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>>> lunedì, marzo 31, 2003
 

>>> Giornalisti con la flebo in mano

Dovresti seguire i marines, stare appiccicato a loro. Dovresti scrivere quanto succede, tramutare battaglie in parole, tenere traccia delle urla, degli spari e del sangue. Dovresti essere imparziale, oggettivo, non coinvolto più del dovuto. Sei un giornalista al seguito dell'avanzata anglo-americana, è chiaro cosa devi fare.
E invece la guerra ti tramuta in infermiere, a tenere sveglio un civile iracheno, a non farlo addormentare, potrebbe non risvegliarsi più. E allora stai con la flebo in mano, a parlare dei suoi bambini, che li rivedrà, mentre intorno a te infuria la battaglia.
Il sergente non ha uomini, e tu, giornalista, sei immediatamente arruolato.
Questo quanto accaduto a Ron Martz, dell'Atlanta Journal-Constitution.




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