews of narrative would never grow. So I think I'm going to say goodbye to whoever's been following it."

Ma gli amanti di Gibson non si disperino:

He said he may simply leave the site up, and return to it when he finishes his next novel.



dal flusso di onino 00:26 | commenti | + -
>>> sabato, aprile 26, 2003
 

>>> Il CDA della OninO Co. cambia strategia

Resosi conto che la precedente mossa di mercato era del tutto priva di atrattiva per gli investitori, visto il prossimo azzeramento del mercato azionrio, il CDA della OninO Corporation ha messo liberamente sul mercato 2499 azioni in suo possesso della società OninO, quotata su Blog Shares.

 

dal flusso di onino 14:27 | commenti | + -
>>> venerdì, aprile 25, 2003
 

>>> Su Splinder qualcuno si modiverte

Chi ha occhi per vedere mointenda.
(cliccare in alto alto a sinistra, su qualsiasi http://*.splinder.it)

[AGGIORNAMENTO: pare che la moconfusione stia passando]


dal flusso di onino 10:28 | commenti (3) | + -
>>> giovedì, aprile 24, 2003
 

>>> La blogosfera non è un supersoggetto

Gat riprendendo il mio post qui sotto, afferma:

 "e se invece di creare un manifesto generale, i bloggers decidessero dove vogliono arrivare e, in modo quasi unanime, cercassero di darsi una guida generale su come muoversi? in questo modo ognuno potrebbe essere libero di creare il proprio manifesto, seguendo una via comune agli altri bloggers, ed OninO (lo dico ironicamente..) potrebbe decidere di avere un manifesto utopico proprio, senza abbracciare quello legislativo fatto da altri.."

Provo a rispondergli e a spiegarmi meglio.
Chiudevo lo scorso post con la domanda "cosa vogliamo costruire?". Gat dice "..e se.. i bloggers decidessero dove vogliono arrivare e... cercassero di darsi un guida generale su come muoversi?". Le due questioni, le due domande, ad una prima lettura, non sembrano molto diverse.

In realtà analizzandole meglio ed esplicitando alcuni concetti lasciati forse impliciti dal sottoscritto, risultano piuttosto differenti, o così mi pare di cogliere (Gat correggimi se sbaglio).
Il soggetto della mia domanda "cosa vogliamo costruire" non è "i bloggers" come invece pare essere nella domanda di Gat. Io non penso che tutti i blogger italiani (e mi limito a questi, ma tanto più se la questione vuole essere ampliata a TUTTI i blogger della rete) vogliano costruire qualcosa assieme. E tantomeno che lo debbano costruire o debbano avere questà volontà.

Senza suddividere i diversi blog in gerarchie di qualità o popolarità (guai a farlo), ma proprio lasciandoli sul semplice piano di "essere blog" e considerandoli nelle loro diverse volontà espressive, ci accorgiamo facilmente come vi siano numerose e differenti concentrazioni di blog accumunate da un paradigma più o meno definito.

Certo sono tutti blogger, ma con aspirazioni, interessi, volontà espressive, modalità comunicative, considerazioni verso il proprio blog molto differenti. E questa varietà oltre a portare alla possibilità (e sottolineo possibilità), di rendere (e cito Gat) "ognuno.. libero di creare il proprio manifesto", può presentare l'assenza in molti blogger della volontà stessa di avere un manifesto, e anche di "darsi una guida generale su come muoversi".

La mia domanda "Cosa vogliamo costruire?" era rivolta a coloro che abitualmente leggono il mio blog, scambiano opininoni con me, trattano in maniera attenta e interessante tematiche che mi sono vicine, persone insomma che stimolano vivacemente la mia curiosità "intellettuale" e con le quali amo discorrere.
Come dicevo nel precedente post voglio costruire qualcosa, ma non "
con OninO", ma con tutte quelle persone che tramite OninO ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare, solo alcune delle quali sono in forma di URL qui a destra, e solo alcun'altre delle quali ho avuto modo di conoscere a Blog Age."
Insomma con quei blogger che sento fare parte della stessa concentrazione di blog di OninO, quei blogger con i quali ho intrecciato relazioni più dense.

E sia chiaro che non voglio in alcuna maniera mantenere lo status quo di questa concentrazione, chiuderla, farla diventare un circolo a tessera. So che vicino ci sono molte altre concentrazioni, so che da un momento all'altro potrei iniziare a stringere relazioni con altre persone che mi stimolano magari parlando di cucina e volere costruire qualcosa insieme a loro. Ma io, come chiunque altro, potrei non avere proprio voglia di costruire nulla, ma semplicemente di concretizzare in un blog la mia voglia di esprimermi, ogni tanto leggere qualche altro blog, senza seguire inizialmente alcuna logica di comunanza di interessi, senza stringere relazioni troppo strette, senza far parte di alcuna concentrazione.

Quando leggo Benedetto Vecchi dire nei commenti al suo stesso articolo:

"Ma veniamo al sodo. Cosa dicono i bloggers sui continui tentativi di imbrigliare la rete con draconiane leggi sul copyright? Cosa dicono dei tentativi delle imprese di sfruttare quella tendenza a socializzare conoscenze e saperi che ha da sempre caratterizzato la rete per fare profitti? Cosa dicono del tentativo dei media mainstream (dominanti) a piegare la rete ai loro progetti e ridurre così ai margini quei tentativi di comunicazione (molti di questi sono dei blog) che vedono sullo stesso piano chi scrive e chi legge, permettendo così un controllo maggiore sull'affidabilità delle informazioni diffuse?
Sono domande che ritengo importanti, ma forse poste in un contesto sbagliato. Se è così, me ne scuso. Continuerò a guardare ai blog come a una delle tante manifestazioni di vitalità della rete, convinto però che i nodi (teorici, politici, sociali, di responsabilità individuale) si presenteranno prima o poi a chi considera che affrontarli sia una inutile perdita di tempo
. "

vedo che cade nello stesso errore: considerare i blogger un unicum. Potrei dire di più, ma dato che lo ha fatto già b.georg sempre negli stessi commenti, riporto il suo intervento:

"fare richieste come se ci si rivolgesse a un supersoggetto (soprattutto se improvvidamente si tratta di giudizi un po' tranchant) otterra' solo reazioni di rigetto (che possono pure diventare identitarie, ma si tratta di un equivoco uguale e contrario al primo). Se si vuole sviluppare azione (economica, politica, di dibattito) non c'e' che un sistema, che e' quello che usano tutti: parlarne semplicemente, evitando tentativi unitari o giudizi ex-chatedra. La voce che si accorda ai propri interessi trova naturalmente gli ascoltatori adeguati e interessati, e con essi costruisce relazioni paritarie che, se si vuole, possono anche diventare politiche"

In pratica quello che Vecchi vuole costruire (come teorica risposta alla mia domanda) è un dibattito sulle tematiche che pone con i suoi interrogativi portati sopra, al fine, intendo, di una presa di coscienza dei blogger (ma di tutti? e a quelli cui non frega niente di queste tematiche?) delle mani che minacciano di allungarsi sulla rete e sulle sue libertà. Tematiche che ricordano molto l'intervento conclusivo di Formenti a Blog Age.

Quando dicevo che Blog Age non aveva chiaro cosa costruire, era implicito anche con chi costruirlo. Infatti buona parte dell'incontro è stata a mio parere dedicata a tematiche che non potevano de facto interessare tutti i blogger, ed infatti una delle poche domande che si sono ascoltate (quella riguardante la possibilità di diventare scrittori tramite blog) era proprio, se non ricordo male, dotata di una premessa del tipo "so che non è proprio centrato sull'arogmento di cui si sta parlando, ma vorrei sapere...".
Penso che se il mio unico contatto da partecipante della blogosfera fosse stato quello di
derviscio e fossi stato a Blog Age, sarei rimasto profondamente scazzato. E non è un caso a mio parere che le critiche più dure a Blog Age siano arrivate da blog che solitamente trattano di tematiche lontane, ad esempio, dalla diatriba blogging-giornalismo. Nè penso sia un caso che buona parte dei commenti positivi siano arrivati a riguardo del post Blog Age (la piccola birrata), dove oltre alla felicità di associare in maniera definita a degli URL dei volti, si è associata la interessantissima discussione protratta sino a tardi sotto i portici su argomenti di comune interesse, dei quali magari ad altri non sarebbe fregato più di tanto.

Cercherò dunque di tirare le fila di questo interminabile e noioso sproloquio. Penso che la blogosfera non debba essere trattata come un unicum o come un supersoggetto, ma che al suo interno convivano diverse e numerose volontà espressive. Sono convinto che alcune relazioni fra blogger siano più dense per diverse comunanze (di interessi, idee, vicinanza geografica...) e che dove questà densità raggiunge una certo livello si possa parlare di concentrazioni.
Non tutti i blogger sono parte di una concentrazione nè è vietato esserlo di più d'una. Solo alcune concentrazioni possono voler darsi un manifesto, che sia esso normativo o programmatico (il mio "utopico", diciamo).
Di queste considerazioni si deve tenere conto quando si ha a che fare con i blog.

Infine per fare un esempio di risposta alla mia domanda "cosa vogliamo costruire?" cito nientepopodimeno che il Blog Aggregator. Idea nata da Granieri ispirato dalla directory di Quintostato che non lo soddisfava in pieno, idea velocemente sviluppata e costruita dal Granieri stesso, betatestata da alcuni blogger, affinata con l'aiuto di Paolo Valdemarin, portata verso l'automagia con la collaborazione di Cesare Lamanna e Carlo Berardelli. Nonchè costantemente migliorata grazie all'intervento di numerossissimi commentatori e numerose e-mail al Granieri anche da non-blogger.

Dunque:

Cosa vogliamo costruire?

 









dal flusso di onino 00:57 | commenti (1) | + -
>>> lunedì, aprile 21, 2003
 

>>> Blog Age side effects. Pensieri spruzzati.

In queste giornate inglesi non ho trovato molto tempo per fare sedimentare i miei pensieri su Blog Age. Questo significa che quanto mi accingo a scrivere sono pensieri non passati in raffineria, non smussati, non lucidati e tanto meno resi coerenti in una struttura personale di idee. Non sono un resoconto della conferenza, ma quanto quella abbia prodotto nella mia testolina.
Spesso vale la pena di gettare in mezzo agli altri ciò che ci passa per la testa, chissà che qualcuno più bravo di noi non sappia cogliere qualcosa di buono e svilupparlo meglio di noi.

Prima di conoscere i blog mi ritrovavo spesso davanti al computer a scrivere parole che intrecciavano i miei pensieri, le mie sensazioni, le mie idee e quanto accadeva intorno a me. Prima ancora scrivevo su carta. Tutte queste parole finivano chiuse in una directory o in un cassetto, dove le custodivo, quasi religiosamente.
Questo era il lato intimo della mia scrittura.
Al liceo fondai il giornalino scolastico assieme ad un gruppo di altri amici. Eravamo la redazione, scrivevamo, impaginavamo, bisticciavamo col preside per le scelte editoriali, ma soprattutto lottavamo perchè i nostri compagni, tutti gli studenti del liceo, reagissero a quanto scrivevamo, proponevamo, criticavamo. La costante ricerca di un feedback che andasse oltre alla spedizione di messaggi per la bacheca amorosa era una linea che perseguivamo numero dopo numero, trovandoci però troppo spesso delusi. Questa ricerca di feedback caratterizzò anche la mia esperienza lavorativa in un portale genovese.
Questo era il lato pubblico della mia scrittura.

Oggi il lato intimo è derviscio, quello pubblico è OninO.

In derviscio non vi sono link esterni. E' totalmente chiuso in se stesso.
OninO invece è aperto, cerca di tessere legami, costituire relazioni.

Evidentemente se si considerasse solo un lato del concetto di pubblico, essendo ambedue i blog in rete e dunque potenzialmente aperti alla lettura di chiunque, converrei che sia derviscio che onino sono pubblici.
Ma l'idea di pubblico che attribuisco ad OninO come quella che attribuivo al giornalino del Liceo è la volontà con questi due strumenti di costruire qualcosa tramite una discussione aperta.

Quando penso alla blogosfera, penso a qualcosa di assolutamente eterogeneo. So che ci sono blog simili a Derviscio e blog simili a OninO. So che si creano concentrazioni di relazioni intorno a differenti tipi di blog e che queste concentrazioni sono molteplici. Non penso che alcuna di queste concentrazioni possa avere la pretesa di estendere il proprio "paradigma" alle altre. Il blog nasce per concretizzare una volontà di espressione e trovo normale che volontà espressive simili tendano a tessere maggiori relazioni fra di loro. Come dice b.georg "ogni blog troverà la propria audience".

Il passo successivo che ho fatto è comprendere quanto il blog sia uno strumento estremamente potente proprio per costruire qualcosa tramite una discussione aperta e che se si vuole potenziarlo ulteriormente non è affatto cattiva cosa l'autoreferenzialità, spesso invece tacciata essere noiosa e elitaria. Autoreferenzialità che però deve essere discussione aperta e concreta.

Con derviscio non ho intenzione di costruire nulla. Solo di esprimermi e archiviare i miei pensieri. Il tutto condito da un leggero autocompiacimento.

Ora forse dovrei scrivere "Con OninO invece ho intenzione di costruire...", ma non è così. Infatti voglio costruire qualcosa, ma non "con OninO", ma con tutte quelle persone che tramite OninO ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare, solo alcune delle quali sono in forma di URL qui a destra, e solo alcun'altre delle quali ho avuto modo di conoscere a Blog Age.

Gat ha proposto un manifesto dei blogger. Secondo me mai dovrà esistere UN manifesto dei blogger unico (non che quello di GAT lo voglia essere), nè necessariamente alcun manifesto. Ma se dovessi sottoscriverne uno, come dissi a Granieri tempo fa, "per me un manifesto deve essere una prospettiva molto sfumata, assolutamente non normativa, ma accattivante e forse utopica... deve contenere una buona dose di utopia, come diceva mi pare Machiavelli, bisogna mirare più in alto con l'arco per centrare il bersaglio.
Ma l'utopia è come un enorme e ideale brocca, che sarà difficile riempire, ma non dobbiamo solo contemplarla e compiacerci della sua magnificenza, dobbiamo versarci del vino e questo vino lo dobbiamo mescere noi.
Questa è l'azione, la mescitura.
Facendolo assieme, coordinati e comunicanti è rel-azione"

Penso che Blog Age non avesse chiaro cosa costruire e che non abbia avuto il carattere di discussione aperta.
Quanto Blog Age ha scatenato nella blogosfera è stato solo parzialmente una positiva autoreferenzialità, per gli stessi motivi. Ma sono felicissimo di avere fatto 200km per esserci.

Chiudo con un domanda:

Cosa vogliamo costruire?

[il resto del corpo di OninO si scusa se la testa non riesce ancora a riprendersi, ma bisogna darle fiducia]











dal flusso di onino 18:59 | commenti (3) | + -
 

>>> I piedi ci sono. Testa non pervenuta

Eccomi di nuovo con i piedi in terra italica. La testa penso arrivi domani. Non appena mi pergiunge, cercherò di mettervi in contatto. L'ultima volta che ci siamo parlati mi ha detto che voleva esprimersi. Ma non fidatevi troppo di ciò che dirà.

dal flusso di onino 01:18 | commenti (4) | + -
>>> martedì, aprile 15, 2003
 

>>> Infiltrato

Sono illegalmente in un laboratorio informatico dell'universita' del mio amico in Erasmus. Ho datto una veloce occhiata al BA, categoria blog per tastare il polso alla blogosfera italiana. Non ho letto tutto, e' una toccata e fuga. Ma la polvere sollevata dal tam tam che prevedevo non e' ancora depositata, il tipo del Manifesto ha suonato al sua bella rumba, e chi ama altri ritmi ha risposto. Mi ricorda quando pochi istati dopo il suo intervento a Blog Age alle sue spalle gia' si leggeva la stroncatura di MAtteoc di Skip Intro . La premiata ditta ha confezionato un nuovo clone, ottimo!  Qui non si puo' miscelare acqua calda e acqua fredda e si adottano politiche keynesiane. Le finestre non hanno persiane e si aprono solo all'esterno. Ergo si sporcano il triplo e tu non puoi lavarle. Esistono tipi addestrati a farlo arrampicandosi sulle pareti della casa. Fargli semplicemente scavare e ririempire buche per combattere la disoccupazione??

Comunque ho in caldo un post su Blog Age.
In ogni caso vad di flusso di coscienza or ora. Intrecciare relazioni. Scoprire diversi punti di vista. Brain Storming. Dialogo. Stratificazione. Costruire. Progettare. Collaborare. Scovare nuove vie ed intraprenderle. Muoversi, costantemente.

Per le idee della Pizia, di Gat (BBA), ma anche di molti altri (dicasi scampagnata etil-mangereccia con tante chicchere), aspettatemi!

Maper il resto, nel frattempo, meglio muoversi, costantemente. Non lasciare depositare polvere.


dal flusso di onino 14:51 | commenti (4) | + -
>>> domenica, aprile 13, 2003
 

>>> La terra britannica mi attende

Domani mattina decollerò per Londra, dove mi attende un caro amico. La maggior parte del tempo sarà dedicata al cazzeggio, ovviamente. Il mio ritorno è previsto la domenica successiva. Dunque i post per i prossimi sette giorni saranno radi o assenti. Di sicuro ho in mente un post su Blog Age, ma devo ancora digerirlo in toto, e la dissoluzione londinese che mi attende non so se sarà propedeutica...

P.S.
qualcosa mi fa credere che in questa settimana ci sarà un tam tam nella blogosfera italiana che potenzialmente potrà portare ad un rischiaramento tanto quanto ad un deterioramento di alcune dinamiche. è un pre-sentire. ho visto qualche scintilla. chissà...


dal flusso di onino 01:58 | commenti (1) | + -
>>> venerdì, aprile 11, 2003
 

>>> Mantellini e Domanin, saranno così?

Mantellini e Domanin

Stasera a Blog Age ci sarà effettivamente il problema di capire quale faccia associare a quale blog, come dice EmmeBi. Come quando si legge un romanzo è normale crearsi nella propria testa l'immagine dei diversi protagonisti, così è normale fantasticare su come possa presentarsi il Mantellini, il Granieri o chissà chi altro.
Quando si guarda il film ispirato ad un romanzo già letto spesso si ha difficoltà a vedere il protagonista immaginato dal regista diverso da come lo avevamo immaginato noi.
Io Massimo Mantellini e Igino Domanin me li ero immaginati così, fra poche ore avrò una delusione?

(powered by FlashFace)

AGGIORNAMENTO DIRETTO DA BLOG AGE:

devo dire che la mia immaginifica proiezione delle parole in volti è funzionata solo a metà. Cosa intendo? Facile Domanin non è molto diverso da come lo avevano proiettato i mie neuroni nel restante vuoto del mio cervello. Mantellini invece ha molti capelli in meno e penso non necessiti di occhiali o forse è solo narcisimo mascherato da lenti a contatto, ma un cordone di protezione mi impedisce di avvicinarmi e verificare.
Che dire se le parole sono specchio dell'anima, l'anima non è lo specchio del volto, o forse sto solo intraprendendo strade nuove, scienze fisiognomiche aborrite dai canali ufficiali. Non ho ancora bevuto, ma lo stato mentale è quello. Il fattaccio è che mi aspetta una bevuta post conferenza e 150 kilometri di autostrada (per quanto in gran parte dritti, ma è un vantaggio..?). Fortunatamente al mio fianco avrò il fido TAO a indicarmi la retta via (se ritroviamo la macchina dispersa per Milano).




dal flusso di onino 15:34 | commenti (1) | + -
 

>>> Il terremoto mi segue, ARGH! (Genova-Milano)

Alle 11:26 ero davanti al PC e tutto ha tremato, ma di brutto brutto brutto!
Sono corso sotto l'architrave della sala, ero solo in casa. In questi giorni nel palazzo ci sono muratori, il terremoto mi sembrava impossibile dunque ho mentalmente incolpato loro, ma cosa dovevano avere? Un gigantesco martello pneumatico???
Invece era un vero terremoto, lo scopro sul televideo di Primocanale, TV locale che individua l'epicentro in provincia di Alessandria, tra Gavazzano e Cassano, nei pressi di Novi Ligure. Ma anche qui a Genova si è sentito per benino, fortunatamente paiono non esserci danni a cose e persone.

Or ora c'e' uno speciale su Primocanale, dicono che la scossa è fra il sesto e il settimo grado della scala Mercallli ed è del grado 5 della scala Richter, ed è stata avvertita più forte nel basso Piemonte. Dovrebbe essere una scossa di "assestamento appenninico". Non si escludono altre scosse, ma non dovrebbero essere più forti.

Sul Blog Aggregator scopro che anche a Milano hanno avvertito la scossa, ne parla Zu. Io stasera sarò a Milano per Blog Age, che siano segni divini???

[UPDATE: Repubblica qui e qui]



dal flusso di onino 11:58 | commenti | + -
 

>>> Perchè frenare la scienza?

In questo estratto del suo ultimo libro, Matt Ridley contesta tutti coloro che sia in passato sia oggi hanno cercato di rallentare l'applicazione delle ultime scoperte scientifiche. In particolare si concentra sul campo della ingenieria genetica. I cattivi secondo lui sarebbero tutti quegli ambientalisti che fanno terrorismo psicologico intorno agli Organismi Geneticamente Modificati e la maggior parte degli europei, a suo parere troppo pessimisti e scientificamente conservatori, al contrario dei tecno-ottimisti americani.

Argomenta la sua posizione elencando diverse occasioni del passato dove l'aver agito con troppa prudenza e lentezza nell'applicare le ultime scoperte nel campo della genetica ha portato soltanto a una tarda soluzione del problema. Soluzione che era già potenzialmente disponibile, ma osteggiata in un primo tempo per lo più dai cattivi citati pocanzi.

My point? Simply this: if you asked intellectuals at almost any time since Malthus to talk about the future, they would have been pessimistic and they would have been wrong. The future (actual) has consistently proved better than the future (forecast).

Malthus said we could never grow enough food; the Club of Rome said the oil would soon run out; Paul Ehrlich said the population would expand until it crashed.

What accounts for Europe's techno-pessimism? I suspect environmentalists merely milk it, rather than create it. Novelists and screen writers have a lot to answer for. How many movies have you seen set in the future in which you thought - what a nice place to live? Thought not.

The future is always depicted as a place where a technical fix has gone wrong, where androids stalk a devastated urban landscape. I have recently noticed a lot of people suddenly worrying about nanotechnology. Could Michael Crichton's "Prey" have anything to do with this?

Many people in the environmental movement will object that they have nothing against new technology per se, but they distrust its ownership by big corporations. Yet their actions often belie the distinction. When presented with a biotechnology that was developed in the public sector and is freely available to all in the developing world, they still object to it. A good example is 'golden rice'.

 

dal flusso di onino 02:32 | commenti | + -
>>> giovedì, aprile 10, 2003
 

>>> Rapire la sorella bastardina di Saddam

Forse Saddam giace in piccolissimi e bruciacchiati brandelli al fianco di quelli dei suoi figli sotto le macerie di un ristorante. Ma come verificarlo? Escludendo che si possano ricavare impronte digitali da tali brandelli, o trovare il suo dentista per avere le impronte prese ai suoi denti per l'ultima dentiera, l'unica soluzione è il DNA.
Ovviamente gli Stati Uniti non hanno alcunchè da cui ricavare il codice genetico del vero Saddam in vita, dunque dovranno affidarsi a quello di qualche parente per verificarne la somiglianza.
Il problema è che i figli di Saddam forse erano a cena con lui e i genitori sono morti e comunque il padre non era un uomo fedele.
Cosa importa che mettesse le corna alla moglie?
Beh, eventuali sorelle di Saddam da rapire per avere riscontri sul DNA, potrebbero avere il codice genetico mischiato con quello della donna sbagliata e far credere a tutti che quello morto nel ristorante fosse solo il cuoco. Mentre potrebbe essere Saddam.
E siamo sicuri che gli Stati Uniti fermino la macchina bellica messa in moto prima di avere la certezza di avere fatto fuori Saddam?
Per un paio di scappatelle la fine della guerra potrebbe subire rinvvi indeterminati

(liberamente tratto e adattato da Slate, nonchè scientificamente aprossimativo e un pò fanfarone)







dal flusso di onino 01:23 | commenti (2) | + -
 

>>> Due bandiere, due audience

L'imperativo di oggi era leggere quanto più "Storia e critica dell'opinione pubblica" del signor Habermas.
In realtà mi sono incollato al video, alternandomi fra Rai Uno e La7, mentre su Mediaset si sonnecchiava, come non stesse succedendo nulla. Meglio, almeno Fede non ci ripeterà all'infinito di avere fatto lo scoop del secolo, come fece quando per primo in Italia annunciò l'inizo della prima guerra del golfo (strano effetto il dover aggiungere "prima" da tre settimane a questa parte).

Proprio per il mio alternarmi fra le due reti non ricordo chi ha detto una frase che mi ha colpito. Mi ha fatto riflettere.
La frase in questione era di commento all'issaggio delle due bandiere, prima l'americana e poi l'irachena, sulla statua di Saddam che sarebbe stata abbattuta da lì a poco. Più o meno faceva:

"Le due bandiere sono per due audience diverse.."

Puntualmente stasera trovo su E-Media Tidbits questo commento:

This being a big news day -- the fall of Baghdad apparently secured by U.S. forces -- it's interesting to view U.S. news on the Web vs. that from elsewhere. An example of how differently Americans and the rest of the world view the war can be seen in some home-page photo choices by the websites of two of the world's most prominent news networks, CNN and BBC News. On the CNN home page this morning (likely changed by the time you read this) was a photo of American marines hoisting an American flag to cover the face of a huge statue of Saddam Hussein. On the BBC's site, the photo accompanying the top story was of Baghdad citizens attempting to topple the statue. CNN's choice strikes me as overtly pro-American. I appreciated the BBC's choice more, because the larger world story is the reaction of the Iraqi people to Saddam's overthrow. American media has been charged with providing "pro-war" coverage and not paying as much attention to anti-war views and after-the-war consequences of this military action. This example, I think, provides more fodder for critics of U.S. media coverage of this war.



dal flusso di onino 00:54 | commenti | + -
>>> martedì, aprile 08, 2003
 

>>> Chi muove i fili della comunicazione USA in guerra

E' l'"Office of Global Communications". Una struttura creata dall'amministrazione Bush per coordinare, uniformare, dettare i comunicati americani in tutto il mondo.
Ecco in pratica da dove nascono le ridondanze informative
e terminologiche tipo "armi di distruzione di massa" e "sacche di resistenza", ma anche parecchi aneddoti raccontati dal personale USA sul tutto il pianeta. 

The Office of Global Communications, a controversial agency created by President Bush in January, has blossomed into a huge production company, issuing daily scripts on the Iraq war to U.S. spokesmen around the world, auditioning generals to give media briefings and booking administration stars on foreign news shows.

The office--a sort of global public-relations firm for the Bush administration and the U.S. war effort--tightly coordinates the message of the Pentagon, the State Department and the military command in the Persian Gulf, ensuring that any war commentary by a U.S. official is approved in advance by the White House

Every morning at 9:30 Washington time, a conference call with Global Communications offices in Qatar and London and other U.S. agencies sets the message of the day. The Washington office also issues the "Global Messenger," a daily e-mail to U.S. embassies and others outlining the administration's message.

On March 24, while the U.S. media were reporting that the invasion had fallen behind schedule, the Messenger reported that "news accounts today paint a vivid picture of joy and relief inside Iraq. American and coalition troops were being welcomed by smiling Iraqis."



dal flusso di onino 01:47 | commenti | + -
 

>>> La guerra d'informazione vista dai curdi

Interessante articolo di Wendell Steavenson su Slate. Per farsi un'idea su cosa i curdi iracheni pensino delle televisioni arabe:

"Arabic Channels Must Show Their News About Iraq Clearly and Put Things in Their Correct Context."
(uno striscione portato dagli studenti curdi in una manifestazione contro la copertura informativa dei canali arabi sulla guerra)


dal flusso di onino 01:17 | commenti | + -
>>> giovedì, aprile 03, 2003
 

>>> Spie o prigionieri di guerra?

Questo l'interrogativo riguardo a come possano essere considerati dalle truppe irachene i giornalisti al seguito delle truppe angloamericane quando venissero catturati. Una risposta è data dai fatti: Matthew McAllester e Moises Saman, reporter del Newsweek, sono stati catturati e considerati spie americane. Fortunatamente dopo una settimana di prigionia sono stati liberati (alcuni dicono grazie ad una mediazione palestinese, di Arafat stesso).

Il pericolo è che se gli iracheni catturassero altri giornalisti al seguito delle truppe possano fare un ragionamento di questo tipo:

'These are not war correspondents under the Geneva convention, but these are spies. They're not wearing U.S. Army uniforms and they're clearly gathering information for the U. S. military and relaying it to the U.S. against the interests of Iraq. Therefore they're spies, and they're not entitled to the protections of the third convention.'

invece che uno di questo tipo:

The reporters are "not paid by the U.S. government, and they're not fighting. All they're doing is covering the war and they should be released immediately."

Le possibiltà che il ragionamento possa essere quest'ultimo però è evidente che si riducano drasticamente con l'escalation della guerra.

Inoltre il pericolo è anche quello che ai giornalisti eventualmente catturati siano estorte informazioni cruciali riguardo ai piani statunitensi.

Queste e altre riflessioni su questo articolo del San Francisco Chronicle.

dal flusso di onino 18:58 | commenti | + -
 

>>> La Casa Bianca dovrebbe dare caramelle agli europei

Più o meno questo il suggerimento che i tipi di Cyber Journalist danno all'amministrazione Bush. Questa è la parte finale di una loro analisi sull'evoluzione delle navigazioni sui siti americani, sia d'informazione, sia governativi, durante questi giorni di guerra:

The Internet also provides a global audience for more mainstream voices.  Last week, for example, nearly 40 percent of the daily visitors to Whitehouse.gov came from outside the U.S.  In fact, more than one of every four visitors to the five government sites sampled below resided outside the United States.  This represents an important opportunity for the government to influence more positive perception worldwide.

dal flusso di onino 18:56 | commenti | + -
 

>>> Business Journalling e K-log bocciati...

...da James McGee che preferisce che anche all'interno delle intranet aziendali il blog rimanga "blog". Perchè?

Given the match between weblogs and this broader trend toward decentralized and distributed solutions, the lameness of 'blog' as a term might actually be one of its primary strengths. It reflects that weblogs are tools coming into organizations from the grassroots, not something imposed from a central source. That may be more important than usual for organizational innovations when we're talking about an innovation that is in sync with the demands of knowledge economy organizations.

dal flusso di onino 18:55 | commenti | + -
 

>>> Microsoft lancia la sfida a Google

L'impero di Bill Gates vuole entrare prepotentemente nel mercato dei motori di ricerca, sostenendo di avere tutte la carte in regola per superare il famigerato Google.

Così Bob Visse, direttore del marketing per i servizi MSN di Microsoft:

"We do view Google more and more as a competitor. We believe that we can provide consumers with a better product and a better user experience. That's something that we're actively looking at doing"



dal flusso di onino 18:54 | commenti | + -
 

>>> Il WiFi visto nella sfera di cristallo

Ecco come Vic Hayes, da molti considerato "il padre del WiFi", vede il futuro della sua creturina:

"I see Wi-Fi being used for everything" eventually, says Hayes. Within 5 to 10 years, he predicts, Wi-Fi connection speeds should increase from the current average of 54 megabits per second to hundreds of megabits, thus enabling nifty applications such as real-time video streaming in homes, he says. Users would be able to download movies from satellite or cable feeds, store them on a shared hard drive, and stream them onto TV screens around the house.

Wi-Fi networks could also eventually be used to make phone calls, Hayes believes. Some tech outfits already are working on the early versions of such systems. Calls sent via a Wi-Fi network would be cheap as they would be routed through the Internet instead of over the phone companies' dedicated lines."

Qualcuno di voi pensa che gli operatori nostrani di telefonia mobile permetteranno che la seconda parte della predizione di Hayes si avveri facilmente? Io non riesco in alcun modo a superare il mio scetticismo (accompagnato da pessimismo e fastidio).

dal flusso di onino 18:54 | commenti | + -
 

>>> Google News: noi blogger non possiamo entrare

Sembra che i tipi di Google non abbiano alcuna intenzione di aprire le porte del loro Google News ai blogger solitari e indipendenti. Trovate il tutto qui

dal flusso di onino 18:52 | commenti | + -
>>> mercoledì, aprile 02, 2003
 

>>> Io mi travestirò da Selvaggia...

..almeno alla blog-conference "Blog Age" organizzata da Quinto Stato e dal Manifesto riceverò le attenzioni dei più.

BLOG AGE
Venerdì 11 aprile, dalle ore 20.00, presso la Casa della Cultura, in via Borgogna 3 a Milano (angolo P.za San Babila)




dal flusso di onino 16:48 | commenti | + -
 

>>> ET non telefona casa

Chi di voi non conosce il progetto "SETI@home"?
Così è definito sul sito ufficiale: "Seti@home è un esperimento scientifico che sfrutterà la potenza di centinaia di migliaia di computers collegati a Internet, alla ricerca di intelligenze extra-terrestri [Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI)]. Voi potrete partecipare facendo "girare" sul vostro computer un programma che scarica e analizza i dati di un radio-telescopio. Esiste la lontana, ma accattivante, possibilità che il vostro computer scopra il lontano mormorio di una civiltà extra-terrestre."

Ebbene milioni di persone al mondo hanno donato cicli della propria CPU a questa causa, e dopo anni di ricerca si erano individuati 150 possibil punti dell'universo dove trovare civiltà extraterrestri. Finalmente si sono analizzati questi punti con il potentissimo radar radio Arecibo in Portorico.

Ma purtroppo sembra che nessun ET abbia effettutato telefonate da laggiù verso la terra. Non esiste civiltà extraterrestre.
Non in quei 150 punti dell'universo. Ma il progetto continua.
Speriamo che gli Et che dovessero chiamare non nascondano il numero...




dal flusso di onino 12:39 | commenti | + -
 

>>> War blog? Una fetta del 4%

Una ricerca dal titolo "The Internet ena the Iraq war: how online americans have used the internet to learn war news, understande events, and promote their views" (l'intero PDF lo trovate qui) fa il punto sul ruolo dei blog in questa guerra sino ad ora:

There has been much early discussion about the role of blogs or Web diaries in shaping opinion about the war and allowing Internet users to gain new perspectives and sources of information about the war. Our first soundings on the subject show that blogs are gaining a following among a small number of Internet users, but they are not yet a source of news and commentary for the majority of Internet users. Some 4% of online Americans report going to blogs for information and opinions. The overall number of blog users is so small that it is not possible to draw statistically meaningful conclusions about who uses blogs.
The early data suggest that the most active Internet users, especially those with broadband connections are the most likely to have found blogs they like. In addition, blogs seem to be catching on with younger Internet users – those under age 30 – at a greater pace than with older Internet users.

I siti consultati dagli americani per l'informazione sulla guerra in Iraq


dal flusso di onino 11:31 | commenti (1) | + -
 

>>> Pacifisti presi per il culo

Un gruppo di pacifisti manifestano di fronte alla sede della Fox News a Manhattan. Sulla facciata c'e' uno di quei display su cui scorrono le ultime notizie. Tutto ad un tratto non scorrono più gli ultimi lanci di agenzia, ma frasi di questo tipo:
"Provini per pacifisti qui oggi, grazie per essere venuti"
"Come creare suspence in un manifestante pacifista? Ignorandolo"
"Attenzione manifestanti pacifisti: il Fan Club di Michael Moore si riunisce il martedì dalla cabina telefonica all'incrocio fra la sesta strada e la cinquantesima"

(qui in fondo)




dal flusso di onino 11:14 | commenti | + -
>>> martedì, aprile 01, 2003
 

>>> Mantellini spegne la luce

Sembra che Massimo Mantellini, autore di uno dei blog più frequentati e discussi della blogosfera italiana abbia deciso di chiudere Manteblog.
Se anche voi volete che questa luce non venga spenta cercate di fare cambiare idea a Massimo, lasciandogli dei messaggi qua.
Insomma associatevi al mio appello, a quello di Granieri e quello di Paolo Valdemarin.

[AGGIORNAMENTO: Ahimè siamo stati sgamati  ]



dal flusso di onino 15:11 | commenti | + -
 

>>> Hanno clonato Luca Sofri. Problemi col DNA

Tanti applausi, ma proprio tanti a quei fantastici quattro: Spiritum, Gonio, Personalità Confusa e Selvaggia.
Un pesce d'aprile geneticamente
modificato.


dal flusso di onino 00:33 | commenti (1) | + -