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>>> giovedì, gennaio 16, 2003
 
>>> Qui baciai Luisa il 15 Giugno 1996. Il GPS stravolgente.

Il GPS nacque principalmente per scopi militari, per guidare le bombe intelligenti. Ma come spesso accade la tecnologia non è indirizzabile univocamente verso gli scopi per cui nasce, per cui è studiata in principio. Molti ora giocano alla caccia al tesoro, come i bimbi, con strumentazioni GPS avanzate. Nascondo nel parco il mio scrigno, metto sul sito le coordinate e tu lo vai a scovare. Impieghi ben lontani da qualunque scopo militare.

Ma si può andare molto oltre. Immaginate di avere un navigatore GPS che rileva dove siete. Immaginate che qualcuno possa scrivere su una rete simile al nostro WWW delle pagine personali non correlate ad un URL, ma ad una coordinata geografica. Si dischiudono infinite porte.

Se il mio navigatore GPS suona mentre sono in Piazza De Ferraris a Genova è perchè qualcuno ha lasciato in quel punto un suo messaggio, una sua idea, un suo ricordo, magari un semplice "qui ho dato il mio primo bacio". La potenza è proprio quella che si dischiude quando tutti potranno avere la possibilità di scrivere in questa sorta di rete geografica, e non solo informazioni per turisti come già esistono sui kit GPS delle berline di lusso.

Sul mio navigatore GPS, magari da polso, potrò impostare che rilevi solo le informazioni lasciate dagli amici e da quelle fonti che reputo di fiducia e interessanti. Marco la scorsa settimana è andato a Lisbona? Ha trovato diversi posti interessanti e ne ha lasciato piccoli commenti? Beh, quando quest'estate passerò anche io di là il mio navigatore rileverà quei luoghi e mi offrirà i commenti del mio amico. Ma anche la messaggeria personale potrà evolversi incredibilmente: passo di fronte ad un murales di un cuore gigante in periferia, mi suona il navigatore GPS, leggo "Questo rappresenta il mio amore per te." E in fondo la firma di una persona vicina...

Le potenzialità sono enormi e come potete vedere qui, la sperimentazione è già partita.
Se volete saperne di più sul lato tecnico invece non perdetevi questa documentazione
; mentre qui vi è altro materiale interessante.

>>> Tutto i miei ricordi, ciò che ho visto/detto/sentito in un database

La Microsoft sta portando avanti un progetto chiamato MyLifeBits (o Memex o MyMainBrain) il cui scopo è permettere a chi lo vuole di mantenere su un database la sua intera vita. Tutti la posta ricevuta, tutto ciò che ha letto, tutti i siti che ha visitato, tutte le conversazioni che ha avuto e tutto ciò che ha visto e sentito. Gordon Bell dal 1998 sta inserendo tutti questi dati su PC, archiviandoli e utilizzando il DataBase creato come alternativa e potentissima memoria. Lentamente il metodo di archiviazione e di acquisizione dei dati sta sviluppando in direzione di una "usabilità" alla portata del consumatore davvero notevole. Ma perchè uno dovrebbe acquistare nel futuro tale sistema?

Le risposte possono essere molteplici, ma la prima che mi è venuta in mente è quella di potere poi passare i dati archiviati nel cervello del proprio clone made in CloneAid. Non sto scherzando.

In ogni caso le modifiche che porterebbe nell'uso della nostra memoria a lungo termine un utilizzo diffuso e costante di MyLifeBits, penso si debbano considerare realmente rivoluzionarie. Nuove interfacce. Nuovi approcci cognitivi...

>>> Non abdichiamo la nostra identità nella rete a poteri centrali!

Jan Hauser in un intervista su OnlineCommunityReport ci illustra la sua visione dell'identità personale proiettata in rete. Il pericolo è che il processo che condurrà i navigatori della rete da "anonimi e indistinguibili" esseri davanti ad un monitor a persone che manifestano la loro identità anche nel web e nelle sue varie realtà, venga monopolizzato, per esempio, da Microsoft con il suo Passport. Il rischio è che in tal modo si valorizzino solo gli aspetti commerciali della persona (profilazione a scopo commerciale et similia) e non il suo essere "capitale umano".

Quindi spazio a sistemi per creare "identità personali" sul web che siano decentralizzati e non nelle mani di alcuni poteri centrali. Siano essi pubblici o privati.

Ma ecco alcuni estratti dall'interessante intervista:

The big question is: will whatever tips in for individual identity primarily serve commercial interests or will it also serve public and community interests?

My wish is to have those interested in community better understand how this technology effects potential societal outcomes and then become more active to moderate what seems to be a very important battle. This is currently a battle of commercial giants primarily concerned with how we, as individuals, present an opportunity for consumption and profit, and not much beyond.

When it comes to the creation and evolution of electronic systems for individual identity in cyberspace, I favor governance forms, protocol, and software systems that are designed for, and capable of, both distributed and decentralized operation.

This is not to say that in appropriate areas central authority will not emerge when needed. It is to emphasize a principal that notes that central authority is not always required, and when it is required, it best emerges from the collective acts, needs, and wishes of individuals as the need arises, and will diminish when the need no longer exists.

>>> Ecco materializzarsi i "FoneBlogs"!

Bloggare tramite MMS ora è realtà grazie alla compagnia telefonica irlandese NewBay. Finalmente qualche utilizzo degli MMS che vada oltre al mostrare agli amici le conquiste fatte all'ultimo party di Briatore in Sardegna...

FoneBlog transforms mobile phones into powerful internet publishing devices that will inspire people to communicate in a totally new manner. Users' blogs will reflect as many opinions and themes as there are mobile phones.

>>> Il link deve essere condito?

Massimo Mantellini critica i blogger (in primis Luca Sofri) che forniscono un link e un breve commento/battuta sul pezzo a cui fanno riferimento senza però sintetizzarne il contenuto. Massimo la definisce "l'abitudine di far parlare il link al posto del blog stesso". Cesare Lamanna propone una soluzione tecnica a mio parere scomoda che secondo lui permette di ottenere "un titolo espressivo e un post ugualmente fulminante senza sacrificare l'accessibilità."

Io adoro i post fulminanti di Luca. Nonostante questo mi piace condire i miei link con sintesi dell'argomento, parti del pezzo linkato e mie prospettive personali. Forse lo faccio perchè non ho la battuta fulminante e l'arguzia di Luca, forse lo faccio perchè non tutti i miei lettori debbano stare svegli sino alle 3 di notte come me per leggere kilobytes di parole. Sono un filantropo, davvero

>>> Blog Notes. Quando si attende un nuovo post in trepida attesa

Il nuovo blog di Giuseppe Granieri mi sta creando dipendenza. Un numero n di volte al giorno (con n che cresce ogni giorno) vado su Blog Notes nella speranza di trovare un nuovo post. Se esistono soluzioni alternative a leggere diverse volte gli stessi post cercando di reinterpretarli ed interiorizzarli fatemelo sapere. Nel frattempo lo aggiungo qui a destra...
dal flusso di onino 03:21 | commenti (1) | + -