.:::OninO:::.                                          …comunicazione, giornalismo e innovazione

>>> lunedì, maggio 26, 2003
 

>>> BlogTalk allo specchio: BlogAge?

Si è svolta a Vienna BlogTalk, una conferenza sui blog alla quale il nostro buon Paolo Valdemarin ha avuto il piacere di partecipare.
Attendendo sui post al riguardo, mi permetto di riportare il commento di Lilia Efimova all'evento.

Lo riporto perchè mi pare che molte sue sensazioni siano state simili a quelle che sono giunte alle mie orecchie dopo l'italico BlogAge.

Probably not blogging gave me some time for more thinking :) At the end of the day I realised that we've got a quite good understanding of our viewpoints, but have no idea what people in the audience think. It was strange to have rich discussion between panellists and few other bloggers and almost no comments and questions from other people. I even don't have good idea who they were and what do they think about blogging.

Before not having access to others' feedback was fine, but once I realised that I have ways to get them because they are blogged, I've got a strong feeling of loss of impressions of people who were not blogging. It's like getting feedback only from one - biased - part of the audience.

Yesterday I asked not bloggers to comment on the conference, but it wasn't very successful. The funniest thing is that at the end I started to feel like agreeing with "Denham Grey" about self-referencing in the blogosphere. Blogging accelerates shared understanding and consensus building, but at the same time it amplifies it's own sound. At the end it's so strong that voices of not bloggers are not heard.

A mio parere si fa sempre più urgente una discussione sull'audience non-blogger dei blog.




dal flusso di onino 01:10 | commenti (8) | + -
 

>>> Educare gli studenti o educare le major?

In una lunga intervista aperta al pubblico il Presidente dell'Università della Pennsylvania illustra le sue idee sulla problematica del file-sharing nelle reti universitarie, dei problemi con il DMCA e su come provare a risolverli.
Tipo far pagare agli studenti una maggiorazione nella retta che vada direttamente alle case discografiche a titolo preventivo dei brani che si scaricheranno e un ulteriore tassicina su ogni CD masterizzato con della musica sopra.

After all, we already provide cable TV service in the residence halls. We provide a telephone. We provide high speed internet service. We show free movies in the student union. Why not recognize that one entertainment (am I stretching it to say "student develoment"?) need or desire of our students is music? The idea is for us to pay a licensing fee of some sort for a basic level of unlimited listening to music that would be "free" to the students. Perhaps some add-on services such as burning CDs might incur an additional charge paid by the student. We could add a few dollars on to room and board, or to a student activity fee or to tuition. At heavily discounted rates, everyone could be a winner. Yesterday we had a meeting with representatives from most of the companies now in that business. It went extremely well, and I anticipate that we will see some pilot project this coming year.

Ma quel che è peggio è questa rispostina a questa domandina (grassetto mio)

Question from David F. Ullman, NJIT:
    Different appraoches for restricting the use of technology are fine, and I do agree the recording industry has to embrace a new business model. However, what I find somewhat troubling is that well meaning students see nothing wrong with the use of these new "Napster-like" and P2P technologies for massive digital sharing of copyrighted material. How do we change the culture and perspective on this?

Graham Spanier (president of Pennsylvania State University)
    Education, education, education. And, I'm sorry I have to say it, but enforcement will be required. It is like speeding. Everyone know it is wrong--SORT OF. If you can get away with it, no problem. If you are caught, yea, you know you have to pay the fine. Only with enforcement added in, by the RIAA, MPAA, universities, and other entities will we collectively be able to stop the piracy. Interesting that just a decade ago students thought it OK to copy software belonging to others. It is still done, but most know that it is wrong, and the problem isn't anything like what we see with music. In time, I think the thinking on this will evolve, especially as new business models for music develop.

Altro che educare gli studenti, cari miei. Qui c'e' da educare la major a cercare di trovare un new business models for music. Poche palle.




dal flusso di onino 00:35 | commenti (1) | + -
>>> venerdì, maggio 23, 2003
 

>>> Gli anni dei blogger

Non so voi, ma quando leggo un blog mi piacerebbe sapere a che decade appartiene chi scrive.
E' ben diverso leggere mamma mia quanto è bello l'ultimo disco di Mino Reitano su un blog di un sessantacinquenne che su quello di un ventiduenne.
Questo è un esempio banale, ma poniamo che si legga un analisi lucida e approfondita e saggia della rivoluzione russa e delle sue ripercussioni sul pensiero dei paesi che entreranno nella UE.
Se a scriverla è un professore universitario cinquantaquattrenne è ben diverso che se fosse uno studente all'ultimo anno di liceo.

Insomma la reazione ad un post non può essere totalmente apatica all'età del postatore.
L'età di alcuni blogger la si può ricavare dal BlogChalk, ma non tutti lo adottano. Talvolta alcuni blogger hanno una pagina dedicata proprio a descriversi. Ma è una minoranza e comunque non è immediatamente visibile. Non è alla portata di uno sguardo.

Ebbene sarà stata un'idea malsana, ma data la grande moda dei button, ne ho prodotti di specifici per l'età del blogger.
Io me lo metto qui a destra.
Se per caso qualcuno volesse copiarmi, ho prodotto button con l'età dai 16 ai 60 (se qualcuno lo volesse e fosse under16 o over60 mi avverta che ne aggiungo).

Come fare a metterlo?
Inserite nel vostro template la seguente stringa:

<IMG src="http://digilander.libero.it/onino.x/anni/??.gif"  border=0>

con al posto di ?? la vostra età.
E non venitemi a dire che alle donne l'età non si chiede, perchè possono sempre bossarsela.












dal flusso di onino 02:02 | commenti (8) | + -
>>> giovedì, maggio 22, 2003
 

>>> Chiazze Anarcoromantiche (n.1)

Finally, I note that blogging itself is actually in the process of making people as easy to find as web pages on Google -- it turns them into web pages

Sebastian Paquet*

(primo di una serie di post "liberamente non aggregati")

dal flusso di onino 01:28 | commenti (1) | + -
 

>>> Technorati integrato a Explorer. Il cosmos immediato

Vuoi sapere al volo gli inbound e gli outbound links detenuti dal blog che stai leggendo? Il suo cosmos?
Presto potrai scaricare la Cosmos Explorer Bar che integrerà le funzionalità di Technorati con il tuo browser e non ti sfuggirà più nulla.

E questo è solo uno dei tanti esempi che si stanno sviluppando dopo il rilascio delle Technorati API.
Da non perdere. L'Edge Power che avanza.



dal flusso di onino 01:19 | commenti | + -
 

>>> Suggestioni visive come modelli di comunicazione

Mettete insieme tre italiche menti brillanti che condividono conoscenze nei campi dell' "architecture, interaction design, design, social sciences", chiedeteli di mettere a punto una piccola teoria sui modelli di comunicazione, dategli un incipit suggestivo e quel che ne risulta è del tutto immaginifico.

Per i curiosi l'incipit è questo:

“It is not down on any map. The true places never are.”
- Herman Melville

E i risultati sono modelli comunicativi definiti dalla forma che l'aurea che li avvolge, li rende quasi mistici. Spruzzi di New Age?
Questo è il Girasole

il Girasole

Now imagine the same structure with the same flames going around, but combined with the idea that then, at a certain point, they gather, they return back to a single space. Which is, for example, what happens with Rave parties – people say let’s meet, they say when and where, and then everyone meets in a physical place. And then here in this place we continue the conversations, locally; though they probably continue to be mediated through our devices.

And we form a strange social environment, that is temporary and which we call the Sunflower.

Ma ne esistono molti altri: il pesce, la farfalla, la salsiccia, le fiamme, l'utero....
Sempre più curiosi? Correte qui

 







dal flusso di onino 00:58 | commenti (1) | + -
>>> mercoledì, maggio 21, 2003
 

>>> Di emozioni, abilità e freddi computer

Un semplice collage, sempre sulla via dell'anarcoromanticismo e del lasciare implicito:

"Se la posta in gioco di una partita è una tegola, tutti i giocatori saranno abili; se è una fibbia di cintura, il giocatore risentirà un lieve spavento; se è un oggetto d'oro, sarà molto turbato. L'abilità del giocatore resta la stessa, ma la sua emozione proviene dall'attaccamento a un bene esteriore. Così, colui che si lega a un bene esteriore, interiormente sarà del tutto inabile".

(Zhuang-zi) *

et:

Although you probably never thought of it this way, reading and writing on a computer actually has a lot in common with watching television. Both television and computers incorporate a mosaic of images, backlit screens, and near instantaneous speed. All three of these attributes, especially in combination, tend to engage the right hemisphere and thus generate emotional involvement. This, of course, results in conflict since words -- at least the words employed in business communications -- are intended to involve the rational, processing characteristics of the left hemisphere. Further, when words appear on a computer screen, the right hemisphere is called into play in ways that would not occur when you're writing or reading the same words on a page. Indeed, expressing one's opinion on the computer screen engages a different part of the brain than when writing or typing out the same sentiment on a piece of paper. *

dal flusso di onino 11:05 | commenti | + -
>>> martedì, maggio 20, 2003
 

>>> Mi inchino e divento frate. Causa Steve Johnson

A Londra ci chiedevamo quale fosse la via delle librerie di cui avevamo sentito parlare.
"Charing Cross!", l'sms di un amico ci salva e immediatamente ci catapultiamo nella metro verso quel luogo fantastico.
"Have you a book, Smart Mobs of Howard Rheinghold?"
Convinto che a parità di lingua lì fosse uscito subito, o perlomeno poco dopo che in America. Non ci vuole mica un traduttore...
...e invece no. Li' usciva in questi giorni, e io sono qui, in Italia senza Smart Mobs.

Ma sul comodino ho Emergence: The Connected Lives of Ants, Brains, Cities, and Software" di Steve Johnson comprato alla Borders Books Musica and Cafè di Charing Cross."
Pescato in quel momento quasi a caso negli scaffali della sezione Science.
In realtà quel titolo lo avevo già nel mio file bookz.txt sul desktop dove copio incollo i titoli dei libri che trovo in rete e mi ripropongo prima o poi di comprare.
Lo avevo su bookz.txt, ma , a Londra, in quel momento, non lo ricordavo. In pratica l'acquisto è stato una sorta di dejavù.

Oggi capito su Wired e ti trovo un articolo proprio di quel Steve Johnson e proprio sui blog.
Lo leggo.
Mi alzo in piedi.
Standing ovation.
4 minuti. Mio fratello si è unito per solidarietà, in un primo tempo pensava avessi vinto al risiko on-line e mi compiacessi delle mie strategie.

Sarò un pirla, ma lo voglio riportare qui per intero, a mia futura memoria. L'originale è qui. Ora è il mio vangelo (il grassetto nel testo è mio).

Mind Share
By Steven Johnson

We've lived so long under the notion of the Web as a space of connected documents, it seems almost unthinkable that it could be organized any other way. But it could just as easily be assembled around a different axis: not pages but minds.

The explosive growth of blogging is creating the opportunity to do just that. Hundreds of thousands of individuals now maintain their own weblogs, updating them regularly with links, commentary, and personal anecdotes. There are some wonderful group weblogs, to be sure, but the general principle of blogspace is one per person. Following a well-maintained, up-to-date personal blog is - short of shacking up with someone - the most efficient method yet invented to keep track of what's going on in another person's head over extended periods: what they're working on, linking to, obsessing about, listening to, reading. On a day-to-day basis, I am more intimately aware of the latest happenings in the world of my 10 favorite bloggers than I am of what's going on with my closest friends. And of those 10 bloggers, I've met only two or three in person. As one of them, Rael Dornfest, likes to say: "Following someone's blog is like doing a TiVo season pass for a person."

Of course, changing the organization of the Web makes it possible - even imperative - to build all sorts of new architecture inside that space. Blogs themselves are a kind of secondary effect of the Web's original hypertextual space. If you create an environment of linked documents, then a whole new type of document becomes possible: one that does nothing but link.

What happens when you start seeing the Web as a matrix of minds, not documents? Networks based on trust become an essential tool. You start evaluating the relevance of data based not on search query results but on personal testimonies. ("This page is useful because six minds I admire have found it useful.") You can research ideas or breaking news by querying the 10 people whose opinions on the topic you most value - what Cory Doctorow calls an "outboard brain." A tool recently created by Dave Sifry of the blog analysis site Technorati lets you take any URL and automatically generate a list of bloggers who have commented on it. Almost anything you stumble across can be filtered through the perspective of other bloggers.

Your mind becomes a part of the space as well. Your own personal site becomes an extension of your memory, as in Vannevar Bush's vision of the Memex, but your memories also become part of the Web's collective intelligence. (See the brilliant site Random Access Memory, which organizes thousands of specific remembrances contributed freely by individuals.) And a Web oriented around connected minds makes it easier for those minds to find one another in real life: Witness the recent success of online personals and Meetup.com.

Ever since the Web entered the popular consciousness, observers have noted that it puts information at your fingertips but tends to keep wisdom out of reach. In a space organized around connected minds, however, the search for wisdom becomes more promising. The Web remains a space of functionally infinite data, but that space is increasingly mapped by human minds, linked in ways we're only beginning to imagine. If it's wisdom you're looking for, you couldn't hope for a better guide.

















dal flusso di onino 02:16 | commenti (2) | + -
 

>>> Intervallo. Chiazze di parole

Prima chiazza:

a me piace spiluccare.
decontestualizzare.
abbandonare ogni filologia.
rifiltrrare parole, frasi con la mia lente.

stai diventando giorno dopo giorno piu' anarcoromantico

Seconda chiazza:

è così facile essere sinceri davanti a un pubblico abbastanza numeroso.
Puoi dire qualsiasi cosa se c'è abbatanza gente ad ascoltarti.

Chuck Palahniuk, Invisible Monsters





dal flusso di onino 02:09 | commenti | + -
 

>>> Martina mi ha intervistato, ecco i risultati.

Martina Zavagno tempo fa mi chiese di ripondere ad un pò di domande sui blog. disse che era per un articolo che doveva scrivere per una grande testata informatica. Disse che non ero l'unico a cui faceva l'intervista via e-mail. Ben felice (al contrario di Cesare ) le risposi. E come io tanti altri blogger italiani che stimo molto.

Beh la grande testata informatica era nientepopodimeno che HTML.it. Qui c'e' il suo articolo, mentre sul suo blog ha creato una pagina dedicata alle definizioni di blog date da tutti gli intervistati e che potrà essere integrata da quelle di chiunque ne voglia dare.

Complimenti Martina!

dal flusso di onino 02:01 | commenti (1) | + -
>>> lunedì, maggio 19, 2003
 

>>> Liberiamo gli archivi a pagamento

Perchè i grandi giornali online dovrebbero smetterla di far pagare per accedere ai proprio archivi.
Perchè poi i giornalisti non possono prendersela con Google e i blog.
Perchè tutto ciò è un vero anacronismo.

Trovate tutto in questo lungo, ma esauriente post di Doc Searls



dal flusso di onino 01:54 | commenti | + -
 

>>> Altro che ordine dei giornalisti...

Dan Gillmor si è fatto un viaggietto in Corea del Sud e ha scoperto un nuova forma di giornalismo. (Ne parla anche Wired)

``The main concept is that every citizen can be a reporter,'' he says. ``We changed the concept of the reporter.''

OhmyNews is transforming the 20th century's journalism-as-lecture model, where organizations tell the audience what the news is and the audience either buys it or doesn't, into something vastly more bottom-up, interactive and democratic.

The main concept is that every citizen can be a reporter.

The influence of OhmyNews is substantial, and expanding. It's credited with having helped elect the nation's current president, Roh Moo Hyun, who ran as a reformer. Roh granted his first post-election interview to the publication, snubbing the three major conservative newspapers that have dominated the print-journalism scene for years.

The easy coexistence of the amateurs and professionals will, soon enough, seem natural. Publications like OhmyNews will pop up everywhere, because they make sense, combining the best of old and new journalistic forms.

OhmyNews is an experiment in tomorrow. So far, it's looking like a brilliant one

dal flusso di onino 01:09 | commenti | + -
>>> giovedì, maggio 15, 2003
 

>>> Di Paolo Nori, autorappresentarsi e altre questioni

Chi di voi conosce Learco Ferrari?
Devo dire che mi stupisco ricordandomi questo nome e cognome. Di solito non ricordo un nome che sia uno dopo un solo minuto dalla presentazione.
E invece Learco Ferrari lo scrivo sicuro, senza nemmeno andare a googleare scrivendo "alter ego di Paolo Nori".
Eh, sì perchè Learco non è altro che il protagonista dei sette o otto romanzi di Nori che per chi non lo conoscesse è uno scrittore italiano contemporaneo.

Oggi ha presentato "Scarti", il suo ultimo libro, qui a Genova e lo sono andato a sentire. Devo dire che, tranne quando legge stupendamente i suoi scritti, Nori è veramente difficile da sentire. sussurra, si mangia le parole, sembra timidissimo.

Learco Ferrari è un suo alter ego, il protagonista dei suoi romanzi. E' scrittore pure lui.
Un pò di sana autoreferenzialità.

Oggi Nori ha detto più o meno: un alter ego dilatando la propria persona, facilità l'ars scrivendi, quella che tende all'autobiografia.
Se i suoi romanzi fossero proprio un'autobiografia, si vergognerebbe a scrivere alcune cose, avrebbe paura di non autorappresentarsi come è, insomma un filtro dalle maglie troppo strette lo rallenterebbe, lo metterebbe in difficoltà.

A Learco può far fare cose talvolta simili agli accadimenti della sua vita reale (di Nori), ma senza seguire pedissequamente la riproduzione esatta; a Learco può far esprimere pensieri suoi, ma anche no. Dal nocciolo della sua reale personalità (di Nori) si opera per addizione e sottrazione, ma probabilmente è l'addizione che ha la meglio e la personalità diventa dilatata. E facilita la scrittura. Diventa una autorappresentazione molto più libera. Forse semiautorappresentazione.
Un alterego.
Alter, appunto.

Paolo Nori scrive.

(sappiate che ora sembrerà che salti di palo in frasca, ma non è così. in testa c'ho dei passaaggi mentali. non che siano necessariamente logici. di fatto esistono anche più logiche. ma non esplicito tutto ultimamente. è stufoso esplicitare tutto.)

Noi blogger scriviamo.

Esiste un identità fra il mio blog e me?

Il mio blog sono io o un alterego?

Chi si nasconde dietro brontolo?

Sticazzi era Carlo o un suo alterego?

Se il mio blog è un alterego si dilatano anche le mie responsabilità?

Posso con le mie parole fingere di autorappresentare ciò che io sono o la trasparenza è totale?

Siamo in una situazione comunicative ideale habermasiana?

Leonardo attaccando ciò che scrive Camillo attacca Camillo?

E se Camillo fosse Sofri che si finge neocon?

E se Sofri fosse neocon?

Non so se di fronte a tutte queste domande riuscirò a dormire stanotte, ma la questione, per quanto male e parzialmente la abbia esplicitata, mi tocca.

(dirò in questa ultima parentesi di testo piccolo piccolo che di Nori non ho letto più che 30 righe sollecitato da un amico suo fan, trovo divertente ascoltarlo leggere i suoi stessi libri. Non penso però che affronterò mai letture complete. l'impressione che mi ha dato è ben espressa qui da Genna. Sta di fatto che sul retro del blocconote di spagnolo che avevo con me alla presentazione del suo ultimo libro ho annotato altri 3 o 4 spunti per post molto interessanti. Quindi al di là della sua scrittura, penso sia una persona stimolante. Solo parlasse un pò più forte...)


























dal flusso di onino 01:44 | commenti | + -
>>> mercoledì, maggio 14, 2003
 

>>> Gli italiani e i cellulari. Il wireless sbagliato

Un articolo sull'International Herald Tribune cerca di spiegare perchè in Italia l'indice di penetrazione dei cellulari è del 93% (molto più alto di quello di USA 43% e Giappone 62%). Articolo non troppo interessante devo dire. Ma voglio citarne due passi:

While Italians have been on the cutting edge with cell phones since the early 1990s, they have not taken quickly to many other new technologies. Internet use, for example, has continually lagged most other West European countries as has the popularity of DVD players and other similar products.

Italians spend 1.1 percent of their disposable income on wireless services

..a mio parere il wireless sbagliato. Immaginatevi se la penetrazione del 93% e la spesa dell'1,1% riguardassero il WiFi...
E' il mio sogno. La mia utopia.



dal flusso di onino 12:19 | commenti | + -
 

>>> Dejavù. Ah erano Leonardo e Camillo

Ho letto questo...

Of course anything that's wrong with the mainstream media -- bias, error, sensationalism, and so on -- can be wrong with the blogosphere as well. But there are six critical differences, all in favor of the blogosphere.

1.  When you surfing the blogosphere you are never deluded by the false sense of security conferred by an undeservedly authoritative brand-image like that of the New York Times -- you are in the wild west, and you know it.

2.  In the blogosphere you are massively diversified -- you can easily and rapidly access many competing sources of information and points of view.

3. Blogs tend to cite their sources diligently, and provide hyperlinks directly to source material -- if you want to do your own fact-checking, establish context, or just learn more, you can easily do so.

4.  Blogs can act as a digest of and gateway to the conventional media -- so you have the best of both worlds.

5.  Blogs tend to be written by people who read blogs, and blogs often refer to each other, link to each other, police each other, and so on, so errors or biases are quickly discovered and exposed -- in the heyday of the Internet this used be called "collaborative filtering."

... e mi è venuto in mente questo.

dal flusso di onino 11:45 | commenti | + -
 

>>> La Masera mi stima?

A Blog Age sono andato con Tao. Ho guidato la fedele Punto Blu Arrogance sino al luogo dove molte URL sono diventati volti (non tutti come me li immaginavo). Purtroppo non quello di Selvaggia, che tra le altre cose preferivo potesse diventare corpo, più che volto...
Io e Tao ci sediamo in sesta, settima fila. Ad un certo punto, a conferenza già iniziata ci si affianca una donna. Con il mano il libro della Mazzuccato (quella che scrive in maniera simpatica). Prende appunti. Interroga me e Tao su vari argomenti.

Penso di avere risposto brillantemente.
Penso di esserle piaciuto, forse per questo sono finito . Pane al pane e vino al vino, insomma.
Poi lei deve avere fatto un passo
qui. Deve avere scoperto chi sono. E mi ha messo .
Io non sapevo che era lei. Lo giuro. In più non aveva ancora rivelato alla blogosfera le sue idee.
Sono immacolato. Ma sono . Che significato dare a tutto ciò?

Non posso dire che non le avrei rivolto la parola. Non ho nulla contro di lei.
Ho un debole per le donne. E , dove mi ha messo
lei, c'è anche Selvaggia. (che ho scoperto essere fidanzata da sei anni. Argh.)
Poi l'ho anche vista parlare con Formenti, che era due posti più in là e che Stefano Porro (o suo figlio..?) mi aveva presentato un'ora prima.

Fatto sta che sono finito . Cioè qui. Ma sono in
buona compagnia... c'è anche la Mazzucato!

(l'autore del post chiede ai gentili lettori di aggiungere faccine che sorridono ovunque nelle righe cre precedono. rimpitene una saliera e rendete il monitor meno insipido)










dal flusso di onino 02:05 | commenti (1) | + -
 

>>> News Aggregator vocale?

L'ultima idea di Joi Ito:

...I felt really guilty, and came up with a great idea. I opened my mac in my car and got it to start reading the outline to me using text to speech. This is the first time I really tried it and it worked well. (Although the woman's voice reading Dan's words was a bit weird.) So then I thought about this some more. What I really want is a text to speech to mp3 converter that took my RSS feed and dumped it into an mp3 file that I could listen to my iPod on the way to work

E in quattroequattrotto ecco piovere decine di commenti che trovano la soluzione.

Uno di questi mi fa anche ripensare alla questione oralità/scrittura, eccolo:

Many of the present bloggers feel more confortable writing than speaking into a microphone (I say present because I believe there are many future audiobloggers that would prefer to speak over writing). If the audio output of the process you describe is exceptable, it becomes an efficient, productive way to produce audio from an already written post without having the blogger doing extra work.

( - ...lasciare implicito ragazzo, lasciare implicito... - disse un saggio )

dal flusso di onino 01:22 | commenti | + -
>>> martedì, maggio 13, 2003
 

>>> Il bello dei blog II

Cesare in un post intitolato "Il bello dei blog" oggi scriveva:

Passi il tempo a menartela tra blog e giornalismo, feed e trackback, fin quando non arriva uno che ti disarma ricordandoti quanto certe cose siano più drammaticamente semplici, urgenti e vere:

I am glad that I live in the 21st century when injustice could be heard all around the world, just by a few words in your weblog.

Da Steppenwolf, blogger di Teheran.

Lawrence Lessig il 26 aprile scriveva:

On June 2, the FCC is scheduled to release new rules governing media ownership. The expectation is that the revised rules will remove limits on media concentration. The consequence of that change will be an extraordinary increase concentration, in an already concentrated industry.

These issues are hard. Big is not necessarily bad. Change in media structure is not necessarily corruption of media content. But the more I have read about creators worried about this increase in concentration, the more I have looked at this issue.

Surprisingly or not, the issue of media concentration is not being covered adequately by the media — that same media that will be affected by the changes in these rules. So that makes this ripe for the media in this space.

I’ve got a bunch of stories and statistics to report, and will. But this is something we need many many voices to report. Where else will the news not fit to print get printed — except in weblog space?

L'uno l'Iran. L'altro gli USA.
Bah.


dal flusso di onino 01:52 | commenti | + -
 

>>> Questionari, studi e blog

Mi sono imbattuto in un questionario sui blog di una studentessa brasiliana che sta studiando il fenomeno blog. Ovviamente più saranno coloro che risponderanno, meglio sarà per la sua ricerca, dunque se siete volenterosi e, perchè no, curiosi, dedicatele 5 minuti del vostro tempo.

Riporto, l'ultima domanda del questionario:

Which aspect do you consider more attractive within the possibilities of blogging? (you can choose more than one option):

dal flusso di onino 00:59 | commenti (2) | + -
 

>>> Microsoft perde i PassPort

Perchè lasciare in mano la propria identità digitale a chi nemmeno se la vende, ma se la fa ciulare proprio?

The Passport service, which Microsoft has long promoted as a simple, secure single sign-on service, also houses a good deal of users' personal information. Credit card numbers and other data are stored in users' Passport accounts. The same system controls the log-in mechanism for Microsoft's Hotmail service.

To exploit this vulnerability, an attacker could simply cut and paste a URL containing the Passport account holder's e-mail address as well as the address to which he'd like the password-reset request sent. This results in the Passport servers sending an e-mail to the attacker-specified address that contains a link which allows the attacker to reset the account's password.

Once this is done, the attacker has full access to the user's account, including whatever e-mail accounts are associated with it.

dal flusso di onino 00:09 | commenti | + -
>>> sabato, maggio 10, 2003
 

>>> Excitatevi con i nuovi blog

Ho scoperto tramite GNUeconomy che anche Excite ha messo su la sua piattaforma per i blog. E tributo loro uno scroscio di applausi! (nonchè un pensierino a saltare sulla loro barca...)
Un servizio davvero completo, da leccarsi i baffi:

-Interfaccia di gestione ampia, user-friendly ma "scalabile" anche per gli utenti più smaliziati e accompagnata da piccole iconcine a punto interrogativo che spiegano a cosa serve ogni singola opzione.

- Hosting delle immagini (max 30k per ognuna)

- Gestione dei post tramite categorie totalmente personalizzabili

- Ricerca propri post per data, autore (si', gestisce anche blog multiautore), stato (si possono fare le bozze! altrimenti il post è "pubblicato") ed, ovviamente, categoria

- Html totalmente modificabile (esistono anche template prestabiliti)

- Possibilità di settare il numero massimo di post visualizzabili in home page.

- Calendarietto dei post tipo MT

- Ma soprattutto: RFD, RSS, Tracback e Ping!!!


















dal flusso di onino 14:45 | commenti (5) | + -
>>> venerdì, maggio 09, 2003
 

>>> Interazioni nella blogosfera in declino?

Da una parte sempre più individui proiettano parte di loro stessi nella rete tramite un blog. Chi le proprie emozioni, chi le proprie conoscenze, chi le proprie storie, chi i propri progetti. Le volontà espressive sono molteplici e numerosissime.
Basti pensare che Splinder ha raggiunto i 10.000 blog ospitati. Insomma parecchi polpastrelli tramite la tastiera servono il proprio cervello e il proprio cuore trasformando pensieri in parole che tutti possiamo leggere.

Dall'altra parte non riesco a scorgere quell'interazione, quello scambio di idee continuato e approfondito nonchè multisfacettato che invece colgo e mi stimola leggendo le discussioni fra Marc Canter, Ross Mayfield, Joi Ito, Kevin Marks e molti altri, ad esempio, riguardo il Social Software.

Voglio riportare parte di un mio scorso post:

Penso che la blogosfera non debba essere trattata come un unicum o come un supersoggetto, ma che al suo interno convivano diverse e numerose volontà espressive. Sono convinto che alcune relazioni fra blogger siano più dense per diverse comunanze (di interessi, idee, vicinanza geografica...) e che dove questà densità raggiunge una certo livello si possa parlare di concentrazioni.

Ecco, in queste concentrazioni mi piacerebbe meno puntinismo e volatilità.
Cosa intendo per puntinismo e volatilità? Intendo che si producono molti post interessanti, su svariati argomenti, ma che raramente si sviluppa una discussione di cui tenere traccia. Più spesso sono urla gettate nella blogosfera e non dialoghi.
Non noto un incremento di conoscenza.

Questo soprattutto negli ultimi tempi. Testimone ne è il fatto che per i grandi temi sui quali si svolse una discussione multilaterale (multiblog?) possiamo trovare sul BA uno spazio a destra intitolato: "Ricostruisci i dibattiti", che corrisponde nella form di segnalazione post alla domanda:

Questo post che segnali si ricollega ad uno dei seguenti grandi temi?

» Blog_Aggregazioni
» Blog_Tools_Servizi
» Blogging_is_not_Journalism

» Disaffezione_alla_lettura
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Da quanto è Giuseppe che non aggiungi una nuova scelta? O meglio, da quanto è che non si presenta una nuovo grande tema, grande che si meriti l'inserimento fra quelli di cui sopra? L'unico che mi viene in mente è quello sul diritti delle case discografiche e la nuova legge a proposito.

Non è un caso secondo me che fra i grandi temi ben 4 su 7 siano strettamente collegati ai blog e quindi autoreferenziali. Ripeto come ho già detto più volte: non penso che l'autoreferenzialità sia una cosa cattiva (forse perchè la mia tesi di laurea è sui blog...?)
Anzi, proprio dalle discussioni autoreferenziali sono nate le due (sole?) "costruzioni" tangibili che mi vengono in mente e che penso siano servite molto alla blogosfera: Il Blog Aggregator e Blog Age.

Se non fosse che ho già terminato due altri post con la frase "Cosa vogliamo costruire?", lo rifarei.
Ops, ci è mancato poco.












dal flusso di onino 01:41 | commenti (4) | + -
>>> mercoledì, maggio 07, 2003
 

>>> Netiquette del TrackBack e oltre

Joi Ito ha trovato su un suo post riguardo iTunes un TrackBack di un altro blog. E' andato a vedere di che si trattava e ha provato una strana sensazione vedendo che il post era effetivamente su iTunes ma non citava per nulla il suo post.

A questo punto Joi si chiede se esista una netiquette del TrackBack che raccomandi all'altro blog di citare il suo post, dato che lo ha trackbackkato.

Paradossalmente nella discussione che si sviluppa nei commenti si annota che se il post del tipo si fosse limitato a citare il post di Joi senza aggiungere nulla, il TrackBack sarebbe stato inutile. Avrebbe portato ad una rindondanza abominevole.
Immaginatevi il lettore di Joi che si imbatte in questa interessante critica su iTunes e finito il post vede che ci sono dei TrackBack e, curioso e volenteroso di approfondire, clicca e va a scoprire che il post a cui è arrivato non aggiunge nulla di nuovo, ma fa solo del cut&paste.

Di sicuro il TrackBack perderebbe parte della sua utilità, della sua funzionalità nel tenere traccia delle discussioni, o quantomeno di presentare la possibilità all'utente di leggere svariati post sull'argomento in maniera trasversale. Diventerebbe quasi un popularity index.

E qui nei commenti si insinuano nuovi dubbi. Ma se uno che si limita a citare il post di Joi, pinga il suo TrackBack solo perchè sà della popolarità di Joi e spera di convogliare parte di quei lettori sul proprio blog?

E ipotesi ancora più estrema, iniziassero a rompere le balle gli spammatori, principalmente i pornospammatori, resosi conto della popolarità dei blog?

I follow the trends in the adult world fairly closely and they have taken notice of weblogs and will soon be sinking their teeth into the traffic they offer. Google page rank is one reason they do it but it's also another link trap that someone could fall into. These folks are crafty and ruthless in pursuit of the almighty dollar and come up with some really smart and clever things long before the mainstream catches on. That's mainly why I watch what they're up to. But also it gives me a heads up on some of the more insidious tricks so I can end around them. Referer stats have been spamed since 95. At least thats when I was doing it and also the reason you don't see them on my sites anymore. They're reciplink magnets. The people spamming Dave aren't even smart about it. Traditionally you spam with a genuine looking domain and as soon as traffic picks up you do an Apache level redirect to your porn sponsor (which most engines will follow to spider the content on the other side) and just let the bucks roll in. Definitely keep your eyes out for these folks. If you want to read up on some of the weekly tricks go to trix.sexswap.com and sign up for the newsletter. It's a handy resource. Know thy enemy.

A questo punto si dovrebbe trovare, propongono alcuni, un sistema perchè in automatico il TrackBack sappia giudicare l'affidabilità e la pertinenza del post che lo pinga. Per quello che riguarda l'affidabilità si potrebbero usare un reputation system (ad esempio Kevin Mark propone Vote Links). Per quello che riguarda la pertinenza temo si vada sul semantico, e qui siamo ancore indietro. La discussione dunque evolve anche verso la questione di "authentication" e di identità digitale...

Io ho provato a riassumere e ci ho messo anche qualche idea mia, ma vi consiglio di utilizzare 5 minuti del vostro tempo e andarvi a leggere post e soprattutto commenti direttamente da Joi.

(è tardi e ho scritto di fretta senza rileggere, scusate a priori se non si capisse una ceppa e gli eventuali errori di battitura, grazie)


dal flusso di onino 02:44 | commenti | + -
 

>>> Network di conoscenze potenziati

Certo conosci molte persone. Tante dal vivo e altre nella rete. Ognuna di queste ne conosce altre. Immagina quanti diversi interessi, ma anche quanti in comune. Immagina le ramificazioni che da un conoscente esperto in informatica posso portarti al biolog marino che cercavi e che tu non conoscevi.
Intersezioni di queste reti di conoscenze. Sia nel senso di persone che di knowledge. Ma i numeri sono sparsi in agendine, cellulari e rubrica sul PC. Le e-mail sono cambiate. Ma come si chiamva quel tipo incontrato a quella conferenza, amico di Giovanni??...

Se vuoi risolvere questi problemi e potenziare il tuo network di consocenze pare che il capoccia di PayPal  Reid Hoffman  possa esserti d'aiuto con la sua nuova creazione: "LinkedIn".

Trattasi di Social Software? Ai posteri l'ardua sentenza e, attenzione, nonostante il tono pubblicitario del post, non mi hanno pagato.


dal flusso di onino 02:03 | commenti | + -
 

>>> Il blog della SARS

Per mantenersi informati sulla Severe Acute Respiratory Syndrome potete cliccare qui.
Non è contagioso.
Lo sono i blog.



dal flusso di onino 01:48 | commenti | + -
>>> martedì, maggio 06, 2003
 

>>> Google cuore del Social Software?

Secondo Jonathan Peterson le cose stanno così. E l'acquisto di Blogger da parte dei motori di ricerca è mirato ad offrire una piattaforma alle intranet aziendali che abbia grandi potenzialità a costi ridotti:

The criticality of Google to the whole tipping of social software is so obvious that it's a blind spot. When Google bought Blogger one of the reasons that made a world of sense is that intranet Blogs + intranet Google is more powerful (and vastly less expensive) than any other system attempting to create order across an enterprise. In a fairly real way, Google's page rank algorithm is the catalyst for the whole damn thing.

Se ci aggiungiamo il nuovo acquisto Applied Semantic i risultati potrebbero anche tornare. Ricordo però di aver letto da qualche parte sul blog di Paolo una critica a questo nuovo modello di business, una critica che vede nel meccanismo di PageRank di Google un possibile punto debole quando si trovi a spiderare e indicizzare documenti aziendali spesso poveri di link l'uno all'altro. Infatti una delle poche cose certe sull'algoritmo segreto di Google è che dia massima importanza al numero di link che puntano ad un documento per stabilirne il PageRank.
Ora resta da vedere quale sia il modello di business che Google vuole introdurre all'interno delle aziende, se un blog+motore di ricerca limitato ai blog stessi o anche un motore di ricerca per la intranet aziendale tout court e, infine, se l'algoritmo verrà preso pari pari da quello usato in rete oggi, cosa della quale dubito fortemente.
Fatto sta che fra text advertising e intranet aziendali i tipi di Google stanno decisamente allargando il loro business, e sono certo che hanno calcolato tutti i rischi.



dal flusso di onino 02:36 | commenti | + -
>>> lunedì, maggio 05, 2003
 

>>> Ma che razza di blogger sono?

Non ho mai avuto problemi nelle situazioni dove il pensare veloce, il reagire immediato, il cogliere al volo, erano status vivendi essenziali.
Ultimamente anche di più.
Cosa ve ne fregherà a voi. Probabilmente nulla. In tal caso cliccate nella colonna qui a destra e andate sul sicuro. Sono persone che leggo e scrivono meglio di me. Non cadrete dalla padella nella brace.

Sta di fatto che oggi mi imbatto in queste parole:

Fast thinking and fast reaction are natural skill for bloggers.
What we lost in the road from periodicity to real time is reflextion. What we gain is dynamism and conversation styles. *

Ma anche in queste:

Ho voglia di uscire, di passeggiare, di andare al mare, di mangiare grigliate di pesce e cous cous libico, di scrivere con la penna su quadernoni di carta, persino di disegnare (mi sono comprato una scatola di 48 luminosi pennarelli) e di non passare di qui se non distrattamente. Ho bisogno di silenzio per guardarmi un po' dentro e, soprattutto, per guardare il mondo, quello vero, quello fuori. Non so per quanto tempo scenderò dal blog, ma, per un po', vado a vivere altrove. Ci vedremo, se avrete la pazienza di aspettarmi, quando torno. *

Ed ultimamente anche io ho voglia di molte di queste cose e infatti per concretizzarle non ho postato per un pò.

Domani è lunedì. Di solito le cose si iniziano o si riniziano il lunedì. Vediamo un pò.




dal flusso di onino 01:12 | commenti (3) | + -